Manio Manilio Nepote

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Manio Manilio Nepote
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica romana
Nome originale Manius Manilius Nepos
Gens Manilia
Consolato 149 a.C.

Manio Manilio Nepote [1] (... – ...) fu uno dei più eminenti giuristi del II secolo a.C..

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Egli venne considerato dal giurista Pomponio nella sua opera Liber singularis enchiridii, come uno dei tre giuristi (gli altri due erano Marco Giunio Bruto e Publio Muzio Scevola) «qui fundaverunt ius civile»[2]. Fu console nel 149 a.C. e di lui ci sono giunti tre libri di ius civile. Quest'opera segna un passo molto importante nella storia del diritto romano in quanto Manilio ebbe la grande capacità di staccarsi totalmente dal modello della Legge delle XII tavole e creare un'opera con una struttura autonoma, indipendente e assolutamente nuova.

Dopo di lui anche Quinto Mucio Scevola scriverà diciotto libri di ius civile abbandonando il testo delle XII tavole, utilizzando le tecniche diairetiche proprie della logica greca e dividendo il testo per genera et species.

Note[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Console romano Successore Consul et lictores.png
Tito Quinzio Flaminino
e
Manio Acilio Balbo
(149 a.C.)
con Lucio Marcio Censorino
Spurio Postumio Albino Magno
e
Lucio Calpurnio Pisone Cesonino