Dune (film)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Dune è un di film di fantascienza per la regia di David Lynch del 1984, tratto dal romanzo omonimo di Frank Herbert.
Indice |
[modifica] Trama
Nell'anno 10191 l'umanità si è da tempo diffusa tra le stelle e l'universo conosciuto è retto dal Landsraad, un sistema di tipo feudale in cui le grandi casate, che possiedono interi pianeti, sono in perenne lotta per il potere. La trama inizialmente coinvolge quattro differenti pianeti.
Il giovane Paul ha seguito un duro addestramento, in quanto è l'unico figlio ed erede che il duca Leto Atreides, detto "Il Giusto", ha avuto dalla sua amata concubina Lady Jessica. Jessica è però parte di un segretissimo programma genetico della Sorellanza delle Bene Gesserit. Tale programma millenario mira ad ottenere, tramite una serie di incroci di sangue tra le casate, il Kwisatz Haderach, l'essere supremo che governerà l'universo. La nascita di Paul, non prevista, ha sconvolto i piani delle Bene Gesserit.
- Pianeta Giedi Primo, sede della casata Harkonnen:
Il crudele Barone Vladimir Harkonnen, nemico giurato degli Atreides, ha progettato la completa estinzione dei suoi avversari attraverso un complotto ordito con la segreta complicità dell'imperatore Shaddam IV, il quale teme la crescente popolarità del duca Leto in seno al Landsraad a causa di un'arma creata appunto dagli Atreides.
L'imperatore dell'universo conosciuto, Padishah Shaddam IV, subisce notevoli pressioni da parte della Gilda spaziale. I mostruosi Navigatori della Gilda vengono mutati con il gas di Spezia per essere in grado di varcare lo spazio con il loro pensiero, per trasferire da un lato all'altro del cosmo le immense navi della Gilda. I Navigatori, parzialmente dotati di precognizione, intuiscono il pericolo costituito da Paul Atreides e vorrebbero fosse eliminato.
Gli Harkonnen hanno abbandonato il pianeta, che avevano spietatamente sfruttato per estrarre la preziosa Spezia, sostituiti dagli Atreides, loro avversari, per ordine imperiale. La trappola è tesa e la strage sarà inevitabile. Arrakis, pianeta desertico e inospitale, è popolato da un misterioso popolo, i Fremen, in grado di cavalcare i giganteschi vermi delle sabbie. I Fremen, che chiamano il loro pianeta Dune, hanno atteso a lungo la venuta di un Messia, il Mahdi, che li guidi, dopo secoli di persecuzioni, in una sanguinosa jihad alla conquista del pianeta. Chi controlla la Spezia, controlla l'universo.
[modifica] Produzione
Il primo popolare capitolo del Ciclo di Dune di Herbert era sempre stato considerato da alcuni tra i libri "impossibili" da tradurre sul grande schermo, non solo a causa della grande quantità di effetti speciali necessari (che nel 1984 non sfruttavano ancora le tecniche digitali ed erano assai costosi) ma soprattutto per la notevole complessità della trama e per il particolare stile narrativo utilizzato da Herbert nel suo romanzo, largamente basato su monologhi interiori, profondo e dotato di diversi piani di lettura, con un intreccio che coinvolge un gran numero di personaggi differenti.
Quello di David Lynch, d'altro canto, non era stato il primo tentativo di portare Dune sul grande schermo: nei vent'anni trascorsi dall'uscita del libro vi erano stati vari progetti regolarmente falliti, tra i quali quello più avanzato si doveva ad Alejandro Jodorowsky, il quale aveva coinvolto vari artisti divenuti poi famosi, da Moebius a HR Giger, proponendo persino Salvador Dalì per il ruolo dell'Imperatore.
