Jana Gana Mana

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Jana Gana Mana (Tu sei il dominatore delle menti di tutti) è l'inno nazionale dell'India: « BHARATA DESHIYA GITAM », adottato dall'assemblea costituente indiana il 24 gennaio 1950

Testo e musica di: Rabindranath Tagore (1861-1941), Premio Nobel per la letteratura del 1913.

Lo spartito

Il testo consiste nella prima delle cinque strofe del poema di Tagore, scritto in lingua bengalese.

L'esecuzione formale dell'inno nazionale Indiano dura circa 52 secondi. Una versione più breve, formata dal primo e dagli ultimi versi dura circa 20 secondi e viene utilizzata occasionalmente.

Testo in Hindi (Devanagari)[modifica | modifica sorgente]

जन गण मन अधिनायक जय हे
भारत भाग्यविधाता
पंजाब सिन्धु गुजरात मराठा
द्राविड़ उत्कल बंगा
विन्ध्य हिमाचल यमुना गंगा
उच्छल जलधि तरंगा
तव शुभ नामे जागे
तव शुभ आशीष मांगे
गाहे तव जयगाथा
जन गण मंगलदायक जय हे
भारत भाग्यविधाता
जय हे, जय हे, जय हे
जय जय जय जय हे!

Testo in bengalese[modifica | modifica sorgente]

জনগণমন-অধিনায়ক জয় হে ভারতভাগ্যবিধাতা!
পঞ্জাব সিন্ধু গুজরাট মরাঠা দ্রাবিড় উত্‍‌কল বঙ্গ
বিন্ধ্য হিমাচল যমুনা গঙ্গা উচ্ছলজলধিতরঙ্গ
তব শুভ নামে জাগে, তব শুভ আশিস মাগে,
গাহে তব জয়গাথা।
জনগণমঙ্গলদায়ক জয় হে ভারতভাগ্যবিধাতা!
জয় হে, জয় হে, জয় হে, জয় জয় জয়, জয় হে॥


Testo traslitterato[modifica | modifica sorgente]

Jana-gana-mana-adhinayaka, jaya he Bharata-bhagya-vidhata Punjab-Sindh-Gujurat-Maratha Dravida-Utkala-Banga Vindhya-Himachala-Yamuna-Ganga Uchchala-Jaladhi-taranga Tava shubha name jage Tava shubha ashish maange Gaye tava jaya-gatha Jana-gana-mangala-dayaka jaya he Bharata-bhagya-vidhata Jaya he, jaya he, jaya he Jaya jaya jaya, jaya he!

Versione inglese di Tagore[modifica | modifica sorgente]

Thou art the ruler of the minds of all people,
Dispenser of India's destiny.
Thy name rouses the hearts of Punjab, Sind, Gujarat and Maratha,
Of the Dravida and Orissa and Bengal;
It echoes in the hills of the Vindhyas and Himalayas,
Mingles in the music of Yamuna and Ganga and is chanted by
The waves of the Indian Sea.
They pray for thy blessings and sing thy praise.
The saving of all people waits in thy hand,
Thou dispenser of India's destiny,
Victory, victory, victory to thee.

Traduzione in italiano[modifica | modifica sorgente]

Sei il dominatore delle menti di tutti,
Colui che regge il destino dell'India.
Il tuo nome risveglia i cuori di Punjab, Sind, Gujarat e Maratha,
Dei Dravida e Orissa e Bengali;
Echeggia nella colline di Vindhya e Himalaya,
Si unisce alla musica dello Yamuna e del Gange ed è cantato dalle
Onde del Mare Indiano.
Essi implorano le tue benedizioni e cantano le tue lodi.
La salvezza di tutti aspetta nella Tua mano,
Tu che reggi il destino dell'India,
Vittoria, vittoria, vittoria a Te.

Controversia[modifica | modifica sorgente]

Rabindranath Tagore

Esiste una controversia sul fatto che questo poema sia l'inno nazionale dell'India indipendente. Fu cantato per la prima volta durante un convegno del Indian National Congress nel 1911. Tagore presentò il suo poema come un peana al divino destino dell'India e fu cantato il primo giorno del convegno. Il giorno seguente fu dato il benvenuto al re George V nella sua visita in India. Da ciò molti dedussero che il poema fosse stato scritto per il re. Pare comunque che Tagore abbia scritto il poema in onore di Dio. In particolare, visto il patriottismo di Tagore e il suo coinvolgimento nella ricerca della libertà della sua terra, è difficile credere che "protettore" sia riferito al monarca inglese.
In realtà uno dei momenti più alti di Tagore, insignito del titolo di baronetto nel 1915, fu il suo rifiuto del cavalierato britannico nel 1919 motivato dall'immoralità della dominazione inglese e in particolare del massacro di Amritsar.
Più definitivamente, è Tagore stesso che più tardi, in una lettera a Pulin Behari Sen scrisse: Un certo alto ufficiale al servizio di Sua Maestà, che era anche mio amico, mi ha chiesto di scrivere una canzone di felicitazioni all'Imperatore. La richiesta mi ha semplicemente sbalordito. (...) Quel Signore del Destino, quel Lettore della Mente Collettiva dell'India, quella Guida Perenne non potrà mai essere George V, George VI o qualsiasi altro George.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

La sessione del Congresso di Calcutta iniziò il 26 dicembre 1911. Il giorno successivo fu interamente dedicato alle necessità connesse al benvenuto da offrire ai reali inglesi George V e Anne. (Giorgio V era salito al trono solo l'anno precedente ed era in visita ai dominions britannici). E in questo giorno fu cantata Janaganamana; nei giorni seguenti furono cantate altre canzoni. I giornali così commentarono:

"Il poeta bengalese Babu Rabindranath Tagore cantò una canzone da lui stesso composta per dare il benvenuto all'Imperatore (The Statesman, 28 dic. 1911)
"I lavori procedettero con la canzone di Babu Rabindranath Tagore specialmente composta da lui in onore dell'Imperatore" (Englishman, 28 dic. 1991)
"...durante i lavori del Indian National Congress di mercoledì 27 dicembre 1911, fu cantata una canzone bengalese quale benvenuto all'Imperatore. Fu anche adottata una risoluzione di porgere il benvenuto all'Imperatore e all'Impertrice" (Indian, 29 dic. 1911)

"I partecipanti al National Congress chiesero a Tagore un poema di benvenuto. Lui provò a scriverlo ma non ci riusciva. Si alzò presto quel mattino e scrisse una bella poesia, non una delle sue migliori ma ancora bella. Quando scese disse a uno di noi: "Ecco la poesia che ho scritto. È indirizzata a Dio, ma portala alla gente del Congresso. Gli piacerà. Penseranno che sia indirizzata al re". Tutti i seguaci di Tagore sapevano che si rivolgeva a Dio ma altri non lo sapevano". (The Indian Express, 3 giugno, 1968) (dal racconto di uno dei discepoli di Tagore al poeta irlandese W.B. Yeats - amico e ammiratore di Tagore).

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