Chiesa di San Lorenzo al Ponte
Coordinate: 43°28′03.29″N 11°02′42.98″E / 43.4675806°N 11.0452722°E
| Chiesa di San Lorenzo al Ponte | |
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Esterno |
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| Paese | |
| Regione | |
| Località | San Gimignano |
| Religione | Cattolica |
| Diocesi | Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino |
| Completamento | 1240 |
La chiesa di San Lorenzo al Ponte si trova a San Gimignano, in provincia di Siena, arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino.
Deriva il suo nome dall'esser situata nei pressi del luogo dove un tempo si trovava un ponte levatoio che permetteva il collegamento tra la strada che conduce in Piazza della Cisterna e l'antico castello del vescovo[1].
Indice |
[modifica] Storia
Sul luogo dove ora sorge la chiesa di San Lorenzo sorgeva originariamente un'altra chiesa dedicata a Santa Lucia che viene citata in due bolle pontificie inviate rispettivamente da papa Lucio III il 29 gennaio 1183[2] e da papa Onorio III il 3 agosto 1220[3] ed entrambe destinate alla Collegiata di San Gimignano; nelle due missive la chiesa di Santa Lucia veniva dichiarata di pertinenza della Collegiata.
Il nuovo edificio, realizzato a spese del comune sangimignanese, venne edificato nel 1240[4]; il comune mantenne la competenza per la manutenzione e per l'amministrazione dei beni della chiesa come riportato negli Statuti del 1255[5].
Nonostante che nel patrimonio della chiesa fossero confluiti i beni di altre due chiese soppresse (le chiese di San Michele e di Santa Maria Maddalena[4]) nel corso del XIV e del XV secolo la situazione economica non fu solidissima[4][6][7]. Secondo un'iscrizione datata 1411, a quel tempo doveva già esser stato costruito il portico posto nel fianco orientale e nel 1413 il rettore della chiesa Niccolò Salvucci commissionò a
Cenni di Francesco di ser Cenni la realizzazioni degli affreschi[4]. La situazione economica precipitò ancora tanto che il 30 settembre 1435 il papa Eugenio IV soppresse la parrocchia e la unì al vicino convento domenicano[4]. Prima del 15 agosto 1471 la chiesa divenne la cappella di una Congregazione e il 28 dicembre 1483 venne beneficiata da un testamento[4].
Nel 1561 il portico laterale venne chiuso e trasformato in oratorio e la chiesa nel 1677 venne prima interdetta al culto e in seguito trasformata in frantoio e tinaia di proprietà privata[8].
Nel 1917 il portico venne restaurato e nel 1929 la chiesa venne prima restaurata con pesanti integrazioni[4] e il 12 aprile 1931 venne riaperta al culto[4].
[modifica] Architettura e patrimonio artistico
La chiesa presenta una pianta ad aula unica rettangolare coperta a tetto e voltata nel presbiterio. Il paramento murario è stato realizzato mediante l'uso quasi esclusivo del mattone.
[modifica] Esterno
Appartengono all'originaria facciata il paramento murario inferiore realizzato con calcare cavernoso ed il portale con arco a sbarra databile alla metà del XIII secolo[4]; la tettoia, la bifora, il coronamento e il campanile a vela sono frutto dei numerosi ripristini diretti da Peleo Bacci nel terzo decennio del Novecento.
[modifica] Interno
L'interno, a navata unica, conserva diffuse decorazioni ad affresco realizzate da Cenni di Francesco di ser Cenni. Di grande interesse è la Madonna in Gloria sulla parete destra del loggiato, il cui volto viene attribuito al giovane Simone Martini: il resto della figura è dovuto invece ad un restauro successivo realizzato da Cenni di Francesco nel 1413.
[modifica] Note
- ^ AA.VV. , Chiese medievali della valdelsa, op. cit., pag.175
- ^ Storia della terra di san Gimignano, op. cit., pag.398
- ^ Schneider 1907, op. cit., pag.74 n. 218
- ^ a b c d e f g h i AA.VV. , Chiese medievali della valdelsa, op. cit., pag.1756
- ^ Storia della terra di san Gimignano, op. cit., pag.738
- ^ Giachi 1786, op. cit., pag.585
- ^ Nel 1314 la rendita agraria ammontava a 8 moggia e 10 staia di grano. Nel 1356 l'imponibile ammontava a solo 6 lire. Tra il 1375 e il 1419 il reddito era sceso a 5 moggia di grano. Fiumi 1961, op. cit., pag. 220
- ^ Storia della terra di san Gimignano, op. cit., pag.552
[modifica] Bibliografia
- Anton Filippo Giachi, Saggio di ricerche storiche sopra lo stato antico e moderno di Volterra dalla sua origine fino ai giorni nostri, Firenze, Tipografia Pellegrini, 1786.
- Emanuele Repetti, Dizionario geografico, fisico, storico del Granducato di Toscana, Firenze, 1833-1846.
- Luigi Pecori, Storia della terra di San Gimignano, Firenze, Tipografia Galileiana, 1853.
- Fedor Schneider, Regestum volaterranum: Regesten der Urkunden von Volterra (778-1303), Roma, E. Loescher & Co., 1907.
- Alessandro Lisini, Inventario delle pergamene conservate nel Dipolmatico dall'anno 736 all'anno 1250, Siena, Lazzeri, 1908.
- Enrico Fiumi, Storia economica e sociale di San Gimignano, Firenze, Olschki editore, 1961.
- Italo Moretti; Renato Stopani, Chiese romaniche in Valdelsa, Firenze, Salimbeni, 1968.
- Jole Vichi Imberciadori, San Gimignano dalle belle torri, San Gimignano, Boldrini.
- AA. VV., Chiese medievali della Valdelsa. I territori della via Francigena tra Siena e San Gimignano, Empoli, Editori dell'Acero, 1996. ISBN 88-86975-08-2
- AA. VV., Il Chianti e la Valdelsa senese, Milano, Mondadori, 1999. ISBN 88-04-46794-0
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