Nikolaj Ivanovič Zaremba

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Photograph of Nicolai Zaremba, made around 1860 by unknown photographer

Nikolaj Ivanovič Zaremba (in russo: Николай Иванович Заремба?; Vicebsk, 15 giugno 1821San Pietroburgo, 8 aprile 1879) è stato un compositore russo, oltre che teorico musicale.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fu uno dei primi insegnanti del neo-costituito Conservatorio di San Pietroburgo quando venne fondato nel 1862. Nel 1867, succedette ad Anton Rubinstein come direttore del conservatorio e vi rimase fino al 1871. Morì a San Pietroburgo nel 1879.

Il suo allievo più famoso fu certamente Pëtr Il'ič Čajkovskij, oltre che Vasilij Il'ič Safonov.

L'estremo conservatorismo di Zaremba si espletò sia nel suo insegnamento in generale e in ciò che si aspettava dai suoi studenti in particolare. Insieme ad Anton Rubinstein, si oppone alle tendenze rinnovatrici del Gruppo dei Cinque, e fu sospettoso, ma anche ostile, verso le nuove tendenze nella musica. Cercò invece di conservare ciò che riteneva come il meglio della tradizione occidentale, del recente passato.[1] Zaremba idolizzò Beethoven, particolarmente le sue ultime opere, ma il suo gusto musicale non andava oltre Mendelssohn. Se qualcuno gli chiedeva cosa ne pensasse di Hector Berlioz, Robert Schumann — o, in Russia, di Michail Glinka — Zaremba avrebbe probabilmente dovuto ammettere di non saperne nulla.[2]

Il biografo di Čajkovskij, David Brown, scrisse che la principale carenza di Zaremba era probabilmente l'assoluta mancanza di inventiva musicale e di ogni altra sorta di immaginazione. Additando il manuale di composizione del suo maestro, Adolph Marx, Zaremba invitava i suoi studenti a studiare il contrappunto rigoroso, come spiegato da Bellerman. A causa della sua mancanza di inventiva, secondo Zaremba, l'unico modo per migliorare la composizione di uno studente era quello di seguire in maniera pedissequa le regole che aveva appreso.[3]

Zaremba apparentemente aveva poche, se non addirittura nulle, doti creative, avendo composto e pubblicato poco o niente. Secondo quanto si apprende, aveva scritto almeno una sinfonia, un quartetto in stile Joseph Haydn, e un oratorio intitolato Giovanni Battista. Per un professore di composizione al conservatorio, questa esiguità di composizioni dovrebbe essere considerata inconsueta.

Questa mancanza di risultati in materia di composizione può aver contribuito al parere mediocre che si ha generalmente di Zaremba - un punto di vista condiviso, in ultima analisi, anche da Čajkovskij. Poiché Zaremba fu colui che incoraggiò Čajkovskij inizialmente ad applicarsi con maggiore serietà nei suoi studi musicali - dicendogli, fra l'altro, che aveva talento indiscutibile - e lo spinse a lavorare alacremente, una tale mancanza di composizioni da parte di Zaremba potrebbe aver reso doppiamente perplesso Čajkovskij. [4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Anthony Holden, Tchaikovsky: A Biography (New York: Random House, 1995), 64
  2. ^ Brown, David, Tchaikovsky: The Early Years, 1840-1874 (New York, W.W. Norton & Company, Inc., 1978), 60
  3. ^ Brown, 60
  4. ^ Poznansky, Alexander, Tchaikovsky: The Quest for the Inner Man (New York, Schirmer Books, 1991), 63

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • David Brown, Tchaikovsky: The Early Years, 1840-1874 (New York, W.W. Norton & Company, Inc., 1978)
  • Anthony Holden, Tchaikovsky: A Biography (New York: Random House, 1995)
  • Alexander Poznansky, Tchaikovsky: The Quest for the Inner Man (New York, Schirmer Books, 1991)
  • Wilson Strutte, Tchaikovsky, His Life and Times (Speldhurst, Kent, United Kingdom: Midas Books, 1979)
  • John Warrack, Tchaikovsky (New York: Charles Scribner's Sons, 1973)

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