Cimitero monumentale di Busto Arsizio

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Coordinate: 45°36′33.03″N 8°49′44.31″E / 45.609174°N 8.828974°E45.609174; 8.828974

1leftarrow.pngVoce principale: Busto Arsizio.

Cimitero monumentale di Busto Arsizio
Ingresso principale
Ingresso principale
Tipo Civile
Confessione religiosa Mista
Stato attuale In uso
Ubicazione
Stato Italia Italia
Città Busto Arsizio
Costruzione
Data apertura 1894
Ingegnere Ercole Seves

Il cimitero monumentale di Busto Arsizio è uno dei tre attuali cimiteri della città, oltre a quelli di Borsano e di Sacconago. È situato all'inizio di via Favana, strada che prende il nome da una cascina che si trova sul suo percorso.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Progetto della cappella funeraria per famiglia Solbiati, presso il cimitero di Busto Arsizio. Matita su lucido realizzato da Ambrogio Fossati nel 1935.

Alla fine del XIX secolo, il campo santo precedente, situato appena fuori dai confini dell'antico borgo (in prossimità della chiesa di San Gregorio in Camposanto), divenne troppo piccolo, nonostante l'ampliamento del 1825. Si rese pertanto necessaria la costruzione di un nuovo cimitero per la città di Busto Arsizio.

L'attuale cimitero monumentale fu progettato dall'ingegner Ercole Seves[1] sul modello del cimitero di Milano di Carlo Maciachini. Venne edificato in un luogo allora lontano dall'abitato, all'incrocio tra la via per Lonate e la via Corbetta. Fu inaugurato nel 1894.

Circa trent'anni dopo si rese necessario il primo ampliamento, progettato dall'architetto Franco Poggi: la superficie quasi raddoppiò. L'area cosiddetta dei patii è stata progettata dall'architetto Luigi Ciapparella negli anni settanta del secolo scorso. Il completamento di tale ampliamento è previsto a breve.[2]

Nel frattempo anche la città è cresciuta e il nuovo quartiere sorto intorno alla chiesa di Santa Maria Regina ha circondato l'area cimiteriale. Per tale ragione, non sono possibili ulteriori ampliamenti.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Il cimitero monumentale è un vero e proprio museo dell'architettura e della scultura del XX secolo. Tra le opere più interessanti dal punto di vista artistico si possono annoverare il mausoleo Ottolini progettato dall'architetto marnatese Camillo Crespi Balbi per la famiglia proprietaria del cotonificio Bustese, la piramide Tosi-Xeconti (oggi Comerio) di Amedeo Fontana e l'edicola Radice (1919) dell'architetto teramano Silvio Gambini.

La valenza artistica del patrimonio custodito tra le mura del cimitero è stata anche messa in evidenza attraverso una mostra fotografico–didattica dal titolo "Storia & Arte nei cimiteri di Busto Arsizio", curata da Gian Franco Ferrario ed allestita a Palazzo Marliani-Cicogna nei mesi di febbraio e marzo del 2008.[3]

Sepoltura dei bambini non nati[modifica | modifica sorgente]

Tombe dei bambini non nati

Busto Arsizio è stato il primo comune lombardo[4] e il secondo in Italia dopo Novara[5] nel quale è stato applicato il D.P.R. 10/09/1990 n. 285[6] sulla sepoltura dei bambini non nati -oggi sono 60-,[7] che in mancanza di esplicite richieste sarebbero smaltiti insieme ai rifiuti ospedalieri.[8] L'associazione "Difendere la vita con Maria", che a Busto Arsizio ha avuto la sua prima sede a livello nazionale,[9] è presente in 13 regioni italiane[10] e si fa carico di tutti i costi.[8]

I primi sette funerali vennero celebrati dall'allora decano monsignor Claudio Livetti il 29 settembre del 2000 insieme a don Maurizio Gagliardini, presidente dell'associazione.[11]

Da quel momento, ogni ultimo venerdì del mese vengono seppelliti, attraverso un'inumazione collettiva,[12] i feti abortiti in modo spontaneo o volontario.[13] I bambini non nati sono sepolti nel campo 21,[14] sul retro della chiesa posta al centro della zona vecchia del cimitero.[15]

Altre iniziative[modifica | modifica sorgente]

Dal 30 ottobre 2009 è in funzione, vicino all'ufficio del custode, un totem informatico per rintracciare le tombe di parenti e conoscenti.[16]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cimitero monumentale. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  2. ^ Busto, l'indignazione di Ciapparella «Al cimitero uno scempio continuo». URL consultato il 20 gennaio 2013.
  3. ^ Storia e arte dei cimiteri cittadini in mostra a Palazzo Cicogna. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  4. ^ Il giardino degli angeli accoglie i bimbi non nati. URL consultato il 7 maggio 2013.
  5. ^ Difendere la vita con Maria. URL consultato il 7 maggio 2013.
  6. ^ Aborto: le loro vittime devono rimanere senza sepoltura. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  7. ^ Bambini non nati. La sepoltura è gesto di civiltà. URL consultato il 23 novembre 2013.
  8. ^ a b Piergiorgio Liverani, L'ultima pietà in Sì alla vita, Roma, Giorgio La Pira, maggio 2012.
  9. ^ Funerale per i "bimbi mai nati": anche Legnano ci sta pensando. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  10. ^ Bambini non nati, in 12 anni 52 mila sepolture in Italia. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  11. ^ Il funerale dei non nati. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  12. ^ Nei «giardini degli angeli» un’Italia più civile. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  13. ^ I funerali ai bimbi mai nati è un gesto di rispetto e di carità cristiana. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  14. ^ Ultimo addio ai bimbi mai nati. URL consultato il 31 gennaio 2013.
  15. ^ Gallerie Fotografiche. Il cimitero dei bambini mai nati a Busto. URL consultato il 31 gennaio 2013.
  16. ^ A Busto Cimitero col navigatore. URL consultato il 14 gennaio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]