Maggese
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il maggese è la parte di un campo lasciato a riposo o a pascolo, senza alcuna coltivazione.
La tecnica della rotazione è utilizzata principalmente in aridocoltura e negli avvicendamenti colturali. Il maggese rappresenta un'annata di "riposo" del terreno con lavorazioni periodiche capaci di tenerlo pulito da erbe infestanti e contemporaneamente mosso in superficie. La sua forma più classica prevede quattro lavorazioni del terreno (arature) che si susseguono, distanziate di circa 45 giorni, da marzo fino ad agosto, e possiedono profondità variabile: molto leggera l'ultima e più profonde invece la prima e la terza.
Dalla raccolta della coltura precedente sino alla prima lavorazione nasce e si sviluppa durante l'autunno-inverno una vegetazione spontanea la cui produzione di erba può esser sfruttata per l'alimentazione animale.
Gli effetti del maggese sono vari:
- limitazione delle perdite di umidità per evaporazione;
- mineralizzazione della materia organica;
- contrasto efficace alle erbe infestanti.
[modifica] Etimologia
Maggese viene dal latino Maius (maggio). Era, infatti, in quel mese che in epoca medievale si era soliti dissodare il campo.
[modifica] Usi principali
| Per approfondire, vedi la voce Rotazione delle colture. |
Durante la coltivazione le piante assorbono dal terreno non solo acqua ma anche sali minerali, indispensabili per la loro crescita, togliendoli così dal terreno. Per permettere la loro ricostituzione viene lasciato il terreno a maggese, facendo così assorbire al terreno sali minerali dalla pioggia senza che le piante li sottraggano.
Se un terreno diventa arido, ovvero senza sali, diventa impossibile la coltivazione (come è successo in Irlanda, nella quale è possibile coltivare quasi esclusivamente patate). Per questo la rotazione delle colture prevede il maggese.
Altro fattore rilevante è che alle piante assai spesso si associano patogeni (virus, batteri, funghi, fanerogame, ecc.) i quali sono specifici di una determinata coltura: ponendo il terreno a maggese e/o effettuando rotazioni si riduce l'inoculo del patogeno.
[modifica] Sostituzione del maggese
Nel XVII secolo, in Inghilterra, durante la rivoluzione agricola, per aumentare la redditività dell'azienda agraria, il maggese venne sostituito dalle coltivazioni foraggere, quelle che cioè producono il cibo per il bestiame. Ciò produsse un incremento delle risorse agricole a disposizione dell'allevamento, con conseguente aumento dei capi di bestiame. Tutto ciò senza perdere la funzione di reintegro di sali minerali che forniva il maggese: infatti le piante foraggere sono azotofissatrici e fertilizzano il terreno.

