Dune (film)

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Dune
Dune.png
Titolo originale Dune
Paese di produzione USA
Anno 1984
Durata 137 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere fantascienza
Regia David Lynch
Soggetto tratto dal romanzo Dune di Frank Herbert
Sceneggiatura David Lynch
Produttore Raffaella De Laurentiis
Produttore esecutivo Dino De Laurentiis
Fotografia Freddie Francis
Montaggio Anthony Gibbs
Effetti speciali Albert J. Whitlock, Barry Nolan, John Dykstra, Kit West; creature meccaniche di Carlo Rambaldi
Musiche Toto, Brian Eno
Scenografia Anthony Masters
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi
  • Candidatura all'Oscar 1985 per il "miglior sonoro".

Dune è un film di fantascienza del 1984 diretto da David Lynch, tratto dal romanzo omonimo di Frank Herbert.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anno 10191 l'umanità è diffusa tra le stelle e l'universo conosciuto è retto dal Landsraad, un sistema feudale in cui le grandi casate, che possiedono interi pianeti, sono in perenne lotta per il potere.

La trama inizialmente coinvolge quattro differenti pianeti.

Il giovane Paul ha seguito un duro addestramento, in quanto è l'unico figlio ed erede che il duca Leto Atreides, detto "Il Giusto", ha avuto dalla sua amata concubina Lady Jessica. Jessica è però parte di un segretissimo programma genetico della Sorellanza delle Bene Gesserit. Tale programma millenario mira ad ottenere, tramite una serie di incroci di sangue tra le casate, il Kwisatz Haderach, l'essere supremo che governerà l'universo. La nascita di Paul, non prevista, ha sconvolto i piani delle Bene Gesserit.

Il crudele Barone Vladimir Harkonnen, nemico giurato degli Atreides, ha progettato la completa estinzione dei suoi avversari attraverso un complotto ordito con la segreta complicità dell'imperatore Shaddam IV, il quale teme la crescente popolarità del duca Leto in seno al Landsraad a causa di un'arma creata appunto dagli Atreides.

L'imperatore dell'universo conosciuto, Padishah Shaddam IV, subisce notevoli pressioni da parte della Gilda spaziale. I mostruosi Navigatori della Gilda vengono mutati con il gas di Spezia per essere in grado di varcare lo spazio con il loro pensiero, per trasferire da un lato all'altro del cosmo le immense navi della Gilda. I Navigatori, parzialmente dotati di precognizione, intuiscono il pericolo costituito da Paul Atreides e vorrebbero fosse eliminato.

  • Pianeta Arrakis (Dune) - il solo luogo di estrazione della Spezia:

Gli Harkonnen hanno abbandonato il pianeta, che avevano spietatamente sfruttato per estrarre la preziosa Spezia, sostituiti dagli Atreides, loro avversari, per ordine imperiale. La trappola è tesa e la strage sarà inevitabile. Arrakis, pianeta desertico e inospitale, è popolato da un misterioso popolo, i Fremen, in grado di cavalcare i giganteschi vermi delle sabbie. I Fremen, che chiamano il loro pianeta Dune, hanno atteso a lungo la venuta di un Messia, il Mahdi, che li guidi, dopo secoli di persecuzioni, in una sanguinosa jihad alla conquista del pianeta e di tutto l'impero, dato che come ben sanno l'imperatore e la Gilda, "chi controlla la Spezia, controlla l'universo."

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il logo del film.

Il romanzo Dune, il primo capitolo del ciclo omonimo scritto da Frank Herbert, vincitore del premio Hugo e del premio Nebula, era già all'epoca uno dei più celebri romanzi di fantascienza ed era stato spesso indicato tra i "libri impossibili" da trasporre sul grande schermo, non solo a causa della grande quantità di effetti speciali necessari (notevolmente più costosi prima del successivo perfezionamento delle tecniche digitali) ma anzitutto per la notevole complessità della trama e per il particolare stile narrativo utilizzato da Herbert nel suo romanzo, largamente basato su monologhi interiori e dotato di diversi piani di lettura, con un intreccio complesso che coinvolge un gran numero di personaggi differenti.

Nei vent'anni trascorsi dall'uscita del libro vi erano già stati vari tentativi di portare Dune sul grande schermo: tutti progetti regolarmente falliti, tra i quali quello più avanzato si doveva ad Alejandro Jodorowsky, il quale aveva coinvolto vari artisti in seguito famosi, da Chris Foss a Moebius a HR Giger, proponendo persino Salvador Dalí per il ruolo dell'Imperatore.

