Luigi Bauch

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Luigi Bauch (Sebenico, 14 luglio 1873Firenze, 3 marzo 1945) è stato un poeta, musicista e folclorista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Sebenico in Dalmazia, ancora ragazzo si trasferì a Zara, dove esercitò l'arte di ottico e orologiaio. Autodidatta, iniziò a studiare musica, rimanendo nel contempo affascinato dalle tradizioni poetiche dalmate in lingua italiana e nel tradizionale dialetto veneto-dalmata, che trascrisse ed innovò creando una serie di canzonette popolari e filastrocche entrate a far parte in breve tempo della tradizione locale.

A diciannove anni compose versi e musica di una delle più note canzonette dell'epoca, che divenne famosa in tutta la Dalmazia: El mulo zaratin[1], nel quale si disegna in modo scanzonato e divertente la figura del ragazzo di strada zaratino:

(VEC)
« I ne ciama mularia
perché scarpe no gavemo
perché in strada sempre semo,
far i pugni e bestemiar.
Ma no i sa che senza n'altri
per le strade no sarìa
gnanca un poco de alegria
gnanca un poco de morbin.
Semo muli, sì, xe vero,
nudi e crudi e sempre alegri,
se nel muso semo negri,
no lo semo miga in cor.
Quatro soldi co ciapemo
per aver portado un paco,
una carta de tabaco,
in apalto andemo cior.
No gavemo zinque ani,
che za sigari fumemo,
e anca i morti remenemo
a chi fogo no ne dà.
(...) »
(IT)
« Ci chiamano ragazzaglia
perché scarpe non abbiamo,
perché in strada sempre siamo,
a fare a pugni e bestemmiare.
Ma non sanno che senza di noi
per le strade non ci sarebbe
neanche un poco d'allegria
neanche un poco di brio.
Siamo ragazzi, sì, è vero,
nudi e crudi e sempre allegri,
se nel muso siamo neri (sporchi),
non lo siamo mica nel cuor.
Quando guadagnamo quattro soldi
per aver portato un pacco,
una carta di tabacco,
allo spaccio andiamo a prendere.
Non abbiamo cinque anni,
che già i sigari fumiamo,
e anche i morti canzoniamo
a chi fuoco non ci dà.
(...) »
(El mulo zaratin)

Solo una parte delle poesie di Bauch fu raccolta in volume: egli pubblicava principalmente su fogli volanti, numeri unici, giornali e almanacchi. Una delle sue opere più importanti fu la raccolta intitolata I proverbi zaratini sull'amore, la donna e il matrimonio, attraverso la quale si possono interpretare in filigrana gli usi e i costumi tradizionali dalmati. Un'altra opera particolarmente significativa fu La musica popolare di Zara dal 1880 al 1910: una vera e propria miniera di notizie sulla vita musicale zaratina a cavallo fra due secoli e sugli autori popolari della città e del circondario.

Luigi Bauch appartiene in definitiva a quel gruppo di scrittori zaratini di fine Ottocento e della prima metà del Novecento che - vivendo nell'ultimo periodo di notevole presenza italiana in Dalmazia - tentarono di rinverdirne la tradizione mediante una serie di studi e pubblicazioni, ruotando principalmente attorno alla Società Dalmata di Storia Patria[2].

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Cilindri del fonografo, Zara 1911
  • Lagrime vecie, contenteza nova, Zara 1925
  • La musica popolare di Zara dal 1880 al 1910, Zara 1930
  • Allegretto... ma non troppo, Zara 1934
  • La polenta nella tradizione zaratina, Zara 1934
  • I proverbi zaratini sull'amore, la donna e il matrimonio, Roma 1941

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel dialetto veneto dell'Adriatico orientale, la parola mulo sta a indicare il ragazzo, e mularia un gruppo di ragazzi.
  2. ^ Luigi Bauch fu socio della SDSP sin dalla sua fondazione, nel 1926.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Živko Nižić, Nedjeljka Balić-Nižić, Il dialetto nell'impegno politico e nell'identità zaratina nell'opera di Luigi Bauch, in Letteratura, arte cultura tra le due sponde dell'Adriatico, Atti del convegno, Padova 9 novembre 2007.
  • Francesco Semi, Luigi Bauch, in Francesco Semi - Vanni Tacconi (cur.), Istria e Dalmazia, Uomini e Tempi. Dalmazia, Del Bianco, Udine 1992.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]