Enrico Salza
Enrico Salza (Torino, 1937) è un imprenditore e banchiere italiano.
Diplomatosi geometra, ha ricevuto nel 1993 la laurea honoris causa in ingegneria gestionale dal Politecnico di Torino. Ricopre attualmente la carica di Presidente del Consiglio di Gestione del gruppo bancario Intesa Sanpaolo, in seguito alla sua nomina da parte del Consiglio di Sorveglianza della nuova banca il 2 gennaio 2007.
In precedenza, come presidente del Gruppo Sanpaolo IMI, è stato uno dei principali artefici della fusione tra la banca di Piazza San Carlo e Banca Intesa e ha firmato il 28 dicembre 2006, insieme al Presidente di Banca Intesa Giovanni Bazoli, l'atto di fusione delle due banche.
Nel passato ha inoltre ricoperto le cariche di Presidente delle Camere di Commercio di Torino e dell'Unioncamere Piemonte, Vice Presidente Nazionale delle Camere di Commercio, Vice Presidente Unione Industriale di Torino, Fondatore e primo Presidente dei Giovani Industriali della Confindustria.
È stato Vice Presidente e Amministratore Delegato de "Il Sole 24 Ore" dal 1971 al 1989 e Amministratore Delegato della Cerved S.p.A. fino al 2002 nonché Consigliere della Compagnia di San Paolo, della multinazionale Swedish Match, dell'U.B.S. (Unione Banche Svizzere) Italia e della NOMISMA S.p.A. - Soc. di Studi Economici.
Attualmente è Presidente della Tecno Holding SpA., di Italconsult S.p.A. e di Tecno Investimenti S.r.l. È Presidente Onorario ASP (Associazione per lo Sviluppo Scientifico e Tecnologico del Piemonte) e Membro del Consiglio Direttivo dell'ICC (International Chamber of Commerce).
È Cavaliere del lavoro e Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.
[modifica] Dibattito sulla fusione Sanpaolo IMI - Banca Intesa
Nella veste di Presidente del Gruppo Sanpaolo IMI, Enrico Salza è stato il principale fautore all'interno della banca torinese della fusione con l'istituto milanese. Dopo la fusione è nato tuttavia il dibattito, specialmente in ambito piemontese, sui dubbi benefici che il precedente Gruppo Sanpaolo IMI avrebbe tratto dalla fusione, come sostenuto, ad esempio, dal senatore e segretario piemontese del Partito Democratico, Gianfranco Morgando. Quest'ultimo infatti, pur giudicando positivamente la nascita di un grande gruppo bancario nazionale, ha espresso il timore che i benefici derivati della fusione non si siano distribuiti in modo equo tra gli istituti creditizi di Milano e Torino, con una consistente perdita di autonomia e potere decisionale da parte della banca di piazza San Carlo.
[modifica] Onorificenze
| Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana | |
| «Su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri» — 2 giugno 2007[1] |
| Cavaliere del lavoro | |
| — 30 maggio 2008[2] |
[modifica] Note
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