Cinadone

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Le rovine della polis di Sparta e, sullo sfondo, la città moderna.

Cinadone (in greco antico Κυνάδων, traslitterato in Kýnadon; Sparta, fine V secolo a.C.Sparta, dopo il 397 a.C.) è stato un rivoluzionario spartano, promotore di una congiura ordita dai vari gruppi sociali esclusi dalla cittadinanza spartana (Iloti, Perieci, Neodamodi e Inferiori) volta a rivoluzionare l'ordinamento spartano; essa fu però sventata e i suoi membri furono arrestati.

Congiura di Cinadone[modifica | modifica wikitesto]

Preparativi per la rivolta[modifica | modifica wikitesto]

Un giorno, quando non era ancora passato un anno dall'incoronazione del re Agesilao II, Cinadone chiamò un suo amico nell'agorà di Sparta e, mostrandogli l'agorà gremita di Spartiati e di uno dei due re, suggerì allo stesso amico - di cui Senofonte non riporta il nome - l'idea che i re, gli efori e i geronti presenti nella piazza (una quarantina di persone) fossero loro nemici e che tutti gli altri abitanti di Sparta e delle zone limitrofe esclusi dalla cittadinanza, più di 4000 persone, sarebbero stati al loro fianco nella rivolta.[1]

Tuttavia questo amico, per scrupoli probabilmente religiosi, si rivolse agli Efori, raccontando loro ciò che Cinadone gli aveva confidato.[2]

Scoperta e punizione dei rivoltosi[modifica | modifica wikitesto]

Gli Efori, venuti a conoscenza del fatto, finsero di inviare Cinadone a catturare alcuni cittadini di Aulone e alcuni Iloti e di inviarlo anche a catturare una donna bellissima, che portava scompiglio in quelle stesse zone. Cinadone chiese agli Efori un corpo di guardia ed essi ordinarono agli Ippagreti, coloro che dovevano selezionare i soldati da inviare con lui, di scegliere uomini ben precisi, già preparati dagli Efori all'arresto di Cinadone.[3]

Il gruppo partì, seguito da carri che ufficialmente avevano lo scopo di portare i prigionieri auloniti a Sparta, ma quando giunsero ad Aulone il corpo di guardia svelò la propria identità, arrestò Cinadone e lo condusse a Sparta, dove gli Efori lo interrogarono e lui rivelò i piani della congiura e i nomi degli altri congiurati. Senofonte riferisce che Cinadone e i suoi complici furono condannati a girare attorno all'agorà in catene, ma non si sa cosa successe di loro dopo questo fatto.[4]

Interpretazione dell'evento[modifica | modifica wikitesto]

L'episodio è fondamentale per la conoscenza del funzionamento interno della società spartana: prima di tutto il ruolo dei re di Sparta è assolutamente minoritario rispetto a quello degli Efori, che appaiono i veri capi di stato a Sparta; dobbiamo inoltre a questo brano la nostra conoscenza di quella che viene chiamata la piccola assemblea, la gerusia; è tra l'altro l'unico brano in cui vengono citati gli Inferiori, cioè la classe sociale formata dagli Spartiati che per motivi economici non possono fornire la quota necessaria per i sissizi e quindi vengono declassati.[2]

Un altro elemento importante è la motivazione della congiura: Cinadone dice di aver cercato di ribellarsi all'ordinamento spartano "per non essere inferiore a nessuno a Sparta"[4] e questo dimostra che tra gli Spartani ognuno voleva essere uguale agli altri, mai superiore. Per questo motivo a Sparta non ci furono per lungo tempo episodi di tirannide.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Senofonte, III, 3, 4-7.
  2. ^ a b c Orsi.
  3. ^ Senofonte, III, 3, 8-11.
  4. ^ a b Senofonte, III, 3, 11.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti secondarie

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