Fu il produttore Dino De Laurentiis ad affidare la regia al giovane David Lynch, che volle occuparsi anche della sceneggiatura collaborando con lo stesso Frank Herbert. Costata nel 1984 la considerevole cifra di 45 milioni di dollari[1], Dune è stata considerata una delle produzioni di fantascienza più spettacolari e dispendiose della storia del cinema.
Prima di allora David Lynch - che era divenuto famoso pochi anni prima con The Elephant Man - non aveva mai girato film di fantascienza. Aveva anzi rifiutato la regia de Il ritorno dello Jedi, terzo episodio della saga di Guerre Stellari, ritenendo che l'opera fosse già troppo definita dal produttore George Lucas.
Lynch dunque non si era mai confrontato con una produzione dalle dimensioni faraoniche come questa: tre anni per studiare il look insieme allo scenografo Anthony Masters (2001 Odissea nello spazio); un anno di lavorazione negli studios di Città del Messico con quattro troupe diverse in 75 set con oltre 600 persone; 6 mesi per riprese con gli attori e 6 mesi di post-produzione per gli effetti speciali.
[modifica] Scenografie ed effetti speciali
In epoca trionfale degli effetti speciali, il film deluse non poco, ma non per demerito od incompetenza dei realizzatori. A partire dagli anni novanta, grazie alla computer grafica, l'utilizzo anche massiccio degli effetti speciali in fase di post-produzione di un film di fantascienza comporta dei costi relativamente ridotti, mentre all'epoca (1984) la maggior parte del set doveva essere costruito materialmente, dalle astronavi ai grandiosi palazzi, usando in genere modelli in scala ridotta e sfruttando infine il montaggio per celare errori ed imperfezioni.
Lynch fece costruire enormi scenografie, spesso in scala reale. Per dare vita ai titanici vermi delle sabbie e agli inquietanti Navigatori della Gilda spaziale fu chiamato Carlo Rambaldi, il massimo esperto di creature meccaniche nonché "padre" di E.T. l'Extra-Terrestre.
Un aspetto incompreso dal pubblico è lo stile retrò di scenografia e costumi, praticamente ottocenteschi come la linea e la tecnologia delle macchine, memoria delle trasposizioni filmiche dei racconti di Jules Verne, realmente in controtendenza con la filmografia fantastica anni ottanta. Come è noto ai suoi lettori, nell'universo di Dune, conservativo e feudale, pregna un comportamento antiscientifico da cui consegue una tecnologia volutamente arretrata.
I costumi e le scenografie di Dune furono estremamente curati. Lynch concepiva le scene come quadri viventi: ogni pianeta ed ogni casata furono accuratamente studiati e resi con scenografie, costumi, luci e fotografia differenti. Gli Atreides, stirpe dalle antiche ed onorate tradizioni militari, sul loro pianeta d'acque Caladan sono caratterizzati da un singolare stile post-barocco, un pazzo incrocio tra lo stile di Ludwig di Baviera e il modernismo. Gli Harkonnen, crudeli e terribili, sono caratterizzati attraverso le luci impietose e le cupe scenografie del loro oscuro e inquinato pianeta, Giedi Primo.
Il regista, che non amava farsi limitare dallo storyboard né dalla sceneggiatura, non finiva d'improvvisare, aggiungendo sempre nuovi elementi alle scene. Un metodo diametralmente opposto - è stato rilevato - a quello, molto preciso e organizzato, di Spielberg.
[modifica] Cast
La scelta iniziale del cast, di primo piano, fu fatta dallo stesso Dino De Laurentiis con la figlia Raffaella, produttrice del film, e includeva Freddie Jones (The Elephant Man) nella parte del mentat Thufir Hawat, José Ferrer (Cyrano de Bergerac) come imperatore Padishah e Max Von Sydow (L'Esorcista) nella parte del dott. Lyet-Kynes, il planetologo imperiale.
