Micropaleontologia

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Microfossili marini, sedimenti della piattaforma continentale antartica, (Mare di Weddell orientale) costituiti da: radiolari (piccole sfere traslucide, con diametro medio di 0,5 mm), spicole aghiformi di spugne, foraminiferi planctonici (i piccoli gusci biancastri) e foraminiferi bentonici calcarei (biancastri) e arenacei (gusci giallognoli) Campione proveniente dal residuo di lavaggio con setaccio da 125 µm.

La micropaleontologia è una disciplina delle Scienze della Terra, specializzazione della paleontologia, che studia i microfossili, fossili di dimensioni così piccole da dover essere esaminati al microscopio, e provviste di strutture esterne contenenti minerali. Si differenzia in ciò dalla palinologia, disciplina che si interessa ai palinomorfi, microfossili con pareti esterne organiche, prive di minerali.

È una disciplina che trova numerose applicazioni, soprattutto nella ricerca petrolifera e nelle ricostruzioni paleogeografiche e paleoclimatiche.

I fossili studiati in micropaleontologia possono appartenere a phyla differenti, soprattutto ai protisti. Tra i protisti la cui struttura e composizione si presta alla fossilizzazione e pertanto alla conservazione per migliaia o milioni di anni, abbiamo i foraminiferi, dallo scheletro calcareo, arenaceo o detritico, e i radiolari, dallo scheletro siliceo. Si tratta di organismi microscopici costituenti il plancton marino. Anche le alghe microscopiche, unicellulari, una volta fossilizzate (come le alghe silicee diatomee) entrano a far parte dei fossili studiati dai micropaleontologi, come pure i piccolissimi fossili del nanoplancton calcareo.

A tutti questi organismi si aggiungono fossili di incerta sede sistematica, quali i conodonti (considerati oggi come resti dell'apparato boccale di organismi più grandi).

Nel campo di studio della micropaleontologia sono inclusi anche resti fossili di dimensioni centimetriche, ma per il cui studio è necessaria l'osservazione al microscopio dei loro dettagli anatomico-scheletrici, quali per esempio i cosiddetti macroforaminiferi (termine informale per indicare gruppi di foraminiferi come i nummuliti, le alveoline, le fusuline) e le alghe calcaree.

Lo strumento più comune per lo studio di preparati micropaleontologici, è il microscopio binoculare, con ingrandimenti non troppo elevati, a luce trasmessa (sezioni sottili di rocce sedimentarie coerenti) e luce riflessa (preparati con sabbie e fossili isolati). Le colorazioni, per esempio col blu di metilene, sono utili per gli studi quantitativi sulla granulometria, per evitare problemi di rimaneggiamento.

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