Montecchio Vesponi

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Montecchio Vesponi
frazione
Montecchio Vesponi visto da Castiglion Fiorentino. Il Castello, sulla sommità della collina, domina l'abitato che sorge alle pendici.
Montecchio Vesponi visto da Castiglion Fiorentino. Il Castello, sulla sommità della collina, domina l'abitato che sorge alle pendici.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Arezzo-Stemma.png Arezzo
Comune Castiglion Fiorentino-Stemma.png Castiglion Fiorentino
Territorio
Coordinate 43°19′00″N 11°55′33″E / 43.316667°N 11.925833°E43.316667; 11.925833 (Montecchio Vesponi)Coordinate: 43°19′00″N 11°55′33″E / 43.316667°N 11.925833°E43.316667; 11.925833 (Montecchio Vesponi)
Altitudine 275 m s.l.m.
Abitanti 744[1] (2001)
Altre informazioni
Cod. postale 52043
Prefisso 0575
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti montecchiesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montecchio Vesponi

Montecchio Vesponi è una frazione del comune di Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo. Posta 4 km a sud del capoluogo comunale, sorge su un colle all'ingresso della Valle di Chio, a 364 m s.l.m. e consta di 1200 abitanti. Già sede comunale, fu annesso come frazione di Castiglion Fiorentino nel 1774, in seguito alla riforma amministrativa ordinata dal Granduca di Toscana Leopoldo I di Lorena.

Storia e castello[modifica | modifica wikitesto]

I primi insediamenti sul colle di Montecchio risalgono all'epoca etrusco-romana e forse qui sorgeva un santuario pagano. Intorno al IX secolo vi sorse il castello, che in origine fu feudo dei Marchiones e con interessi dell'Abbazia di Farneta. Vi ebbero diritti anche altri feudatari, come gli Orselli ed i Panzoni di Cortona o i Da Vitiano. Nei primi anni del XIII secolo si alleò con il Comune di Arezzo assieme agli altri castelli di Mammi e Monticello. Intorno al 1234 fu acquistato dal Comune di Arezzo che lo ripopolò, lo trasformò in un comune "semilibero" e ne fece una piazzaforte contro Castiglion Fiorentino e Cortona.

Immagine del castello di Montecchio Vesponi in un francobollo emesso dalle poste italiane nel 1986

Nel 1281 il Comune di Arezzo attuò un ampliamento delle mura castellane, dando luogo all'attuale fortilizio - simile a circuiti coevi, come Montecolognola (PG) o Monteriggioni (SI) - e inserendo nuovi nuclei familiari al suo interno. Nel 1289, dopo la sconfitta subita da Arezzo da parte di Firenze nella battaglia di Campaldino, nella quale combatté anche Dante, Montecchio divenne possesso fiorentino. Ritornò ad Arezzo nel 1303 e nella prima metà del XIV secolo fu utilizzato quale piazzaforte, nelle frequenti guerre contro Perugia.

Verso il 1383, approfittando delle drammatiche condizioni di Arezzo - ormai impossibilitata a difendere i propri territori - il castello di Montecchio fu occupato dal celebre capitano di ventura inglese John Hawkwood, conosciuto in Italia col nome di "Giovanni Acuto", che vi realizzò una sua residenza. Alla morte dell'Acuto (1394) Montecchio divenne proprietà del Comune di Firenze e fu sede di funzionari fiorentini che amministravano la Giustizia nel suo Comune. Con la riforma delle autonomie, realizzata sul finire del XVIII secolo dal Granduca Pietro Leopoldo, nel 1774 fu soppresso il Comune di Montecchio ed unito a Castiglion Fiorentino. Nel XIX secolo il Castello di Montecchio, suddiviso fra numerosi piccoli proprietari di povere abitazioni, fu pian piano acquistato dal banchiere Servadio che ne iniziò i restauri. Alla sua morte fu venduto dagli eredi alle famiglie Budini e Gattai che per successivi imparentamenti divennero i famosi Budini-Gattai, proprietari di varie fattorie toscane e di pregevoli palazzi fiorentini. I Budini-Gattai ne restaurarono la torre e ne continuarono i lavori di consolidamento. Oramai abbandonato ed in rovina, nel 1979 Montecchio è passato in proprietà della contessa Orietta Floridi che lo ha ristrutturato.

Il castello, posto sulla vetta del colle, domina la Val di Chiana. Il suo severo profilo e la sua agile torre (circa 30 metri) sono visibili anche a chilometri di distanza. Le sue mura, intervallate da 8 torricelle, si sviluppano per un perimetro di 263 metri, entro cui svetta il mastio, attualmente residenza privata.

Le mura, dai merli guelfi, presentano ancor oggi al loro interno i segni delle abitazioni contadine e, tra gli oliveti circostanti, sorgono i resti di alcune casupole del "Borgo", nei secoli passati abitate da poveri agricoltori in epoca medievale.

Immagini varie[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati ISTAT, censimento 2001.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Ghizzi, Cenni storici sopra il Castello di Montecchio Vesponi e suo Comune, Castiglion Fiorentino, 1874.
  • Santino Gallorini, Montecchio Vesponi, un territorio, un castello e una comunità, Cortona, Calosci, 1993.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]