Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-1918

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Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-1918
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-1918 per il compimento dell'unità d'Italia
Medaglia-guerra-1915-1918-dritto.jpg Medaglia-guerra-1915-1918-rovescio.jpg
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Regno d'Italia
Tipo Medaglia commemorativa
Status cessato
Istituzione Roma, 29 luglio 1920
Concessa a militari, militarizzati ed assimilati ed il personale dei corpi e reparti ausiliari
Concessa per aver preso parte alle attività di guerra in territorio nazionale o nel Dodecanneso, in Albania, in Siria e in Palestina
Campagna Prima guerra mondiale
Barrette 1915, 1916, 1917, 1918, Albania 1919, Albania 1920
Totale delle concessioni 1.800.000 circa
Prodotta da Fratelli Lorioli & Castelli, Sacchini, Stefano Johnson, M. Nelli, S.I.M. Roma
Modellista Silvio Canevari
Firma modellista S. Canevari
Diametro 32 mm
Gradi bronzo (classe unica)
Medaglie, decorazioni ed ordini cavallereschi italiani
Commemorative Italian-Austrian war medal BAR.svg
Nastro della medaglia

La medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-1918 fu una medaglia concessa dal Regno d'Italia a tutti coloro che avessero partecipato alla Prima guerra mondiale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Prima di istituire una medaglia commemorativa della Grande Guerra, che era finita il 4 novembre 1918, si attese l’estate 1920 quando terminò anche l'impegno delle truppe italiane in Albania per la pacificazione di fazioni rivali. Con regio decreto n. 1241 promulgato il 29 luglio 1920[1] da Vittorio Emanuele III, fu istituita la "medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-1918 per il compimento dell'unità d'Italia".

Quindi tale medaglia celebrava innanzitutto la vittoria nella prima guerra mondiale, ma anche il completamento dell'unità d'Italia ed il 70º anniversario dell'inizio dei moti rivoluzionari che nel 1848 avevano scatenato la Prima guerra di indipendenza italiana.

Nastrino[modifica | modifica sorgente]

Il decreto determinava che il nastrino della medaglia doveva avere gli stessi colori del Distintivo per le fatiche di guerra, che veniva così sostituito.

Di fatto il nastro è pressoché identico a quello della medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza, che ha il rosso a sinistra e il verde a destra, in quanto il conflitto Italo Austriaco era considerato il proseguimento delle lotte per l'indipendenza.

Coniata nel bronzo nemico[modifica | modifica sorgente]

La particolarità di questa medaglia, resa evidente nella scritta sul retro che cita "coniata nel bronzo nemico", è che il decreto istitutivo prevedeva che avrebbe dovuto essere "fusa col bronzo delle artiglierie tolte al nemico".

Criteri di eleggibilità[modifica | modifica sorgente]

Il decreto stabilì che avevano diritto a ricevere la medaglia, gratuitamente a spese dello Stato, tutti i militari, militarizzati ed assimilati ed il personale dei corpi e reparti ausiliari che, per almeno quattro mesi, avevano preso parte alle attività di guerra sia in territorio nazionale che nel Dodecanneso, in Albania, in Siria e in Palestina.

Il computo degli anni di campagna inizia il 24 maggio 1915 e termina il 4 novembre 1918, mentre per quanto riguarda i militari del contingente inviato in Albania il periodo utile venne esteso fino al 2 agosto 1920, data della stipula della Convenzione Italo-Albanese [2].

Venne concessa in minima parte anche a soldati non italiani, in particolare francesi e ad alcuni austriaci, poi divenuti cittadini italiani con l'annessione del Trentino, che si erano distinti in battaglia.

Distintivo per gli equipaggi delle navi mercantili[modifica | modifica sorgente]

Distintivo per la marina mercantile.

Con regio decreto n. 150 del 17 gennaio 1918[3] era stato istituito un distintivo per gli equipaggi delle navi mercantili che, pur non essendo impiegate direttamente in combattimento, erano ugualmente spesso esposti ai rischi e ai disagi conseguenti dalle operazioni di guerra. Si trattava di un nastrino di seta con undici righe verticali di eguale larghezza alternate nei colori azzurro e bianco.

Con regio decreto n° 1786 del 15 luglio 1923[4] tale distintivo si tramutò nella medaglia di benemerenza per il personale della marina mercantile, che sopportò i disagi ed i rischi della guerra, in tutto identica alla medaglia commemorativa 1915-1918, andava portata con il nastro bianco e azzurro.

Insegne[modifica | modifica sorgente]

  • La medaglia consiste in un disco di bronzo leggermente incavato recante sul recto il volto di Vittorio Emanuele III rivolto verso sinistra con l'elmo e la divisa, attorniato dall'iscrizione "GUERRA - PER L'UNITA' - D'ITALIA 1915 - 1918" alternata da rami d'alloro intrecciati. Sul verso la Vittoria Alata viene portata in trionfo dai soldati italiani su un piedistallo formato da scudi da trincea. Attorno si trova la scritta "CONIATA*NEL*BRONZO*NEMICO".
  • Il nastro è composto dal tricolore italiano invertito (composto di strisce verdi, bianche e rosse), ripetuto per sei volte sulla superficie del nastrino. Esso può essere completato da fascette bronzee, a ricordo degli anni di impiego operativo, recanti la dicitura “1915”, “1916”, “1917”, “1918”, in seguito la circolare del 1921 istituì anche le fascette con la dicitura “Albania 1919” e “Albania 1920” per il tempo trascorso presso Comandi truppe e servizi in Albania dopo l'armistizio del 4 novembre 1918.
  • Il "nastrino" da petto era invece completato da una stelletta d'argento per ogni anno di campagna.
Nastrini
Commemorative Italian-Austrian war medal BAR.svg
meno di 1 anno di campagna
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1 anno di campagna
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2 anni di campagna
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3 anni di campagna
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4 anni di campagna

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 222 del 18 settembre 1920
  2. ^ R.D. 2 dicembre 1920 n. 1848 e Circolare Ministeriale 1 dicembre 1921 n. 601
  3. ^ pubblicato sulla gazzetta ufficiale del regno d'Italia n° 47 del 25 febbraio 1918
  4. ^ Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 197 del 22 agosto 1923

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Morittu, Guerre e decorazioni 1848 - 1945, Padova, Bolzonella s.n.c, 1982.
  • Costantino Scarpa, Paolo Sézanne, Le decorazioni del Regno di Sardegna e del Regno d'Italia, (due volumi), Uffici storici Esercito - Marina - Aeronautica, 1982-1985.
  • Roberto Manno, Duecento anni di medaglie. I segni del valore e della partecipazione ad eventi storici dal 1793 al 1993, Hobby & Work Publishing, 1995, ISBN 88-7133-191-5, 9788871331911.
  • Alessandro Brambilla, Le medaglie italiane negli ultimi 200 anni, (due tomi), Milano [1985], 1997.
  • Ercole Ercoli, Le Medaglie al Valore, al Merito e Commemorative - Militari e Civili nei Regni di Sardegna, d'Italia e nella Repubblica Italiana - 1793-1976, Milano, I.D.L., 1976.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]