Charles Alphonse Du Fresnoy

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Charles Alphonse Du Fresnoy (Parigi, 1611Villiers-le-Bel, 16 gennaio 1668) è stato un pittore e scrittore francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di un farmacista, sembrò destinato alla professione medica, e difatti venne educato allo studio del latino e del greco, ma evidenziando una grande propensione per l'arte, gli venne concesso di impararne i primi rudimenti sotto la guida dei maestri François Perrier e Simon Vouet.[1]

Appena ventenne si trasferì a Roma, dove si specializzò in disegni di architetture, studiando soprattutto Raffaello. Ma la sua carriera ebbe la vera svolta dopo un soggiorno veneziano, durante il quale Du Fresnoy venne a contatto con i maestri veneti del Cinquecento, grazie ai quali si convertì al colore e abbandonò la sua dipendenza nei confronti di Poussin.

Conseguente di questa sua nuova concezione dell'arte, il trattato De arte graphica, redatto dopo il 1641 e impreziosito dalla note del teorico Rogers de Piles, nel quale l'autore voleva dimostrare la superiorità dei veneti rispetto a Raffaello e di Rubens nei riguardi di tutti.

Nel suo trattato si allontanò dall'idea univoca della bellezza, per dimostrare che proprio dall'antichità si potevano ricavare i vari gradi di esempi di bellezza: l'Antinoo, l'Ercole Farnese, la Venere del Belvedere, il Gladiatore morente.

Anche se la sua fama fu dovuta quasi esclusivamente ai suoi trattati, non è da dimenticare nemmeno la sua attività come pittore, e a tal proposito basti citare l'Ebbrezza di Noè, le Ninfe e le Naiadi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Le Muse, De Agostini, Novara, 1966, Vol.IV, pag.279

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