Fu il produttore Dino De Laurentiis ad affidare la regia al giovane David Lynch, che volle occuparsi anche della sceneggiatura collaborando con lo stesso Frank Herbert. Prima di allora Lynch - che era divenuto famoso pochi anni prima con The Elephant Man - non aveva mai girato un film di fantascienza. Aveva anzi rifiutato la regia de Il ritorno dello Jedi, terzo episodio della saga di Guerre stellari, ritenendo che l'opera fosse già troppo definita dal produttore George Lucas. Il giovane regista dunque non si era mai confrontato con una produzione dalle dimensioni faraoniche come quella per Dune: tre anni per studiare il look insieme allo scenografo Anthony Masters (2001: Odissea nello spazio); un anno di lavorazione negli studios di Città del Messico con quattro troupe diverse in 75 set con oltre 600 persone; 6 mesi per riprese con gli attori e 6 mesi di post-produzione per gli effetti speciali.

Il budget per la produzione del film, di circa 38 milioni di dollari, venne sforato di una cifra variabile tra i 4 a 7 milioni, portando il costo finale da 40[2] a 45 milioni di dollari a seconda delle stime:[3] Dune è stata così considerata una delle produzioni di fantascienza più spettacolari e dispendiose della storia del cinema per molti anni.

Scenografie ed effetti speciali[modifica | modifica wikitesto]

I costumi e le scenografie di Dune furono minuziosamente curati in quanto Lynch concepiva le scene come quadri viventi: ogni pianeta ed ogni casata furono accuratamente studiati e resi con scenografie, costumi, luci e fotografia differenti, grazie anche all'apporto del direttore della fotografia due volte premio Oscar Freddie Francis.[4]

Come per gli altri film di fantascienza prima dell'avvento del digitale, la maggior parte del set, dalle astronavi ai grandiosi palazzi, fu costruito materialmente usando modelli in scala ridotta o reale e sfruttando infine il montaggio per celare errori e imperfezioni. Lynch pretese la costruzione di enormi scenografie, spesso in scala naturale (per questo tornò utile l'esperienza del modellista Kit West,[5] costruttore di astronavi nei film di Guerre stellari[6]). Per dare vita ai titanici vermi delle sabbie e agli inquietanti Navigatori della Gilda spaziale fu chiamato Carlo Rambaldi, il massimo esperto di creature meccaniche nonché "padre" di E.T. l'Extra-Terrestre.

La scenografia e i costumi sono volutamente caratterizzati da un eclettismo ottocentesco, apparentemente in conflitto con la collocazione tardo futuribile. Come è noto ai suoi lettori, nell'universo di Dune, conservativo e feudale, regna un comportamento antiscientifico da cui consegue una tecnologia volutamente arretrata. In apparente controtendenza con la filmografia fantastica anni ottanta, con luci ed effetti pirotecnici, ricorrono memorie dell'ambientazione dei racconti di Jules Verne, della filmografia storica mitologica degli anni sessanta e della fantascienza degli anni cinquanta.[4]

L'immagine della Casa Atreides, stirpe dalle antiche ed onorate tradizioni militari[7], con il loro pianeta d'acque Caladan, è caratterizzata da un singolare stile post-barocco, tra Ludwig di Baviera e il modernismo. Il mondo degli Harkonnen, crudeli e terribili, è caratterizzato dalle atmosfere algide e le cupe scenografie del loro oscuro e inquinato pianeta, Giedi Primo.[4]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

La scelta iniziale del cast, di primo piano, fu fatta dallo stesso Dino De Laurentiis con la figlia Raffaella, produttrice del film,[8] e includeva Freddie Jones (The Elephant Man) nella parte del mentat Thufir Hawat, José Ferrer (Cyrano de Bergerac) come imperatore Padishah e Max Von Sydow (L'esorcista) nella parte del dott. Liet-Kynes, il planetologo imperiale. Il ruolo femminile di Chani è interpretato da Sean Young, già celebre per Blade Runner.

