Elis (Grecia)

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Elis o Elea (Greco, moderno: Ήλιδα Ilida, Greco Classico: Ἦλις Ēlis, Dorico: Ἆλις Alis , Dialetti dell'Elide : Ϝάλις Walis) era la metropoli di una regione del Peloponneso, corrispondente all'attuale prefettura di Ilia, che confinava a nord con l'Acaia, ad est con l'Arcadia, a sud con la Messenia, ed era bagnata ad ovest dal Mar Ionio.

I primi Giochi Olimpici furono organizzati nella regione dagli abitanti di Elis nell’Altis di Olimpia nell'VIII secolo a.C. La tradizione fissa la data al 776 a.C. Gli Ellanodici, o Hellanodikai, cui erano affidate organizzazione e arbitrato dei giochi, erano per lo più originari dell'Elide .

La città ed il suo territorio erano chiamati nel dialetto locale Valis, o Valeia, con la conservazione del digamma, il che significava probabilmente la valle . La conformazione geografica dell'Elide è simile alle vicine Acaia e Arcadia; i suoi monti sono le propaggini occidentali dell'altopiano arcade, i suoi principali corsi d'acqua nascono in Arcadia.

Secondo Strabone[1], il primo insediamento fu fondato dall'etolo Oxylus che invase la regione e soggiogò gli autoctoni. La città fu costruita secondo Strabone nel 471 a.C.

La plurisecolare gestione dei Giochi Olimpici, solo occasionalmente perduta a favore dei rivali pisatidi, peraltro anch'essi Elei, influenzò la costruzione dell'Agorà tranne il bouleterion (ma il parlamento si teneva anche in un Ginnasio) tutti gli altri edifici sono funzionali ai Giochi; due Ginnasii, una palestra, la Casa degli Ellanodici, la loro Stoà. Si veda la descrizione di Pausania[2].

Il territorio[modifica | modifica sorgente]

La regione detta Elide era suddivisa in tre distretti: : Coele, o bassa Elide, Pisatide, territorio di Pisa, Trifilia, (le tre tribù) la parte più meridionale, spesso causa di contese con Sparta che occupava la confinante Messenia.

Coele, la più settentrionale, era il maggiore dei distretti , bagnata dal Peneo e dal suo tributario Ladon. La regione andava orgogliosa per il bestiame e i cavalli. La Pisatide si stendeva a sud est fino alla riva destra dell'Alfeo quindi di fronte alla sacra Olimpia; era suddivisa tra otto città. Gli abitanti risentivano come una grande ingiustizia che Elis, più lontana, esercitasse uno stretto controllo su Olimpia e ne godesse il prestigio ed i profitti; spesso tentarono, e occasionalmente con successo, di aggiudicarsi la gestione dei giochi, il che portò a non pochi scontri. La Trifilia era l'estremo lembo sud della regione.

Gli scavi[modifica | modifica sorgente]

Oggi Elis è un villaggio di 150 abitanti, 14 km a nord-est di Amaliada, costruito su (e con) le rovine antiche. Il suo piccolo museo contiene autentici tesori, scoperti in varie campagne di scavi. Possiede anche uno dei meglio conservati esemplari di teatro greco, databile al IV secolo a.C., la cui cavea era capace di 8.000 spettatori. Al di sotto del teatro sono stai scoperti sepolcreti protoelladici e micenei. Elis era anche, come registra Pausania, la sola città ad ospitare al suo interno un tempio dedicato ad Ade, e i suoi abitanti gli unici Greci a tributargli un culto. La costruzione risaliva a dopo la guerra mossa da Eracle contro Neleo in Pilo. Una volta all'anno le sue porte venivano aperte ma solo i sacerdoti vi entravano.

Personalità connesse ad Elis[modifica | modifica sorgente]

Atleti:

Personaggi mitici:

  • Salmoneo, Etilio e Pelope mitici re di Elis, Pelope è il fondatore della schiatta dei Pelopidi, la razza maledetta del mito troiano.
  • Endimione
  • Epeo
  • Etolo
  • Augia, re di Elis, padrone delle famose stalle ripulite da Eracle nella V Fatica
  • Anfimaco, re di Elis e condottiero degli elei nell'Iliade
  • Thalpius, condottiero degli elei nell'Iliade
  • Oxylus, mitico fondatore di Elis, di origine etolica

Intellettuali:

Elei o barbari?[modifica | modifica sorgente]

Il musicista ateniese Stratonico dichiarava che gli Elei erano i più barbari di tutti gli Elleni (Gli Ateniesi, fieri delle loro presunte origini predoriche e della purezza del loro linguaggio erano sempre pronti ad affibbiare patenti di barbarismo, cioè dell'uso di un linguaggio non abbastanza greco).


"E quando gli fu chiesto chi fossero i peggiori dei popoli, egli celiò che <<in Panfilia, i peggiori erano gli abitanti di Phas Elide; ma che i peggiori del mondo erano gli abitanti di Sidete>>; e quando gli fu chiesto di nuovo, secondo Egesandro, quali erano i più grandi Barbari (ovvero parlanti un linguaggio non greco), se i Tessali o i Beoti, rispose <<gli Elei>>.


In Esichio (s.v. βαρβαρόφωνοι) e altri lessici antichi[3] gli Elei sono enumerati fra i barbari. In effetti il dialetto dorico nordoccidentale dell'Elide è tra i più difficili da leggere per i moderni epigrafisti, subito dopo il dialetto eolico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Geographica VIII.3.3
  2. ^ Pausania, libro V, Elide, cap. 6
  3. ^ Towle, James A. Commentary on Plato: Protagoras, 341c.
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