Non si interrompe un'emozione

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Non si interrompe un'emozione è un celebre slogan coniato dal regista cinematografico Federico Fellini per contestare l'abuso delle interruzioni pubblicitarie sulle tv private a partire dagli anni ottanta specialmente durante la trasmissione dei film, che Fellini considerava opere d'arte e non semplici prodotti commerciali.

Questo slogan fu poi ripreso a partire dal 1989 dal Partito Comunista, poi Partito Democratico della Sinistra nella campagna per il referendum sulla pubblicità televisiva del 1995, volto a impedire l'interruzione delle trasmissioni di film e partite di calcio con le inserzioni pubblicitarie.

Fra i testimonial che si schierarono contro il referendum e a fianco delle tv private, sicuramente l'attore e regista Michele Placido fu quello che, secondo gli opinionisti dei mass media, maggiormente spiazzò l'elettorato più ideologizzato della sinistra che dava in qualche modo per scontata una sorta di vicinanza ideologica di attori e registi con la battaglia referendaria.

Alla fine, l'iniziativa referendaria anti-spot ottenne il favore di quasi 12 milioni di italiani (44,3% dell'elettorato): più di 15 milioni (55,7%) invece non vollero cambiare la legislazione corrente in materia e pertanto la consultazione non ebbe per i promotori dello slogan i risultati sperati.