Gli altri ruoli furono coperti con maggiori difficoltà: Brad Dourif dopo qualche riluttanza fu convinto a interpretare Piter DeVries, il mentat malvagio; al tedesco Jürgen Prochnow - distintosi con il bellico U-Boot 96 - venne assegnata la parte del Duca Leto il Giusto; la complessa parte di Lady Jessica, dopo vari ripensamenti, andò a Francesca Annis, già interprete di Lady MacBeth nella trasposizione di Roman Polanski. Feyd-Rautha, l'ambiguo e spietato pupillo del barone Vladimir Harkonnen (Kenneth McMillan), fu interpretato dalla rock star Sting (all'epoca leader della band The Police). Inizialmente era stato proprio Sting uno dei candidati per la parte principale, quella di Paul Atreides/Muad'dib.

Per la parte del protagonista furono visionati oltre cento nastri di attori, conosciuti e non, prima di arrivare alla scelta di Kyle MacLachlan, allora adolescente. L'allora sconosciuto MacLachlan, divenuto poi un attore-feticcio di Lynch per i suoi film successivi, era un autentico appassionato del libro di Herbert e si dimostrò adatto alla complessa parte di Paul,[8] giovane rampollo tormentato da sogni e visioni mistiche, che matura e diventa il capo e il messia dei Fremen.

Tra i numerosi altri personaggi che hanno parte nella vicenda da segnalare Gurney Halleck, il maestro delle armi di Paul, interpretato dall'attore shakespeariano Patrick Stewart (rimasto poi celebre per un altro ruolo fantascientifico, quello del capitano Jean Luc Picard nella serie tv Star Trek: The Next Generation) e la Shadout Mapes (Linda Hunt). L'attrice italiana Silvana Mangano, moglie di De Laurentiis, impersonando la Reverenda Madre Ramallo delle Bene Gesserit, presta in questo film la sua penultima interpretazione.

Da sottolineare che gli intimi pensieri dei personaggi vengono resi attraverso una voce fuori campo, scelta molto discussa, dato che molti "puristi" tra critici e cineasti ritengono che tale funzione dovrebbe essere svolta dai dialoghi.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dune (colonna sonora).

La colonna sonora, oltre ai pezzi originali composti dalla rock band dei Toto, comprende anche brani tratti da Beethoven, Mahler, Šostakovič e Cherubini, eseguiti dall'Orchestra Filarmonica di Vienna. La musica sinfonica e il rock, gli strumenti tradizionali e i sintetizzatori si fondono in un insieme armonico di antico e nuovo.

L'album, registrato nel dicembre del 1984, fu ristampato nel 1997 con l'inserimento di alcuni brani inediti. La band dei Toto è accompagnata dalla Wiener Symphoniker e dal Viener Volksoper Choir, diretto da Marty Paich, padre del tastierista del gruppo David Paich.

Il film ricevette la candidatura all'Oscar 1985 per il "miglior sonoro".

Accoglienza e critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film, che aveva suscitato una forte attesa per la popolarità dei libri di Herbert, alla sua uscita fu oggetto di numerose critiche e ottenne un successo commerciale assai inferiore alle aspettative. Costato circa 40[2]-45[3] milioni di dollari, ne recuperò soltanto 31 negli Stati Uniti[2][9] e riuscì all'incirca a recuperare il costo di produzione grazie agli incassi nel resto del mondo.[3] In Europa, dove il film godette di maggior successo, rimase per numerose settimane in cima alle classifiche del botteghino. Malgrado le pesanti critiche alla sua uscita,[10] il film è divenuto un cult del cinema di fantascienza[11] e ha recuperato abbondanti guadagni nel mercato dell'home video.

Per quanto lo scrittore Frank Herbert, prima della sua morte nel 1986, abbia affermato di essere pienamente soddisfatto della rappresentazione fatta da Lynch del suo universo,[11] la trama del film effettivamente risultava complessa e talvolta oscura (specie per chi non aveva letto il romanzo), e questo malgrado gli sforzi del regista, che aveva scritto ben sei bozze diverse prima della sceneggiatura definitiva. La difficile comprensione deriva in parte dalla complessità insita nella storia originale, ma anche dai pesanti tagli che furono operati dalla produzione sulla versione finale della pellicola per contenerne la durata. Janet Maslin scrisse sul New York Times che "molti dei personaggi di Dune sono sensitivi, il che li mette nella posizione unica di essere in grado di capire ciò che accade nel film" e che "la trama di Dune è pericolosamente sovraccarica, come praticamente tutto ciò che lo riguarda".[10] Roger Ebert scrisse che "ci sono voluti a Dune circa nove minuti per spogliarmi completamente di ogni aspettativa" e che "questo film è un vero casino, una incomprensibile, brutta, non strutturata escursione inutile nei reami più oscuri di una delle sceneggiature più confuse di tutti i tempi."[12][11]

