Deepwater Horizon

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Immagine dell'incendio ripresa il 21 aprile 2010

La Deepwater Horizon era un piattaforma semisommergibile di perforazione di proprietà della Transocean, una società di servizi per il mondo petrolifero, sotto contratto con la compagnia inglese British Petroleum.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente il progetto e la costruzione della Deepwater Horizon venne commissionato alla Hyundai Heavy Industries, dalla R&D Falcon. La costruzione cominciò nel dicembre del 1998 e la piattaforma venne consegnata nel 2001 alla Transocean, che nel frattempo aveva assorbito l'R&D Falcon.

La Deepwater Horizon venne realizzata sulla base della sua progenitrice Deepwater Nautilis, meno evoluta perché non capace di operare in posizionamento dinamico. Questa capacità è necessaria per poter operare nelle acque burrascose del Golfo del Messico, l'area dove sarebbe stata maggiormente impiegata. Sin dal suo arrivo in quella zona, la piattaforma era sotto contratto per le attività esplorative della British Petroleum.

Le principali attività della Deepwater Horizon furono nei campi petroliferi Atlantis e Thunder Horse dove vennero perforati dei pozzi di produzione. Inoltre tra i lavori di rilievo ci sono da segnalare i pozzi di esplorazione nel campo Kaskida, realizzati nel 2006 e quelli nel campo Tiber nel 2009.

Il 2 settembre 2009 la Deepwater Horizon terminò la perforazione di un pozzo nel campo Tiber, realizzando il più profondo pozzo di gas e petrolio mai perforato. La profondità misurata sulla verticale del pozzo è di 10680 metri per una lunghezza complessiva di 10685 metri poiché la traiettoria della trivella durante la perforazione era leggermente curvilinea. Durante questa operazione la distanza tra la linea di galleggiamento della piattaforma e il fondale era di 1259 metri.

Mappa di localizzazione: Stati Uniti d'America
Deepwater Horizon
Posizione della piattaforma

L'incidente[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon.

Deve la sua fama all'incidente del 20 aprile 2010, quando durante le fasi finali di realizzazione di un pozzo nelle acque profonde del Golfo del Messico (28°44′12″N 88°23′13″W / 28.736667°N 88.386944°W28.736667; -88.386944), [1] si è verificata un'esplosione che ha provocato un incendio ed innescato un'immensa fuoruscita di idrocarburi dal fondale marino[2], che ha portato a gravissime conseguenze ambientali nel Golfo del Messico, particolarmente per le coste della Louisiana.

In seguito all'esplosione, 115 dei 126 uomini a bordo sono riusciti ad evacuare l'impianto (17 di loro hanno riportato ferite) mentre 11 (contati come dispersi e non più ritrovati, nonostante tre giorni di pattugliamento dell'area, da parte della guardia costiera[3]) sono deceduti.

Nonostante gli sforzi profusi dei soccorritori per spegnere l'incendio, è risultato impossibile domare le fiamme e il 22 aprile 2010 la struttura della Deepwater Horizon è collassata mentre una seconda esplosione[4] ne ha causato l'affondamento. La piattaforma giace ora a circa 400 metri di profondità.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Approssimativamente il pozzo in perforazione era a 41 miglia dal delta del Mississippi e a 52 miglia a sud est della comunità di Venice (Luisiana), entro il permesso esplorativo denominato Mississippi Canyon block 252
  2. ^ Who will be held responsible for Deepwater Horizon? Oil & Gas Financial Journal 4 maggio 2010
  3. ^ Update 6: Coast Guard suspends search for 11 missing crew members from Deepwater Horizon
  4. ^ Update 5: Search and rescue continues

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