Gorakhnāth

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Gorakhnāth (... – XII secolo) è stato un filosofo indiano.

Esterno del tempio dedicato a Gorakhnāth presso Jagatsinghpur, nello stato di Orissa, India.

Ben poco si conosce, oltre le leggende, della vita di Gorakhnāth (trascritto anche come Gorakṣanātha, Gorakṣa o Gorakhnātha), vissuto fra il IX e il XII sec. e.v. nel Bengala. Egli è considerato il fondatore dell'ordine ascetico śaiva dei Kānphaṭa[1], tuttora esistente. Gli si attribuiscono due opere: lo Haṭhayoga, non pervenutaci; e la Goraksaṣataka. Il mito vuole che egli sia manifestazione del dio Śiva e fondatore dello Haṭha Yoga, la disciplina yogica adottata dai Kānphaṭa.[2]

Leggende[modifica | modifica sorgente]

Ci sono diverse leggende che narrano la nascita di Goraksha. Tra queste una particolarmente nota, tramandata dai Nath Yogi, descrive che Matsyendra pregò il suo maestro Adinath (Shiva) chiedendo di poter avere l'onore di insegnare ad un allievo così spirituale da poterlo superare. Adinath (Shiva) rispose che non vi poteva essere nessuno più evoluto di Matsyendra se non Se stesso, pertanto decise di incarnarsi in un corpo umano. Fu così che una giovane contadina di umili origini, pregò Shiva per ottenere il suo primo figlio. Il Dio le consegnò della vibhuti in grado di concederle il dono di essere madre, ma lei, incredula, non utilizzò la cenere e la gettò sopra una montagna di sterco. Dopo dodici anni Matsyendra, grande maestro yoga, venuto a sapere della vicenda, si mosse alla volta della donna e la condusse alla montagna di sterco dove trovò un giovane di dodici anni, proprio suo figlio, ovvero Goraksha. Da quel giorno Goraksha divenne allievo di Matsyendra.

Goraksha aiutò in varie occasioni il maestro, ad esempio, tramutandosi in donna, ed andando a salvare il guru una volta che questi si era perso nei piaceri terreni in un harem.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il nome vuol letteralmente significare "Orecchie forate", con riferimento al fatto che la cerimonia di iniziazione prevede la foratura dei lobi delle orecchie onde consentire l'uso di enormi orecchini.
  2. ^ Mircea Eliade, Lo Yoga. Immortalità e libertà, a cura di Furio Jesi, traduzione di Giorgio Pagliaro, BUR, 2010, p. 218 e pp. 282-283. Gorakṣanātha