Benché la maggior parte dei critici fossero negativi nei confronti del film, lo scrittore e critico di fantascienza Harlan Ellison era all'epoca di parere diverso. Nel suo libro di critica cinematografica Harlan Ellison's Watching (1989) afferma che la produzione di 42 milioni dollari non riuscì perché ai critici furono negate all'ultimo minuto le proiezioni dopo diverse riprogrammazioni, una decisione dalla Universal che, secondo Ellison, fece in modo che la comunità cinematografica si sentisse nervosa e negativa nei riguardi di Dune prima ancora della sua uscita.[13] Ellison alla fine divenne uno dei pochi recensori positivi del film.

Il Morandini scrive che "Lynch ha fatto un film fantastico d'autore, farraginoso, squilibrato, qua e là enigmatico nello sviluppo della vicenda, talvolta geniale. Pittoresca galleria di personaggi. Memorabili i vermoni di Carlo Rambaldi e la fotografia di Freddie Francis"; e che il film fu "stracciato da quasi tutti i critici anglofobi e da molti europei."[14]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

Del film esistono numerose versioni diverse; sull'autentica lunghezza della pellicola[15] e sulle sue ipotetiche versioni "perdute" si sono peraltro diffuse varie dicerìe e leggende, tra cui quella di una misteriosa "versione integrale" di 5 o 6 ore che nessuno ha mai visto.[15] È possibile che tale diceria sia stata alimentata da alcune dichiarazioni dello stesso Herbert, il quale nell'introduzione del libro La strada per Dune, successiva al film, ha scritto: «Ho avuto la possibilità di influenzare alcune decisioni riguardo al film, anche se non sono stato capace di imporre la mia idea sul finale o sui tagli per la versione che sarebbe stata proiettata al cinema. Delle cinque ore originali del film, dalla sala di montaggio sono emersi soltanto i due quinti. Che cos'è stato tagliato?». In realtà è abbastanza normale che un film arrivi al momento del montaggio con svariate ore di girato, che viene selezionato proprio in quella fase.

Per contenerne la durata furono effettivamente tagliate molte scene e almeno un personaggio minore fu interamente eliminato (la moglie che Paul "eredita" da un Fremen da lui ucciso in duello). È a sua volta falsa la diceria che la versione di Dune distribuita nei cinema sarebbe derivata dalla "cannibalizzazione" di due film diversi (Dune e il suo seguito).

Nel Regno Unito all'uscita nelle sale nel 1984 il film venne tagliato di 37 secondi per ottenere una valutazione "PG", eliminando alcune scene truculente.[15] Tali scene furono reintegrate nella prima edizione per l'home video e nelle successive, che riportano una valutazione di "15".[15]

Anni dopo, rimontando alcune delle scene tagliate, fu messa assieme una versione estesa del film per la televisione statunitense, la cosiddetta "versione Allen Smithee", della durata di 189 minuti, ma tutt'altro che eccelsa nel montaggio, tanto da essere rinnegata dal regista stesso (il cui nome fu appunto sostituito con Allen Smithee, uno pseudonimo usato da vari registi). In tale versione venivano eliminate varie scene per aggiungerne altre inedite.[16] Tali modifiche portarono a una "Extended Edition" della durata di 176 minuti sensibilmente diversa dall'originale proiettato all'epoca nelle sale e poi distribuito su DVD.[16]

Una terza versione, "The Alternative Version" di 183 minuti, in cui la regia viene riaccreditata a David Lynch, presenta un prologo simile, benché non del tutto identico, a quello della "Extended Edition" e contiene tutte le scene significative che mancano nelle altre versioni.[16]

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Il doppiaggio è stato curato dal Gruppo Trenta, con la direzione di Renato Izzo su dialoghi di Alberto Piferi ed Elettra Caporello.

