Lo Specchio (rivista)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Lo Specchio
Stato bandiera Italia
Lingua italiano
Periodicità settimanale
Genere stampa nazionale
Fondazione 1958
Chiusura 1975
Sede Roma, via XX Settembre
Direttore Giorgio Nelson Page
Vicedirettore Gianfranco Finaldi
 

Lo Specchio è stato un settimanale italiano. Fondato nel 1958, visse fino al 1975.

Fu tra i principali settimanali nazionali degli anni sessanta. Aveva un'impostazione allora giudicata scandalistica ed un orientamento conservatore. Nel panorama giornalistico italiano, manteneva una linea editoriale indipendente dai due blocchi dominanti. L'informazione italiana, infatti, era estremamente polarizzata: da una parte, un paludato mondo governativo e dall'altra l'area "rivoluzionaria", fiancheggiatrice di posizioni filo comuniste, talvolta venate di sentimenti anti-nazionali.

Anche lo scenario internazionale era diviso in due blocchi contrapposti: da una parte le democrazie occidentali, dall'altra i regimi comunisti sotto l'egida dell'Unione Sovietica.

Lo Specchio fu tra i primi a dare avvio ad indagini giornalistiche e di costume sul modello del giornalismo d'inchiesta nordamericano. Lo fece con le "Cronache Italiane" e anche con le note "Cronache Bizantine" di Giulio Attilio Schettini. Fu anche il precursore della satira di destra (tra i suoi redattori Pier Francesco Pingitore che poi fonderà il Bagaglino).

Lo Specchio ospitò sia firme note che giovani talenti: da Giano Accame e Fabrizio Sarazani per la politica, Olghina Di Robilant per il costume, ad Anton Giulio Bragaglia, Carla Pilolli, Alberto Perrinni per la critica, fino a Giò Stajano e ad un giovane Italo Cucci nello sport.

Il settimanale chiuse le pubblicazioni nel 1975.

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti