Esattoria

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L'esattoria indica l'attività di un ente, pubblico o privato, che si occupa della riscossione dei tributi per conto dello Stato, o degli enti locali e enti previdenziali ad esso collegato.

Il soggetto che esercita materialmente l'attività e detto esattore.

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Ai sensi del D.P.R. 28 gennaio 1988, n. 43, in attuazione della delega del 4 ottobre 1986, n. 657, si riformò la riscossione dei tributi, affidando a soggetti concessionari la riscossione coattiva di tutte le imposte erariali, con decorrenza dal'1º gennaio 1990. Il compito venne affidato in concessione a circa 40 enti privati, spesso collegati ad istituti bancari (esattoria bancaria). L'attività di esattoria veniva spesso associata alla banca e alle sue attività di tesoreria, tanto è vero che a tutt'oggi i lavoratori assorbiti da Equitalia sono inquadrati nei sindacati di categoria bancaria (ad es.: FABI, UILCA) e non nella categoria della pubblica amministrazione italiana.

Il sistema venne però gradualmente posto sotto disciplina pubblica; dapprima con la creazione di una appostia agenzia governativa, l'Agenzia delle entrate preposta ad effettuare accertamenti fiscali ed esercitare, successivamente, la riscossione tramite apposite società di accertamento.[1] Allo scopo venne creata un'apposita società per azioni, la Riscossione S.p.A.[2] che cambiò nome a partire dal 2007 in Equitalia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Art. 3 comma 1 decreto legge 30 settembre 2005 n. 203, convertito con modificazioni in legge 2 dicembre 2005 n. 248.
  2. ^ Art. 3 comma 2 decreto legge 30 settembre 2005 n. 203, convertito con modificazioni in legge 2 dicembre 2005 n. 248.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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