Rifacimenti e seguiti[modifica | modifica wikitesto]

Miniserie televisive[modifica | modifica wikitesto]

A quasi 20 anni dall'uscita del film, nel 2000 è stata tratta dal romanzo di Herbert una miniserie televisiva dal titolo Dune il destino dell'universo (Frank Herbert's Dune) che ambiva ad una maggiore aderenza al romanzo originale, grazie anche ad una durata complessiva di 273 minuti. Seppure con un budget assai più ridotto, questa miniserie appare a tratti un remake del film di Lynch, per la somiglianza di numerose scene e dialoghi. Tale miniserie ha avuto un seguito nel 2003 con I figli di Dune.

Differenze tra film e romanzo[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film gli Atreides hanno creato un'arma sonica segreta chiamata modulo estraniante, e questo sembra avere un peso determinante nello spostamento degli equilibri del Landsraad e della conseguente invasione di Arrakis. Il modulo estraniante è un elemento aggiunto nella sceneggiatura del film (nel romanzo di Herbert esiste invece la Prana Bindu, una tecnica complessa che sfocia nella filosofia[17]). Nel romanzo l'imperatore teme gli Atreides per la loro crescente popolarità in seno al Landsraad, per la loro giovane età e per il loro stile liberale, ma soprattutto poiché questi ultimi sono riusciti a sviluppare un esercito che, con l'andare del tempo, avrebbe potuto competere con i Sardaukar imperiali.
  • Nel film l'imperatore è rappresentato come una pedina della Gilda spaziale, che addirittura gli ordina l'uccisione di Paul. Nel libro la dipendenza dell'imperatore per i trasporti della Gilda appare più che altro una coincidenza d'interessi.
  • Nel film i navigatori mutati della Gilda utilizzano la Spezia per potersi spostare per telecinesi, mentre nel romanzo la droga permette il calcolo delle rotte interstellari.
  • Il pianeta Tleilax non è espressamente il luogo dove vengono addestrati i mentat in genere, come Hawat, bensì solo i degenerati, votati all'intrigo ed il complotto, come Piter De Vries.
  • Nel film è assente la figura spietata, secondaria ma non irrilevante, del Conte Fenring, intimo amico e consigliere dell'Imperatore, anch'egli facente parte del programma genetico delle Bene Gesserit cui appartiene sua moglie Margot.
  • Nel film si presume che Paul e sua madre non scoprano le ragioni del tradimento di Yueh ("Possa morire un milione di volte"). Nel romanzo essi ricevono una sua confessione scritta.
  • Hawat e Gurney ritengono il tradimento ordito da Jessica. Gurney nel romanzo tenterà di ucciderla. Hawat, cui è ordinato di uccidere Paul, opta per il suicidio.
  • Nel film non si menziona la discendenza Harkonnen di Jessica e Paul Atreides giacché il Barone è suo malgrado padre di Jessica, essendo stato sedotto da una Bene Gesserit che la concepì, per continuare il lavoro di manipolazione genetica delle casate. I lettori del romanzo potrebbero trovare una motivazione vendicativa nell'atto del Barone di sputare ad un'inerme Jessica sebbene nessuna fonte citi la conoscenza della sua paternità.
  • Il Barone è caratterizzato nel film in modo grottesco: sporco, sciatto nonché folle e crudele, ha segni che gli deturpano il viso simili a sifilomi. Nel romanzo si accenna ad una sua avvenenza giovanile scemata dalla crescente obesità, ed ha un temperamento lucido per quanto spietato.
  • L'omosessualità del Barone è allusa in alcune scene - lo smalto sui piedi, la violenza su uno schiavo effeminato e l'ammirazione verso suo nipote Feyd - mentre nel libro è esplicitata dal desiderio di fare Paul suo schiavo e dal modo in cui parla di uno schiavo recentemente acquistato. Successivamente, il despota scampa ad un assassinio ordito da Feyd, tramite lo stesso od un altro servitore. "Conosci benissimo i miei gusti" gli dice il Barone perdonandolo, in cambio di un pesante tributo. "Mi ricorderò di questa e di altre notti" pensa con rabbia il giovane.
  • I cittadini sotto l'egida degli Harkonnen sono rappresentati come provvisti di placca cranica metallica e valvola cardiaca cutanea, imposti dalla casta governante. Il Barone infatti uccide uno schiavo rimuovendogli quest'ultima. Nel romanzo non si accenna a tali costrizioni.
