Jökulhlaup
Il termine jökulhlaup (in lingua islandese) originariamente si riferiva all'inondazione conseguente a un'eruzione vulcanica posta sotto un ghiacciaio. Quest'ultimo inizia a fondere a causa del calore prodotto dall'eruzione e forma un lago intrappolato sotto il rimanente cappello di ghiaccio. Quando il ghiaccio collassa, l'acqua rompe la barriera e fluisce in modo estremamente rapido dando luogo a una più o meno disastrosa alluvione del territorio adiacente alla montagna. In inglese il termine si traduce in glacier run ("inondazione glaciale") ed è un tipo di lahar.
Lo United States Geological Survey, nei bollettini informativi, per definire il fenomeno utilizza la parola islandese. Non è un caso che il termine inglese venga dall'islandese, come ben sanno coloro che spesso, nel sud dell'Islanda, sono stati vittime di tali catastrofi. È il caso del vulcano sotto il lago Grímsvötn, situato nel ghiacciaio del Vatnajökull. Durante l'eruzione avvenuta nel 1996, il ghiaccio si fuse e il fiume Skeiðará inondò il territorio del Parco nazionale Skaftafell. Si fusero 45.000 m3/s di ghiaccio, distruggendo parte della Hringvegur (strada n° 1). Dopo l'alluvione furono osservati, presso le rive del fiume, iceberg alti fino a 10 m.
Il termine viene ora utilizzato anche per indicare le grandi inondazioni avvenute durante le ultime glaciazioni, quando si rompevano le dighe naturali, fatte di ghiaccio o materiale di sedimentazione, formatesi in qualche restringimento sul corso di un ghiacciaio. L'improvvisa rottura della diga, per collasso naturale dovuto all'eccessiva spinta dell'acqua accumulata o in seguito ad un aumento di temperatura che fondeva il tappo di ghiaccio, provocava la liberazione improvvisa di enormi quantitativi di acqua che si riversano nelle vallate con effetti disastrosi.[1][2][3][4] In qualche caso sono ancora evidenti i segni di queste inondazioni, come in Scandinavia in seguito all'ultima glaciazione.[5]
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Beaney, C. L. and Shaw, J., (2000). The subglacial geomorphology of southeast Alberta: evidence for subglacial meltwater erosion. Can. J. Earth Sci., 37:51-61.
- Björnsson, H., (2002). Subglacial lakes and jökulhlaups in Iceland. Global and Planetary Change, 35:255–271.
- Alley, R.B., Dupont, T.K., Parizek, B.R., Anandakrishnan, S., Lawson, D.E., Larson, G.J. and Evenson, E.B., (2005). Outburst flooding and the initiation of ice-stream surges in response to climatic cooling: A hypothesis. Geomorphology, 75: 76-89.
- Erlingsson, U., (1994). The ‘Captured Ice Shelf’ hypothesis and its applicability to the Weichselian glaciation. Geogr. Ann., 76A (1–2): 1–12.
- Erlingsson, U., (2008). A jökulhlaup from a Laurentian captured ice shelf to the Gulf of Mexico could have caused the Bølling warming. Geogr. Ann., 90 A (2): 125-140.
- Shaw, J., (1983). Drumlin formation related to inverted melt-water erosional marks. J. Glaciol., 29:461–479.