Modérantisme

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Il modérantisme o fazione dei moderati era il nome creato, durante la Rivoluzione francese, dai fautori del terrorismo di Stato, vale a dire certi Montagnardi indicati per nome da Camille Desmoulins negli ultimi numeri del giornale Le Vieux Cordelier.

Le accuse di "moderantismo" colpisono soprattutto coloro che, nel 1793, hanno parlato di una pace separata con le potenze disposte a riconoscere la Repubblica. Georges Jacques Danton, molto popolare, carismatico e temuto da Bertrand Barère, suo collega al primo Comitato di salute pubblica, è stato il primo designato con questo termine.

Vari oratori dei Giacobini e soprattutto dei Cordiglieri hanno parlato ancora di moderatismo e di moderati verso coloro che, come Georges-Jacques Danton, avevano sottoscritto la famosa memoria di Pierre Philippeaux sulla guerra in Vandea dalla quale tornava e che ha chiesto di porne fine. Questa memoria, che raccomanda la cessazione delle violenze e della repressione in questa zona stremata, supportata da fatti concreti, spesso scandalosi come le Colonne infernali, osservate sul posto, ha fatto un'impressione molto forte, turba i Giacobini ed è all'origine del rinvio di Philippeaux al Tribunale rivoluzionario. La versione autentica della memoria di Pierre Philippeaux è stata pubblicata dalla sua vedova nell'anno III (1795)[1].

Camille Desmoulins, nel suo le Vieux Cordelier si fa portavoce di Danton e di Philippeaux. Attacca direttamente i fautori del terrorismo: Bertrand Barère de Vieuzac, Jean-Marie Collot d'Herbois, Billaud-Varenne e i loro complici.

Il 5 aprile 1794, Danton, Desmoulins e Philippeaux cadranno sotto la scure rivoluzionaria, ma i loro giudici cercheranno di evitare che il dibattimento verta sulla questione della guerra e della Vandea. Si mescolano gli imputati con dei deputati coinvolti in casi di frode e di arricchimento personale, come quelli coinvolti nell'affare della liquidazione della Compagnia delle Indie del 1793.

Protetti più che mai da Barère, Collot d'Herbois e Billaud-Varenne, i terroristi hanno continuato le loro azioni criminali contribuendo a rendere la Repubblica ripugnante e impedire il graduale ritorno alla pace. Robespierre ha cercato di intervenire e ha chiesto il richiamo dei funzionari, come Joseph Lebon, che faceva regnare il terrore nel nord della Francia, Joseph Fouché continuatore dei crimini di Collot d'Herbois a Lione, e Jean-Baptiste Carrier, che pure lui procedeva alle esecuzioni di massa di civili, bambini compresi. Quest'ultimo reclamava la ghigliottina contro coloro che volevano fermare la Rivoluzione. « Mostri! si scriverà un giorno parlando dei moderati alla tribuna dei Cordiglieri, vorrebbero rompere i patiboli; ma, cittadini, non dimenticate mai, sono coloro che non vogliono la ghigliottina che si sentono degni della ghigliottina! »

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A. Douarche, Les tribunaux civils sous la Révolution, volume II

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR)
  • (FR) Françoise Brunel, Les derniers Montagnards et l'unité révolutionnaire in Annales historiques de la Révolution française, 1977, Brunel.
  • Albert Mathiez, La Réaction thermidorienne, Paris, Armand Colin, 1929.
  • Georges Lefebvre, Les Thermidoriens, 3e édition, Paris, Armand Colin, 1951.
  • Denis Woronoff, La République bourgeoise de Thermidor à Brumaire, 1794-1799, Paris, Seuil, collection « Points Histoire », 1972.
  • Mona Ozouf, « Thermidor ou le travail de l'oubli » in L'école de la France, Paris, Gallimard, collection « Bibliothèque des histoires », 1984.
  • Françoise Brunel, «  Sur l'historiographie de la réaction thermidorienne. Pour une analyse politique de l'échec de la voie jacobine », Annales historiques de la Révolution française, n° 237, 1979, p. 455-474.
  • Bronislaw Baczko, Comment sortir de la Terreur. Thermidor et la Révolution, Paris, Gallimard, collection « NRF essais », 1989.
  • Bronislaw Baczko, entrée Thermidoriens in François Furet et Mona Ozouf (dir.), Dictionnaire critique de la Révolution française, Paris, Flammarion, 1988.
  • Roger Dupuy, Marcel Morabito (dir.), 1795. Pour une République sans Révolution, Presses universitaires de Rennes (PUR), collection « Histoire », 1996.
  • Michel Vovelle (dir.), Le tournant de l'an III. Réaction et Terreur blanche dans la France révolutionnaire, Comité des travaux historiques et scientifiques, 1997.
  • Jean Tulard, Les Thermidoriens, Paris, Fayard, 2005.
  • Albert Soboul, Dictionnaire historique de la Révolution française, Paris, Presses universitaires de France, 2005
  • Elphège Boursin, Augustin Challamel, Dictionnaire de la Révolution française, Paris, Jouvet et cie, 1893, p. 351.

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