  • I guerrieri Sardaukar nel film sono provvisti di scafandro come se provenissero da un pianeta con atmosfera diversa. Duncan Idaho ne uccide infatti uno rompendogli il casco. Nel romanzo i Sardaukar sono comuni esseri umani. Parte del piano imperiale è l'invio di alcune legioni che indossano uniformi di Harkonnen. Paul si imbatte in alcuni infiltrati tra i contrabbandieri.
  • Benché Chani si dichiari "figlia di Liet", non viene specificato che egli sia il dott. Keynes, ecologo imperiale nonché guida segreta del popolo di Dune.
  • Nel film viene omesso il problema dell'assuefazione al Melange (è solo accennato il fatto che i Mentat devono bere il "succo di Sapho" che macchia loro le labbra).
  • Nel film ricorre un liquido nero cui il Barone si bagna prima di uccidere lo schiavo, e i cui fumi respira insieme a Feyd e Nefud cadendo in un'estasi euforica. Il romanzo parla di una droga chiamata semuta cui Nefud è dipendente ed il cui effetto è coadiuvato da un continuo suono stridulo simile a miagolio, chiamato musica da semuta.
  • Il finale del film è privo della forte chiave politica presente invece nel libro di Herbert.
  • Nell'incontro segreto tra il Navigatore della Gilda e l'Imperatore, si accenna a due pianeti, Ix e Richese, sede di industrie ad alta tecnologia - pur adeguandosi ai precetti anti-scientifici - dove vengono assemblate le navi da battaglia per l'attacco agli Atreides.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fabio Boccanera nell'edizione speciale
  2. ^ a b c Box Office di Dune secondo IMDB
  3. ^ a b c Richard Rayner, nell'articolo The movie that cost the earth (Time Out, November 15-21 1984, No.743, p.15-19), scrive che il budget originale era di 38 milioni e che fu sforato di una cifra variabile da 4 a 7 milioni; e che il costo sarebbe stato all'incirca recuperato considerando gli incassi in tutto il mondo.
  4. ^ a b c Antony Todd, Authorship and the Films of David Lynch: Aesthetic Receptions in Contemporary Hollywood, I.B.Tauris, 2012, p. 38-63, ISBN 978-1-84885-580-9.
  5. ^ http://www.cageyfilms.com/links/dune/dune-galleries/dune-gallery-1-3/
  6. ^ http://starwarsinterviews1.blogspot.it/2010/05/kit-west-interview-star-wars-raiders-of.html
  7. ^ Nei romanzi del figlio di Herbert, si parla di una discendenza con gli Atreidi dell'antica Grecia.
  8. ^ a b Raffaella De Laurentiis (produttrice), Kyle MacLachlan (Paul Atreides) e Harlan Ellison (sceneggiatore) discutono del casting e della recitazione di Dune. Dal documentario Impressions of Dune nel DVD di Dune di Sanctuary Visual Entertainment.
  9. ^ Dune (1984) - Box Office Mojo
  10. ^ a b http://www.nytimes.com/movie/review?res=9F06E2D71238F937A25751C1A962948260
  11. ^ a b c http://www.theatlantic.com/entertainment/archive/2014/03/the-messy-misunderstood-glory-of-david-lynchs-em-dune-em/284316/
  12. ^ http://www.rogerebert.com/reviews/dune-1984
  13. ^ "Dune: Its name is a Killing Word" ~ ErasingClouds.com Accesso 12 giugno 2010.
  14. ^ Dune in MYmovies, Mo-Net Srl.
  15. ^ a b c d Dune (1984) - Alternate versions
  16. ^ a b c Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Dune in Fantafilm. URL consultato il 5 ottobre 2014.
  17. ^ Dune, la miniserie e il romanzo ∂ Fantascienza.com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

L'universo di Dune Dune
Ciclo di Dune di Frank Herbert: Dune - Messia di Dune - I figli di Dune - L'imperatore-dio di Dune - Gli eretici di Dune - La rifondazione di Dune
Legends of Dune di B. Herbert e K. J. Anderson: Dune: The Butlerian Jihad - Dune: The Machine Crusade - Dune: The Battle of Corrin
Preludio a Dune di B. Herbert e K. J. Anderson: House Atreides - House Harkonnen - House Corrino
Dune 7 di B. Herbert e K. J. Anderson: Hunters of Dune - Sandworms of Dune
Il film Dune di David Lynch | Le serie TV: Dune - Il destino dell'universo - I figli di Dune | Il documentario Jodorowsky's Dune
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