De minimis non curat praetor

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De minimis non curat praetor è una locuzione della lingua latina che tradotta significa il pretore non si occupa di cose di poca importanza o di poco conto (letteralmente: il pretore non si occupa di cose piccolissime).

Ha anche il senso che l'ordinamento giuridico non prende in considerazione aspetti considerati irrilevanti, anche quando il limite minimo non è espressamente indicato da nessuna norma positiva. Ad esempio è universalmente ammesso che una coincidenza di meno di otto battute in musica non costituisce plagio e che nel mondo televisivo un filmato di meno di 120 secondi non è violazione di diritti anche se tali limiti non compaiono in nessuna legge. L'Unione europea ha utilizzato lo stesso termine de minimis per indicare gli aiuti di stato di piccolissima entità che non devono essere sottoposti al vaglio comunitario, ma ne ha fissato legislativamente il valore. [1]

Il principio de minimis rileva in diritto a proposito della competenza per valore. Sotto un certo livello le cause in Italia non erano di competenza del pretore (ora del Tribunale) ma del giudice conciliatore (ora del Giudice di Pace).

In senso figurato, indica il fatto che colui che ricopre alte cariche non si occupa delle inezie. Il detto può essere usato anche per evidenziare sarcasticamente la negligenza di qualche superiore che, oltre le cose piccole, non cura nemmeno le grandi. È stata usata anche in una celebre gag da parte di Totò.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione Europea del 15 dicembre 2006 stabilisce che la normativa inerenti agli aiuti di Stato non si applica agli aiuti di importanza minore qualificati, appunto de minimis.