Métlaoui

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Métlaoui
municipalità
المتلوي
Localizzazione
Stato Tunisia Tunisia
Governatorato Gafsa
Delegazione Métlaoui
Territorio
Coordinate 34°19′59.88″N 8°22′00.12″E / 34.3333°N 8.3667°E34.3333; 8.3667 (Métlaoui)Coordinate: 34°19′59.88″N 8°22′00.12″E / 34.3333°N 8.3667°E34.3333; 8.3667 (Métlaoui)
Abitanti 12 383 (2004[1])
Altre informazioni
Cod. postale 2130
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Tunisia
Métlaoui

Métlaoui, scritto anche Al-Matlawi, (in arabo: المتلوي) è una città del centro della Tunisia.

Fa parte del governatorato di Gafsa e della delegazione di Métlaoui. La città conta 37,099 abitanti.

La città conobbe un forte sviluppo sotto il protettorato francese con la scoperta nel 1885 del primo giacimento di fosfato situato a qualche chilometro ai piedi del Djebel Selja. Lo sfruttamento industriale cominciò nel 1896 con la concessione accordata alla Compagnia dei fosfati e delle ferrovie di Sfax-Gafsa e la costruzione della ferrovia tra Métlaoui e Sfax (250 chilometri), che permise di trasportare il minerale al porto, dove veniva esportato o trasformato in loco. Ancora oggi, il fosfato viene estratto da otto centri minerari e quello di Métlaoui è il principale.

Nel giugno 2011, a seguito di alcune indiscrezioni secondo le quali la Compagnia dei fosfati di Gafsa avrebbe favorito l'assunzione dei membri di una tribù locale, scoppiò una rivolta che in quattro giorni, tra omicidi, saccheggi e furti, fece dodici morti e 150 feriti[2].

Métlaoui è doatat di un museo di storia naturale, dove è possibile ammirare una interessante collezione di fossili scoperti durante le campagne di esplorazione del sottosuolo per l'installazione delle mine.

la città è un nodo ferroviario per i treni trasportanti fosfato e punto di partenza del circuito turistico del Lézard rouge, un treno turistico che propone un'escursione tra le gole del Selja.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Censimento del 2004 (Istituto Nazionale di Statistica)
  2. ^ (FR) Melek Jebnoun, « Événements de Metlaoui: les forces de l'ordre et de l'armée n'ont pas levé le petit doigt! », Webdo, 22 juin 2011

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