Distintivo per le fatiche di guerra

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Distintivo per le fatiche di guerra
Distintivo speciale per i militari ed assimilati che sopportano le fatiche dell'attuale guerra
Commemorative Italian-Austrian war medal BAR.svg
Regno d'Italia
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipo Distintivo commemorativo
Status cessato
Istituzione 21 maggio 1916
Cessazione 29 luglio 1920
Motivo della cessazione Fu "assorbito" dalla medaglia "Coniata nel bronzo nemico"
Concessa a militari e militarizzati
Campagna Prima guerra mondiale
Medaglie, decorazioni ed ordini cavallereschi italiani

Il Distintivo per le fatiche di guerra è una decorazione italiana commemorativa della prima guerra mondiale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'Italia era entrata da poco nella Prima guerra mondiale quando si ravvisò l'opportunità di gratificare con un segno distintivo coloro che, combattendo per la Patria, stavano sopportando quelle che furono allora definite "fatiche di guerra".

Su proposta del Ministro della Guerra di concerto con il Ministro della Marina, il Re Vittorio Emanuele III emise il Regio Decreto n. 641 del 21 maggio 1916[1] con il quale istituì il "Distintivo speciale per i militari ed assimilati che sopportano le fatiche dell'attuale guerra".

« Tale distintivo consiste in un nastrino di seta, della larghezza di trentasette millimetri, formato di diciotto righe verticali coi colori della bandiera nazionale alternati »

Il verde è il primo colore a sinistra, poi bianco e rosso; il nastrino era portato sulla giacca a sinistra sul petto, da solo o con altre decorazioni. Di fatto il nastro è pressoché identico a quello della Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza, che ha il rosso a sinistra e il verde a destra, in quanto il conflitto Italo Austriaco era considerato il proseguimento delle lotte per l'indipendenza.

Come previsto dallo stesso decreto, le modalità di richiesta e concessione e le autorità competenti al conferimento furono regolamentate da un Decreto ministeriale emesso il 2 giugno 1916 n. 330 che, principalmente, stabilì che avevano diritto a questa decorazione i militari del Regio Esercito o della Regia Marina e il personale militarizzato che aveva prestato servizio, per un periodo complessivo di almeno un anno, presso i Comandi e le Intendenze o che era stato mobilitato nelle zone di guerra delle Alpi Carniche o di Venezia. Concorreva a formare il periodo minimo di un anno anche il tempo passato negli ospedali o convalescenziari a causa di ferite ricevute durante operazioni militari. Il periodo minimo era ridotto a quattro mesi per chi aveva operato fuori del territorio nazionale, sempre che il motivo non fosse l'incapacità professionale.

Distintivo con quattro stellette.

La normativa fu migliorata e perfezionata dai successivi decreti ministeriali n. 633 del 31 ottobre 1916 e n. 257 del 5 aprile 1918 che, tra le altre cose, al fine di differenziare tra le persone decorate quelle che avevano trascorso più anni nelle zone di operazione, diede la possibilità di apporre sul distintivo una stelletta a cinque punte, larga 5 mm, per ogni anno intero passato al fronte.

Il distintivo fu "assorbito" dalla "Medaglia Commemorativa della Guerra Italo-austriaca 1915-1918 per il compimento dell'unità d'Italia", quella "coniata nel bronzo nemico", istituita con Regio Decreto n. 1241 del 29 luglio 1920, e che aveva un nastrino identico.

Altre versioni[modifica | modifica sorgente]

Negli anni 1918 e 1919 furono istituiti altri distintivi per categorie di persone che, pur non essendo impiegate direttamente in combattimento, erano ugualmente spesso esposte ai rischi e ai disagi conseguenti dalle operazioni di guerra:

Distintivo per gli equipaggi delle navi mercantili[modifica | modifica sorgente]

Distintivo per la marina mercantile

Gli equipaggi delle navi mercantili nazionali, che si esposero ai rischi e sopportarono i disagi inerenti all'esercizio della navigazione durante la guerra 1915-1918, con Regio Decreto n° 150 del 17 gennaio 1918[2], furono autorizzati a fregiarsi di un "distintivo speciale" destinato a valere come pubblico attestato di benemerenza, consistente in un nastrino di seta di undici righe verticali di eguale larghezza alternate dei colori azzurro e bianco.

