Louis Washkansky

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Louis Washkansky (191321 dicembre 1967) è stato uno sportivo lituano, è stato il primo uomo ad aver subito un trapianto di cuore al mondo, eseguito il 3 dicembre 1967 dal chirurgo sudafricano Christiaan Barnard.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Washkansky, d'origini ebreo-lituane, emigrò con la sua famiglia in Sudafrica nel 1922, all'età di 9 anni. La sua famiglia possedeva un piccolo negozio di generi alimentari a Città del Capo. Washkansky, in seguito, ha combattuto durante la seconda guerra mondiale sul fronte italiano e sul fronte africano orientale e settentrionale.

In gioventù Washkansky praticò calcio, nuoto e sollevamento peso. Purtroppo la sua salute con l'avanzare del tempo diminuì, diventò diabetico e a causa di una grave malattia cardiaca ebbe tre infarti. L'ultimo degli infarti gli causò un'insufficienza cardiaca. Nell'aprile 1966 l'uomo fu visitato al Groote Schuur Hospital, a Città del Capo a causa di una malattia preesistente. Fu visitato inizialmente dal Dr. Kaplan che successivamente nel giugno 1966 chiese al dottore Christiaan Barnard se era disposto ad intervenire su Washkansky. Barnard eseguì numerosi test su Washkansky e un'approfondita analisi dimostrò che non si poteva fare nulla per il paziente,se non un trapianto di cuore mai tentato prima.

Il nipote Dale Washkansky è un artista relativamente famoso nel panorama artistico sud africano.

Operazione[modifica | modifica wikitesto]

Washkansky subì l'operazione di trapianto al cuore il 3 dicembre 1967 all'interno del Groote Schuur Hospital a Città del Capo. L'operazione durò 5 ore e fu trapiantato il cuore di Denise Darvall, una ventiquattrenne morta per un grave incidente stradale. Tutta l'operazione fu eseguita dal professore Christiaan Barnard.

Esito[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene il paziente sia morto dopo solo diciotto giorni dall'intervento a causa di grave polmonite, l'intervento chirurgico di Christiaan Barnard fu considerato un vero successo in quanto il cuore non era stimolato elettricamente da una macchina, bensì era stimolato dall'organismo dello stesso Washkansky. Come scrisse Barnard nel suo libro One Life to Live, il quinto giorno post-operatorio fu deciso di bombardare l'organismo di Washkansky con immunosoppressori per evitare un potenziale rifiuto del cuore nuovo. Come altri trapianti riveleranno in seguito, i segnali rilevati facevano parte del percorso d'ambientamento di un nuovo cuore all'interno dell'organismo.

Molti come Washkansky e altri si sono affidati al trapianto, pur non essendo totalmente sicuri dei risultati; attualmente i trapianti sono considerati interventi sicuri con rischi relativamente bassi.