Gli altri ruoli furono coperti con maggiori difficoltà: Brad Dourif dopo qualche riluttanza fu convinto a interpretare Piter DeVries, il mentat malvagio; a Jürgen Prochnow venne assegnata la parte del Duca Leto il Giusto; la complessa parte di Lady Jessica, dopo vari ripensamenti, andò a Francesca Annis. Feyd-Rautha, l'ambiguo e spietato pupillo del barone Vladimir Harkonnen (Kenneth McMillan), fu interpretato dalla rock star Sting (all'epoca leader della band The Police). Inizialmente era stato proprio Sting uno dei candidati per la parte principale, quella di Paul Atreides/Muad'dib.
Prima di arrivare alla scelta di Kyle MacLachlan come protagonista ideale furono visionati oltre cento nastri di attori, conosciuti e non. L'allora sconosciuto MacLachlan, poi divenuto un attore-feticcio di Lynch per i suoi film successivi, era un autentico appassionato del libro di Herbert e si dimostrò perfetto nella complessa parte di Paul, il giovane rampollo che matura, tormentato da sogni e visioni mistiche, e diventa infine il capo supremo dei Fremen e il loro profeta. Gli intimi pensieri del protagonista vengono resi attraverso una voce fuori campo, scelta che fu molto discussa, dato che molti "puristi" tra critici e cineasti ritengono che tale funzione dovrebbe essere svolta dai dialoghi.
Tra i numerosi altri personaggi che hanno parte nella vicenda da segnalare Gurney Halleck, il maestro delle armi di Paul, interpretato dall'attore shakespeariano Patrick Stewart (rimasto poi celebre per un altro ruolo fantascientifico, quello del capitano Jean Luc Picard nella serie tv Star Trek: The Next Generation), il ruolo di femminile di Chani, interpretato da Sean Young (indimenticata coprotagonista di Blade Runner) e la Shadout Mapes (Linda Hunt). L'attrice italiana Silvana Mangano, impersonando la Reverenda Madre Ramallo delle Bene Gesserit, presta in questo film la sua penultima interpretazione.
[modifica] Doppiaggio italiano
L'edizione italiana del film fu curata da Renato Izzo per Gruppo Trenta su dialoghi di Alberto Piferi ed Elettra Caporello.
- Kyle MacLachlan - Tonino Accolla
- Jürgen Prochnow - Luigi La Monica
- Kenneth McMillan - Sergio Fiorentini
- Max von Sydow - Giuseppe Rinaldi
- Virginia Madsen - Rossella Izzo
- Sian Phillips - Gabriella Genta
- Sting - Massimo Rinaldi
- Dean Stockwell - Paolo Buglioni
- Patrick Stewart - Paolo Poiret
Nell'edizione speciale del film Sting è doppiato da Fabio Boccanera.
[modifica] Colonna sonora
| Per approfondire, vedi la voce Dune (colonna sonora). |
Per la colonna sonora furono utilizzati brani tratti da Beethoven, Mahler, Shostakovich e Cherubini, eseguiti dall'Orchestra Filarmonica di Vienna e dalla rock band dei Toto. La musica sinfonica e il rock, gli strumenti tradizionali e i sintetizzatori si fondono in un insieme armonico di antico e nuovo.
[modifica] Accoglienza e botteghino
Il film, che aveva suscitato una forte attesa per la notorietà dei libri di Herbert, alla sua uscita fu oggetto di numerose critiche e ottenne uno scarso successo commerciale: costato 45 milioni di dollari, ne recuperò soltanto 27,4 negli USA.[1] D'altro canto il film fu per numerose settimane in cima alle classifiche del botteghino, almeno in Europa, ed è oggi considerato un cult da molti appassionati del cinema di fantascienza, recuperando abbondantemente sul mercato dell'home video.
La trama effettivamente risulta complessa e talvolta oscura (specie per chi non ha letto il romanzo), e questo malgrado gli sforzi del regista, che scrisse ben sei bozze diverse prima della sceneggiatura definitiva. La difficile comprensione deriva in parte dalla complessità insita nel romanzo originale, ma anche dai pesanti tagli che furono operati dalla produzione sulla versione finale della pellicola per contenerne la durata.