Con Regio Decreto n° 1786 del 15 luglio 1923[3] tale distintivo si tramutò nella Medaglia di benemerenza per il personale della marina mercantile che sopportò i disagi ed i rischi della guerra, in tutto identica alla Medaglia commemorativa 1915-1918, andava portata con il nastro bianco e azzurro.

Per ogni anno intero di navigazione effettuata andava applicato: sul nastro della medaglia una fascetta in bronzo e sul nastrino una stelletta d'argento a cinque punte.

Distintivo per gli agenti delle ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Distintivo per i ferrovieri

Gli agenti delle ferrovie dello Stato esposti ai rischi ed ai disagi inerenti al servizio delle linee ferroviarie più a contatto colle operazioni di guerra, con Regio Decreto n° 665 del 3 maggio 1918[4], furono autorizzati a fregiarsi di un "distintivo speciale" destinato a valere come pubblico attestato di benemerenza, consistente in un nastrino di seta della lunghezza di 37 millimetri con tre fasce rosse larghe 9 millimetri ciascuna, alternate con due fasce bianche della larghezza di 5 millimetri ciascuna.

Anch'essi, come i precedenti, utilizzarono il nastro con la Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18, anche se mai alcun decreto concesse loro tale facoltà.

Agenti delle ferrovie concesse e delle tramvie[modifica | modifica sorgente]

Con Regio Decreto del 27 luglio 1919[5], furono autorizzati a fregiarsi di un "distintivo speciale" destinato a valere come pubblico attestato di benemerenza anche gli agenti addetti alle ferrovie concesse ed alle tramvie a trazione meccanica, esistenti in zona di guerra ed esercitate dalla "Società veneta per costruzione ed esercizio di ferrovie secondarie italiane", dalla "Società anonima per la ferrovia Padova-Piazzola", nonché dalla "Società anonima per le tranvie vicentine".

Potevano fregiarsi del distintivo solo gli agenti dipendenti delle tre aziende indicate che, a far tempo dal primo marzo 1916, avevano risieduto e prestato servizio per almeno dodici mesi, dei quali almeno sei successivi al 30 settembre 1917, su linee concesse a privati a nord delle ferrovie Peri-Ala-Schio-Vicenza-Padova-Venezia. Avevano diritto al distintivo pur senza aver compiuto il detto periodo di servizio gli agenti residenti sulle accennate linee che avevano dato prestazioni eccezionali, meritevoli di speciale considerazione.

Il distintivo non poteva essere conferito agli agenti delle tre aziende indicate che avevano ottenuto o avevano diritto al distintivo per le fatiche di guerra istituito con R. D. n. 641 del 21 maggio 1916[1] e a chi non dava prova di buona condotta e solerzia. Perdevano il diritto di fregiarsi del distintivo coloro ai quali veniva inflitta la destituzione o la revocazione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 129 del 2 giugno 1916
  2. ^ Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 47 del 25 febbraio 1918
  3. ^ Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 197 del 22 agosto 1923
  4. ^ Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 123 del 25 maggio 1918
  5. ^ Pubblicato sulle Gazzette Ufficiali del Regno d'Italia n° 257 del 29 ottobre 1919 e n° 306 del 29 dicembre 1919

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Morittu, Guerre e decorazioni 1848 - 1945, Padova, Bolzonella s.n.c, 1982.
  • Costantino Scarpa, Paolo Sézanne, Le decorazioni del Regno di Sardegna e del Regno d'Italia, (due volumi), Uffici storici Esercito - Marina - Aeronautica, 1982-1985.
  • Roberto Manno, Duecento anni di medaglie. I segni del valore e della partecipazione ad eventi storici dal 1793 al 1993, Hobby & Work Publishing, 1995, ISBN 8871331915, 9788871331911.
  • Alessandro Brambilla, Le medaglie italiane negli ultimi 200 anni, (due tomi), Milano [1985], 1997.
  • Ercole Ercoli, Le Medaglie al Valore, al Merito e Commemorative - Militari e Civili nei Regni di Sardegna, d'Italia e nella Repubblica Italiana - 1793-1976, Milano, I.D.L., 1976.