Marchetta
Originariamente il termine marchetta designava una sorta di francobollo (marca, appunto) che veniva applicato sul libretto assicurativo personale degli operai per attestare l'avvenuto pagamento dei contributi previdenziali e delle assicurazioni sociali. Il sistema delle marche previdenziali, iniziato in epoca fascista, è rimasto in uso fino ai primi anni settanta, quando fu sostituito da altri sistemi per l'assolvimento degli obblighi contributivi e previdenziali
In senso traslato il termine venne usato per indicare un gettone che il cliente di un bordello ritirava alla cassa pagando in anticipo la prestazione, e che successivamente lasciava alla prostituta con la quale s'intratteneva, in modo tale da permetterle di riscuotere il compenso dovutole. Da qui in poi, il termine marchette è sempre stato riferito all'ambito della prostituzione.
Al giorno d'oggi, i termini marchetta/marchette sono usati per designare prestazioni sessuali a pagamento[1]. Per metonimia, marchetta può anche indicare (al pari di marchettaro[1][2]) anche la stessa persona, femmina o omosessuale maschio, dedita alla prostituzione[3].
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[modifica] Varie accezioni
[modifica] Letteratura
Nella letteratura, questo termine assume grande risalto grazie a Pier Paolo Pasolini, il quale racconta nei suoi romanzi anche di esperienze omosessuali spesso vissute con minorenni che facevano marchette a Roma, presso la Stazione Termini.[4] Altresì, ricordiamo le lettere di Frederick Rolfe raccolte nel volume Marchette in gondola, attraverso le quali racconta e descrive il turismo omosessuale di inizio '900 a Venezia.
[modifica] Giornalismo e pubblicità
Qualcuno usa erroneamente questo termine riferendosi alla pubblicità occulta che spesso viene inserita nei filmati televisivi o cinematografici, collegandolo per assonanza alla parola "marca", che indica il marchio o la firma di un prodotto.[5]
In ambito giornalistico, con il termine marchetta si fa riferimento ad un articolo scritto per compiacere qualcuno.
Nel campo televisivo, si usa il termine marchette quando un attore/attrice o personaggio comunque noto, va in televisione a raccontare fatti (spesso intimi o comunque personali) della sua vita privata solo per denaro.
[modifica] Arte e Lavoro in genere
In genere si usa l'espressione "fare delle marchette" nell'ambito di un lavoro, soprattutto creativo, qualora l'elaborato non provenga da ispirazione libera ma dietro commissione retribuita seppur contro la naturale inclinazione dell'artista o dell'artigiano, ecc. In pratica, chiunque faccia un lavoro un po' controvoglia ma sfacciatamente per denaro, si dice che faccia "marchette".
[modifica] Note
- ^ a b Dizionario (archiviato dall'url originale)
- ^ http://www.treccani.it/vocabolario/marchettaro/ marchettaro] Vocabolario Treccani on line
- ^ marchétta, Vocabolario Treccani on line
- ^ Questo fenomeno è ancora esistente ed è documentato da un dossier redatto nel 2006 da don Alberto Poles, un sacerdote italiano impegnato nella prevenzione e nel recupero dei giovani che attuano tale pratica nella Capitale.
- ^ Bianchi P. e Giannini S., La repubblica delle Marchette - Chi e come della pubblicità occulta, Nuovi Equilibri, 2004