Il corvo di Mizzaro

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Il corvo di Mizzaro è una novella scritta da Luigi Pirandello.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La novella racconta di un umile contadino di nome Cichè che ogni giorno lavora la terra. Un giorno tre pastori passando per i monti di Mizzarro notarono un corvo, che se ne stava tranquillo a covare delle uova, questi tre divertiti lo portarono con sé. Non sapendo che farne lo lasciarono libero, attaccandogli un campanellino bronzeo. Ogni giorno, il corvo volava per i cieli azzurri emanando un forte tintinnio con il suo campanellino, spaventando Cichè il nostro protagonista della novella, facendogli credere che fossero gli spiriti. Lui credeva fermamente negli spiriti; sapeva anche che dovevano essere ignorati e lasciati stare oppure lo avrebbero preso di mira. Questo corvo, ogni volta che Cichè si portava del cibo da casa era pronto a rubarglielo. Cichè, essendosi stufato del solito atto, un giorno legò il suo cibo al suo fidato asino. Il corvo, avendo abboccato alla trappola, rimase legato nella gugliata di filo preparata da Cichè che tutto contento si gode la sua vendetta. Il corvo cominciò a fare dei versi, spaventando il mulo che correva a più non posso per poi morire entrambi in un impatto atroce. Il corvo intanto, felice, continuò a volare per il cielo azzurro.