[modifica] Montaggio
Sull'autentica lunghezza della pellicola e sulle sue ipotetiche versioni "perdute" si sono diffuse varie dicerìe e leggende, tra cui quella di una misteriosa "versione integrale" di 5 o 6 ore che nessuno ha mai visto. È possibile che tale diceria sia stata alimentata da alcune dichiarazioni dello stesso Herbert, il quale nell'introduzione del libro La strada per Dune, successiva al film, ha scritto: "... ho avuto la possibilità di influenzare alcune decisioni riguardo al film, anche se non sono stato capace di imporre la mia idea sul finale o sui tagli per la versione che sarebbe stata proiettata al cinema. Delle cinque ore originali del film, dalla sala di montaggio sono emersi soltanto i due quinti. Che cos'è stato tagliato?" In realtà è abbastanza normale che un film arrivi al momento del montaggio con svariate ore di girato, che viene selezionato proprio in quella fase.
Per contenerne la durata, alla fine furono effettivamente tagliate molte scene dal film, ed almeno un personaggio minore fu interamente eliminato (si tratta della moglie che Paul "eredita" da un Fremen ucciso in duello).
È invece falso che la versione di Dune distribuita nei cinema sarebbe derivata dalla "cannibalizzazione" di due film diversi (Dune e il suo seguito).
Anni dopo, rimontando alcune delle scene tagliate, fu messa assieme una versione estesa del film per la televisione, la cosiddetta versione Allen Smithee, della durata di 190 minuti, ma tutt'altro che eccelsa nel montaggio, tanto da essere rinnegata dal regista stesso (il cui nome fu appunto sostituito con Allen Smithee, uno pseudonimo usato da vari registi).
[modifica] Miniserie TV
Dopo quasi 20 anni dall'uscita del film, nel 2000 è stata tratta dal libro di Herbert una miniserie televisiva dal titolo Dune il destino dell'universo (Frank Herbert's Dune) che ambiva ad una maggiore aderenza al romanzo originale (grazie anche ad una durata complessiva di 273 minuti). Seppure con un budget assai più ridotto, alcuni considerano questa miniserie più che altro un remake del film di Lynch, per la somiglianza di numerose scene e dialoghi. Tale miniserie ha avuto un seguito nel 2003 con I figli di Dune.
[modifica] Differenze tra film e romanzo
- Nel film viene completamente taciuto quello che è uno dei temi fondamentali del romanzo, cioè il tentativo titanico, da parte dei fremen guidati da Liet Kynes (e prima da suo padre Pardot), di trasformare il clima di un intero pianeta, rendendo verde e piovoso un deserto aridissimo. Non viene neppure illustrata l'ecologia del pianeta di Arrakis (neppure il legame verme-spezia).
- Nel film gli Atreides hanno creato un'arma segreta chiamata modulo estraniante, e questo sembra avere un peso determinante nello spostamento degli equilibri del Landsraad e della conseguente invasione di Arrakis. Il modulo estraniante è un elemento aggiunto nella sceneggiatura del film. Nel romanzo l'imperatore teme gli Atreides solo per la loro crescente popolarità in seno al Landsraad.
- Nel film l'imperatore è rappresentato come una pedina della Gilda spaziale, che addirittura gli ordina l'uccisione di Paul. Nel libro la dipendenza dell'imperatore per i trasporti della Gilda appare più che altro una coincidenza d'interessi.
- Nel film il dottor Yueh sa per certo della morte di sua moglie per mano degli Harkonnen e tradisce gli Atreides per vendicarsi del barone. Nel romanzo Yueh agisce invece per salvare la moglie, credendola in ostaggio. Nel film si presume che Paul e sua madre non scoprano perché Yueh li ha traditi. Nel romanzo invece essi ricevono un messaggio di confessione da parte dello stesso Yueh.
