Iblīs
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Iblīs è il nome che i musulmani danno - in base a vari passaggi del Corano - al diavolo. Sembra probabile che questo nome derivi dalla corruzione araba del termine greco diabolos.
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[modifica] Caratteristiche
Pur non essendo contemplato nella tradizione islamica il mitologema della ribellione degli angeli, Iblīs sarebbe nondimeno stata una creatura vicina ad Allāh, a Lui disubbidiente quando, dopo la creazione dell'uomo, sarebbe stato ordinato a tutte le creature di adorarlo, in quanto creatura perfetta fra tutte.
Iblīs rifiutò di farlo affermando che unico degno di adorazione era Dio ma quello che, a una prima lettura, potrebbe apparire come amore fede assoluta in Allāh, rivelava in realtà uno spirito disubbidiente e ribelle, oltre che blasfemo.
Per l'Islam infatti non esiste un Bene che sia avulso da Allāh. Il Bene non è altri che Allāh. Fare dunque il Bene combacia perfettamente con l'ubbidire ai suoi comandi, fare la sua volontà. Fare il Male, per converso, è disubbidire a Dio, non adeguarsi alla Sua volontà.
Nella tradizione islamica, quindi, il perfetto malvagio è Iblīs, a prescindere dalle sue argomentazioni apparentemente sensate mentre il perfetto credente è Abramo (nella tradizione islamica Ibrāhīm) che, senza indugiare, ubbidì a un ordine divino per quanto apparentemente insensato: l'uccisione di suo figlio che la tradizione islamica indica in Ismaele/Ismāʿīl.
La blasfemia inoltre è chiara nel momento in cui, anche secondo l'Islam, Iddio avrebbe creato Adamo a Sua somiglianza. Non rendere omaggio all'uomo è quindi come non rendere omaggio a Dio.
[modifica] Epiteti
Il nome di Iblis può essere evocato in modo non esplicito facendo uso di epiteti che lo caratterizzano. Tra questi:
- "il sussurratore" (waswas), sulla base della sura 114, in cui si chiede aiuto a Dio "contro il male del sussurratore furtivo che sussurra nel cuore degli uomini";
- "il lapidato" (raǧim), con allusione alla lapidazione che viene inscenata durante i riti del pellegrinaggio.
[modifica] Bibliografia
[modifica] Letteratura in arabo
- Shiblī, Akām al-murjān fī ahkām al-jānn (Le scogliere di corallo nell'ordinamento dei ginn).
- Suyūtī, Laqat al-murjān fī ahkām al-jānn (La spigolatura del corallo nell'ordinamento dei ginn).
- Ibn al-Jawzī, Talhīs Iblīs (I travestimenti di Iblis).
[modifica] Letteratura in italiano
- G. Calasso, L'intervento d'Iblis nella creazione dell'uomo, in "Rivista di Studi Orientali", 45 (1970), pp. 71-90
- G. Basetti Sani, Il peccato di Iblis e degli angeli nel Corano, Iperbole, Palermo 1987
- C. Saccone, Satana maestro di santità? La "prova" di Iblis nel Corano e nella tradizione islamica in G. Pasqualotto (a cura), Per una filosofia interculturale, Mimesis, Milano 2009, pp. 67-104

