Cannibalizzazione

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Il termine cannibalizzazione è utilizzato in più ambiti, sono di seguito riportati i più comuni.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

In questo ambito si ritrovano spesso esempi di riutilizzo di materiali, provenienti da veicoli accantonati od in attesa di distruzione.

Automobile[modifica | modifica sorgente]

I pezzi di ricambio di vecchi modelli di auto reperiti presso i rottamatori costituiscono il più comune esempio di cannibalizzazione.

Trasporto pubblico[modifica | modifica sorgente]

Sempre più spesso i gestori di servizi pubblici accantonano un mezzo incidentato o malfunzionante quando nel parco aziendale ne esistono altri simili, al fine di recuperare facilmente ed a costo zero pezzi di ricambio, specie se si tratta di modelli fuori produzione.

Pezzi fortemente richiesti sono fari, paraurti, specchietti, finestrini, sedili.

Al contrario, quando le aziende di trasporto intendono conservare vecchi modelli per vendita o per motivi storici, in attesa del restauro, appongono sui vetri cartelli ben visibili con avvisi del tipo "Non cannibalizzare", "Divieto di cannibalizzazione".

Economia[modifica | modifica sorgente]

Con il termine cannibalizzazione, in ambito economico, si intende quel fenomeno per il quale il profitto aziendale tende a diminuire drasticamente per effetto dell'introduzione sul mercato, da parte dell'azienda stessa, di un nuovo prodotto di basso valore.

L'introduzione di un nuovo prodotto prevede un forte investimento e un duplice rischio sia economico di breve che di lungo periodo in termini di quote di mercato per quei prodotti già maturi. Da non sottovalutare ad esempio lo spostamento di fascia di clienti aziendali già acquisiti che passando da un prodotto di alto livello a uno più low cost abbassano ancor più il profitto.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]