Debris flow

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I debris flow o colate detritiche torrentizie sono un processo naturale che consiste nel trasporto di materiale solido da parte di un fluido in ambiente montano.

I debris flow sono colate con elevata concentrazione di materiale detritico, che si muovono verso valle con velocità variabili da pochi cm/s sino a 25 m/s (Sassa, 1987). Il materiale trasportato ha granulometria molto variabile ed un singolo fenomeno si manifesta frequentemente con ondate successive (pulsazioni) dovute a temporanee ostruzioni del canale di trasporto. Le colate detritiche sono fenomeni diffusi nella maggior parte delle fasce climatiche, dalle regioni desertiche a quelle alpine e rivestono una notevole importanza sia per la loro influenza sull’evoluzione morfologica del bacini idrografici nei quali avvengono, sia per il rischio potenziale che determinano sui conoidi alluvionali, a causa della loro elevata capacità distruttiva. In tali aree, aumenti improvvisi di disponibilità idrica, dovuti comunemente a piogge intense o alla rapida fusione di nevai, possono provocare, con lo scorrimento dell’acqua lungo i pendii, la mobilitazione di ingenti quantità di detrito che vengono incorporate in un debris flow.

Le colate detritiche consistono in miscugli di materiale fine (sabbia, limo e argilla) e grossolano (ghiaia e massi), contenenti una quantità variabile di acqua, cui si associano spesso tronchi d’albero ed altri detriti vegetali. Si forma così una massa fangosa in sospensione acquosa che si propaga lungo le aste torrentizie come un unico corpo, senza separazione tra la fase solida e quella liquida. Si tratta quindi di un fluido non newtoniano caratterizzato da una variazione della resistenza alla deformazione non linearmente proporzionale alla velocità di deformazione angolare. Ciò determina l’elevatissima capacità erosiva propria di questi fenomeni. Inoltre, i moti convettivi che si sviluppano all'interno della massa tengono in superficie i massi di maggiori dimensioni o i tronchi d’albero raccolti lungo il percorso e che vengono a concentrarsi sulla sommità del deposito, formando dei gradienti inversi di distribuzione granulometrica.

Il movimento avviene per impulsi successivi con velocità variabili, anche piuttosto elevate (talora oltre i 10 m/s) ed è per questa ragione che tali fenomeni, in analogia con le colate laviche, prendono anche il nome di lave torrentizie.

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