Gunther di Pairis

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Gunther di Pairis (1150 circa – 1220) è stato un monaco cistercense e cronista medievale.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gunther di Pairis era un monaco Cistercense e letterato di corte. Compose varie opere in poesia e in prosa, tra le quali una cronaca della quarta crociata.

Muore attorno al 1220 come monaco cistercense del monastero di Pairis, della famiglia di Morimondo. Il monastero di Pairis, dedicato ad Ave Maris Stella, in Alsazia, presso Colmar, era stato fondato nel 1138 da Ulrico, conte di Egisheim.

Le notizie sulla sua vita sono scarse. In una prima fase, probabilmente come prete e tutore (scolasticus), frequenta la corte degli Hoenstaufen dove compone due opere in poesia, che denotano una buona cultura latina, un'ottima padronanza della lingua e qualche conoscenza del greco.

Abbandona la corte nei primi anni del XIII secolo e si ritira nel piccolo monastero di Pairis, vicino a Basilea.

Opere[modifica | modifica sorgente]

La prima opera, di cui restano 232 eleganti versi, è intitolata "Solimarius", da leggersi "il conquistatore di Gerusalemme" (Iherosolima), dedicato al principe Corrado II di Svevia (1173-1196) e trascrizione in poesia della "Historia Iherosolimitana" di Roberto il Monaco.

La seconda opera "Ligurinus" composta da 6577 versi, riguarda le gesta di Federico I Barbarossa nell'Italia del nord (Liguria) fino al 1160. Modellata sul "de bello civili" di Lucano, consente all'autore di sfoggiare la sua cultura classica.

Quando si è già ritirato in convento, il 24 giugno 1205 ritorna, reduce dalla quarta crociata, l'abate Martino di Pairis, uno dei principali religiosi alla crociata, carico di reliquie trafugate a Costantinopoli. L'abate commissiona a Gunther la "Historia Captae a Latinis Constantinopoleos" o "Historia Constantinopolitana", storia che è scritta parte in prosa e parte in versi e viene completata probabilmente entro il 1208.

Il suo rendiconto della partenza e dell'assedio di Zara è breve ma piuttosto accurato anche se non contiene informazioni disponibili solo ai comandanti. Il rendiconto del sacco di Costantinopoli è particolarmente dettagliato per quanto riguarda l'elenco delle reliquie trafugate ed è la maggiore fonte al riguardo.

Successivamente Gunther, gravemente ammalato, compone l'opera di devozione "De Oratione Jejunio Et Eleemosyna" Libri Tredecim.

I testi[modifica | modifica sorgente]

Quanto è rimasto di Gunther di Pairis è on line in originale

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) A.J. Andrea, The capture of constantinople: Hystoria Constantinopolitana of Gunther of Pairis Philadelphia : University of Pennsylvania Press, c1997.
  • (EN) Queller, Donald E., The Fourth Crusade: the conquest of Constantinople, 1201-1204. Philadelphia: University of Pennsylvania Press, 1977. D164

Controllo di autorità VIAF: 95180379