Noli turbare circulos meos

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Secondo una diffusa leggenda queste sarebbero state le ultime parole di Archimede, il famoso scienziato siracusano.

Archimede sarebbe stato intento ad elaborare alcune teorie geometriche, disegnando le figure sulla sabbia, quando un soldato romano delle truppe d'occupazione gli si avvicinò curioso. Archimede, come sempre sovrappensiero, temette che potesse disturbare lo scenario apparecchiato per i suoi calcoli e bruscamente si rivolse al soldato intimandogli appunto di non disturbare i suoi disegni; questi, irritato, gli avrebbe mozzata la testa con un fendente della sua spada.Secondo una leggenda la frase " Noli turbare circulos meos" in latino significa anche "non rompere le palle" e quindi il soldato romano a cui queste parole furono rivolte da Archimede, lo decapitò per l'offesa subita.

Nonostante la frase sia molto citata, non è chiaro chi l'abbia per primo attribuita ad Archimede. Gli autori classici e bizantini che riportano le ultime parole del grande scienziato (Valerio Massimo, Plutarco, Tetzes e Zonara), usano tutti espressioni differenti da questa.

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