Ksenija Ivanovna Šestova

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Ritratto di suora Marta; nome alla nascita Kseniya Shestova

La Boiarda Kseniya Ivanovna Šestova (in russo Ксения Иоанновна (Ивановна)) (...) fu la sposa di Fëdor Nikitič Romanov e madre di Michele di Russia. Le origini di Kseniya sono state per secoli oggetto di dispute tra i genealogisti[1]. Attualmente è accettato che il suo cognome fosse Šestova (Шестова) piuttosto che Šastunova, come si pensava in passato, e che il nonno fosse Timofey Gryazony, un ricco proprietario terriero di Uglič.

Durante il periodo della repressione dei Romanov ad opera di Boris Godunov, venne costretta a prendele il velo, cambiando il suo nome in Marta (in russo, Marfa). Dopo molti anni di esilio nel distretto di Tolvuyskiy, si stabilì con il figlio a Kostroma. Fu in quel luogo che un ambasciatore venne ad informare Michele della sua elezione al trono di Russia nel 1613. Visto che i precedenti zar erano stati uccisi o colpiti dalla disgrazia, Marfa inizialmente non volle dare la propria approvazione al figlio e lasciarlo andare a Mosca. Infine ella si arrese e gli diede la sua approvazione benedicendolo con l'icona Nostra Signora di San Teodoro, che divenne una sorta di reliquia della dinastia Romanov.

Durante i primi anni di regno, Marfa (o la «grande monaca» come venne in seguito conosciuta) esercitò una grande influenza sul figlio indifferente e malato. Ella fu in grado di piazzare i suoi parenti, i Saltykov, in importanti posizioni di governo, conducendo ad una diffusione della corruzione; il ritorno del marito dalla Polonia nel 1619 pose fine alla loro influenza (e a quella di Marfa) a corte.

Morì il 27 gennaio 1631

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alcune fonti ipotizzano la presenza di sangue reale nelle vene di Kseniya, in quanto figlia illegittima dello zar Ivan IV e della sua amante, di nome Mayvi. Se questa ipotesi è vera, i Romanov discendono quindi direttamente dal casato di Rurik

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