Beetle Bailey

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Beetle Bailey
fumetto
Immagine della sigla della serie animata
Immagine della sigla della serie animata
Lingua orig. inglese
Paese Stati Uniti
Autore Mort Walker
1ª edizione 1950
Editore it. Arnoldo Mondadori Editore
Collanaed. it. Linus

Beetle Bailey è un fumetto creato dallo statunitense Mort Walker, pubblicato per la prima volta il 4 settembre 1950 negli Stati Uniti e in seguito in numerosi altri stati.
In Italia le strisce sono apparse nella rivista mensile Linus e raccolte nel libro Il mondo è una caserma, edito nel 1970, nella collana Oscar Mondadori.

Soggetto[modifica | modifica sorgente]

Beetle Bailey prende il nome dall'omonimo protagonista, un giovane soldato americano afflitto da pigrizia patologica e ambientato nel campo di addestramento di Camp Swampy (Campo Gaudio). Le strisce, ironiche e antimilitari, per lo più prendono spunto dalle caratteristiche antitetiche del protagonista e dell'arcigno sergente Orville (nella versione italiana Caligola) P. Snorkel, sempre intento a punire chi non si applica.

Personaggi minori[modifica | modifica sorgente]

Altri personaggi minori sono Killer, il soldato donnaiolo, Cosmo, l'affarista che gestisce un piccolo emporio (il Cosmo's corner) all'interno della base, Zero, poco dotato cerebralmente, Rocky, tendenzialmente asociale, Platone, l'intellettuale e, insieme a Beetle, l'unico tra i soldati ad avere frequentato l'università, il Generale Amos T. Halftrack (nella versione italiana Calzetta), dedito all'alcool e al golf e perennemente in attesa di una telefonata dal Pentagono, Cookie il cuoco del campo sempre con la sigaretta in bocca, il maggiore Greenbrass ed Otto, il cane del sergente Snorkel. La sorella di Beetle, Lois Flagston, è la protagonista del fumetto Hi and Lois, creato dallo stesso Walker nel 1954.

Dal 2006, Mort Walker è affiancato nella realizzazione della striscia dal figlio Greg.

Animazione[modifica | modifica sorgente]

La King Features Syndicate ha prodotto una versione TV della striscia, consistente in 50 brevi cartoni animati.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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