- Nel film non si menziona minimamente il fatto che Jessica e Paul Atreides sono in parte discendenti degli Harkonnen, giacché il Barone è a suo malgrado padre di Jessica in quanto fu sedotto in passato da una Bene Gesserit che concepì Jessica, affinché la sorellanza seguitasse nella manipolazione genetica delle casate.
- L'omosessualità del Barone è allusa in alcune scene: lo smalto sui piedi, la violenza su uno schiavo effeminato e l'ammirazione verso suo nipote Feyd. Nel libro viene dichiarata apertamente: in una scena il barone ordina di drogare uno schiavo bello che aveva appena comprato, per divertirsi con lui.
- Benché Chani si specifichi figlia di Lyet, non viene specificato che Lyet è in realtà il dott. Keynes, ecologo imperiale nonché guida segreta del popolo di Dune.
- Il finale del film è privo della forte chiave politica presente invece nel libro di Herbert.
- Nel film viene omesso il problema dell'assuefazione al Melange.
[modifica] Note
- ^ a b Box Office di Dune secondo IMDB
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Dune dell'Internet Movie Database
- Il Mondo dei Doppiatori - Dune
- (EN) Dune e i retroscena
- (EN) Storia, curiosità e immagini del film
- (EN) Il film che non potrete mai vedere di Jodorowsky
- (EN) Ancora sul progetto di Jodorowsky
| David Lynch | |
|---|---|
| Film | Eraserhead (1977) · The Elephant Man (1980) · Dune (1984) · Velluto blu (1986) · I segreti di Twin Peaks (1990) · Cuore selvaggio (1990) · Fuoco cammina con me (1992) · Strade perdute (1997) · Una storia vera (1999) · Mulholland Dr. (2001) · INLAND EMPIRE (2006) |
| Serie TV | Twin Peaks (1990 - '91) · American Chronicles (1990) · On the Air (1992) · Hotel Room (1993) |
| Altri lavori | Short films (1966 - 1996) · Industrial Symphony No. 1 (1989) · The Angriest Dog in the World (1983 - 1992) · BlueBob (2001) · Rabbits (2002) · Darkened Room (2002) · Dumbland (2002) · Boat (2007) · Dynamic: 01 |
| Libri | Images (1994) · In acque profonde (2006) |
| Collaboratori frequenti | Angelo Badalamenti · Mary Sweeney · Jack Nance · Harry Dean Stanton · Scott Coffey · Freddie Jones · Michael J. Anderson · Laura Dern · Kyle MacLachlan · Grace Zabriskie |
| Progetto David Lynch · Progetto cinema · Progetto film · Portale cinema | |
| L'universo di Dune | |
|---|---|
| Il Ciclo di Dune di Frank Herbert: Dune - Messia di Dune - I figli di Dune - L'imperatore-dio di Dune - Gli eretici di Dune - La rifondazione di Dune | |
| Le Leggende di Dune di B. Herbert e K. J. Anderson: Dune: The Butlerian Jihad - Dune: The Machine Crusade - Dune: The Battle of Corrin | |
| Il Preludio a Dune di B. Herbert e K. J. Anderson: House Atreides - House Harkonnen - House Corrino | |
| Dune 7 di B. Herbert e K. J. Anderson: Hunters of Dune - Sandworms of Dune | |
| Il film Dune di David Lynch | Le serie TV: Dune il destino dell'universo - I figli di Dune | |
| Pianeti: Arrakis | Caladan | Giedi Primo | Ix | Kaitain | |
| Universo: Atreides | Bene Gesserit | Bene Tleilax | CHOAM | Corrino | Fremen | Gilda Spaziale | Harkonnen | Impero | Kwisatz Haderach | Landsraad | Melange | Sardaukar | Verme delle sabbie | |
| PORTΛLE FΛNTΛSCIENZΛ - Il bar al termine dell'universo | |

