Mort Walker

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Mort Walker (El Dorado, 3 settembre 1923) è un fumettista statunitense.

Il suo nome completo è Addison Morton Walker, più conosciuto come Mort Walker, popolarissimo per aver creato le "strisce" Beetle Bailey nel 1950 e Hi and Lois nel 1954.

Visse durante l'infanzia a Kansas City, Missouri. Fu un vero ragazzo prodigio, tanto è vero che ebbe la sua prima striscia comica pubblicata all'età di 11 anni. Quindicenne lavorò come vignettista per un quotidiano. Dopo essersi diplomato alla Northeast Senior High School di Kansas City, frequentò l'University of Missouri, dove adesso campeggia una statua in bronzo di Beetle Bailey seduto di fronte al circolo degli studenti.

Nel 1943 fu arruolato e durante la Seconda Guerra Mondiale trascorse un lungo periodo in Europa. Si congedò col grado di tenente quattro anni dopo. Dopo la laurea si trasferì a New York per proseguire la sua carriera di disegnatore. Dopo aver subito diversi rifiuti andò progressivamente guadagnando la stima degli editori ed il suo talento emerse sempre più. Con Beetle Bailey, il soldato scansafatiche, ottenne un grandissimo successo che rinnovò successivamente quando a quella serie di "strips" affiancò quella di Hi and Lois, creato con Dik Browne. Altre strisce da lui create furono: Boner's Ark, Gamin & Patches, Mrs. Fitz's Flats, The Evermores, Sam's Strip e Sam & Silo (le ultime due in collaborazione con Jerry Dumas).

Dopo oltre 50 anni di successo, Mort Walker tuttora supervisiona il lavoro quotidiano nel suo studio nel quale sono impegnati tra gli altri anche sei dei suoi figli.

Nel 1974 fondò The National Cartoon Museum, dal 1989 il suo nome fa parte del Museum of Cartoon Art Hall of Fame. Vinse la Reuben Award del 1953 per Beetle Bailey, la National Cartoonist Society Humor Strip Award nel 1966 e 1969, il Gold T-Square Award nel 1999, l'Elzie Segar Award nel 1977 e 1999, oltre a numerosi altri premi per il suo lavoro.

Nel suo libro The Lexicon of Comicana (1980), scritto con uno sguardo satirico sull'mondo dei "cartoonist" inventò addirittura un vocabolario del fumetto che chiamò Symbolia.

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