Caterina Rangoni
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Caterina Rangoni (morta a Forlì il 26 maggio 1467 avvelenata dal figlio) è una nobildonna modenese.
Sposò Antonio Ordelaffi, signore di Forlì, che aveva inviato a Spilamberto, presso il feudo della famiglia Rangoni, nel 1434, come suo procuratore per le nozze Guelfo di Dovadola, conte di Dovadola e Tredozio. Caterina aveva già conosciuto Antonio, ospite della sua famiglia, ed erano stati ben presto intrapresi accordi per le nozze.
Dopo la morte del marito, Caterina, a causa della giovane età dei figli, chiamò il fratello Ugo Rangoni ad aiutarla nella reggenza di Forlì, dal 1449 al 1454, quando, insofferenti della tutela dello zio, i giovani Francesco IV Ordelaffi e Pino III Ordelaffi lo costrinsero a lasciare Forlì.
Nel 1463, Pino si ammalò gravemente e Caterina lo indusse a sospettare di Francesco.
Per la avvenuta guarigione, comunque, la madre volle, nella Chiesa di S. Francesco, un altare con una pala della Vergine, con altri santi e lo stesso Pino inginocchiato in preghiera.
Il clima di sospetto e di violenze, però, a cui anche Caterina aveva contribuito, non fu superato, e, nel 1467, Pino, ormai signore di Forlì dopo aver fatto assassinare Francesco, e dopo aver fatto avvelenare la moglie Barbara Manfredi, fece avvelenare anche Caterina.

