Canal de Isabel II

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Canal de Isabel II
Stato Spagna Spagna
Tipo Azienda pubblica
Fondazione 1851 a Madrid
Sede principale Calle Santa Engracia, 125
Madrid
Persone chiave Ignacio González González, presidente[1]
Prodotti gestione del ciclo integrato dell'acqua
Dipendenti 2.200[2]
Sito web www.cyii.es
Scultura che celebra il primo deposito del Canal de Isabel II. Calle de Bravo Murillo 49, Madrid. Ingegner Juan de Ribera Piferrer, costruito nel 1858.

Il Canal de Isabel II (o CYII) è un'azienda dipendente dalla Comunità di Madrid (Spagna) dedicata alla gestione del ciclo integrale dell'acqua in gran parte della comunità autonoma, con tutti i processi orientati ad un'adeguata amministrazione delle risorse idriche.

Oggi, il Canal de Isabel II è un'azienda idraulica pubblica, che dipende dalla Comunità di Madrid dal 1984. Ha più di 2.200 dipendenti che si dedicano all'obiettivo di realizzare, con la massima efficienza, tutti i lavori relazionati al ciclo dell'acqua, oltre al mantenimento della qualità e della sicurezza nel servizio ai sei milioni di abitanti della regione madrileña.

Nel 1995 si aggiudicò anche la gestione del Servizio delle Acque della città di Cáceres; tale concessione è scaduta nel 2010 e il servizio è tornato sotto la direzione del comune di questa città.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Lavori di costruzione del ponte-acquedotto della Sima, 1855

A partire da Filippo II, Monarca che portò la Corte a Madrid, la storia di questa città è stata intimamente condizionata da una costante ricerca di riserve di acqua potabile. Fino ad allora, il sistema tradizionale di approvvigionamento consisteva nello scavo di pozzi per accedere all'acqua contenuta nel sottosuolo e, successivamente, nello sfruttamento dei corsi d'acqua prossimi a Madrid.

A poco a poco, per via del notevole incremento della popolazione, si rese necessario scavare gallerie sotterranee, le cosiddette condutture dell'acqua, per trasportare questa risorsa dalle falde acquifere ai pozzi della città. Queste condutture rimasero in uso fino alla metà del XIX secolo, però il metodo, con il passare del tempo, diventò insufficiente, creando un grave problema ai cittadini. Fino alla metà del XVIII secolo, l'approvvigionamento di acqua alle case private era a carico dei proprietari o dei loro servitori. Solo alcuni palazzi e conventi avevano fonti o pozzi nel proprio terreno. Con la crescita della popolazione, nacque la professione di aguador, persone dedicate a servire l'acqua a domicilio, per un prezzo pattuito.

A metà del XIX secolo, la capitale contava con 77 fonti pubbliche, in cui si installarono 128 rubinetti per riempire i secchi dei 950 aguadores, che distribuivano ogni giorno 663,50 «reales fontaneros» —unità di misura dell'epoca— di capacità, equivalenti a 2.150 m³.

Anche se vi furono vari progetti per rifornire di acqua la capitale a partire dalla metà del XVIII secolo, fu solo nel 1848 quando fu definitivamente approvato un progetto provvisorio di rifornimento a Madrid, con acque del fiume Lozoya. Il progetto era pensato prevedendo la capacità di soddisfare le necessità di una popolazione doppia rispetto a quella che allora viveva a Madrid. Questo progetto, rivoluzionario per l'epoca, aveva una tale visione del futuro che oggi parte delle installazioni originali rimangono in uso.

Il 18 giugno del 1851, durante il regno di Isabella II, si promulgò il Decreto Reale, controfirmato da Juan Bravo Murillo, presidente del consiglio dei ministri in quell'epoca, in cui si disponeva che il Governo avrebbe realizzato l'esecuzione dei lavori per mezzo di un canale derivato dal fiume Lozoya, che avrebbe preso il nome di Canal de Isabel II in onore alla Sovrana, vera promotrice del progetto.

Il primo punto di arrivo delle acque fu la calle San Bernardo. La prima pietra delle opere nella presa di captazione, chiamata «Pontón de la Oliva», fu posta l'11 agosto del 1851 da Francesco d'Assisi di Borbone-Spagna, il Re Consorte. Sette anni dopo, grazie all'importante spinta al progetto data dal Ministro dei Lavori Pubblici Manuel Alonso Martínez, il 24 giugno 1858, vi fu l'inaugurazione ufficiale, nell'ampia calle de San Bernardo, dell'arrivo delle acque a Madrid.

Le numerose infrastrutture idrauliche create dal Canal de Isabel II da allora nella Comunità di Madrid permisero che nel 1977 si convertisse in un'importante impresa pubblica con garanzia di successo nella gestione dell'acqua.[3]

Captazione[modifica | modifica sorgente]

Diga del lago di El Atazar, il maggior bacino gestito dal Canal de Isabel II

Il Canal conta attualmente con 14 bacini artificiali, che hanno una capacità massima di accumulo di 946 milioni di m³. Il più grande è il lago di El Atazar, con una capacità di 425 milioni di m³, che rappresenta il 45% del totale dell'acqua accumulata dal Canal. In dimensioni è seguito dal lago di Valmayor (124 milioni di m³) e dal lago di Santillana (91 milioni di m³).

Bacino Entrata in servizio Capacità hm³
Bacino del Lozoya 589,0
El Villar 1879 22,4
Puentes Viejas 1939 53,0
Riosequillo 1958 50,0
Pinilla 1967 38,1
El Atazar 1972 425,3
Bacino del Jarama 55,7
El Vado 1960 55,7
Bacino del Guadalix 40,9
Pedrezuela 1968 40,9
Bacino del Manzanarre 102,0
Santillana 1912–1971 91,2
Navacerrada 1969 11,0
Bacino del Guadarrama 132,0
Navalmedio 1969 0,7
La Jarosa 1969 7,2
Valmayor 1976 124,4
Bacino dell'Alberche 26,0
Los Morales 1988 2,3
La Aceña 1991 23,7

Allo stesso tempo, l'azienda dispone di 77 installazioni di captazione di acque sotterranee con sei zone di estrazione che incorporano le risorse estratte dalle falde acquifere alle grandi condutture e depositi del sistema generale di approvvigionamento.

Trattamento[modifica | modifica sorgente]

Terzo deposito e centro sportivo del CYII

L'acqua con cui si rifornisce la regione di Madrid presenta già all'origine un'eccellente qualità. Il Canal incrementa questa qualità nelle undici stazioni di trattamento di cui dispone, assicurando che l'acqua sia adatta al consumo umano, soddisfando i requisiti richiesti dalla legislazione vigente in materia di qualità dell'acqua potabile.

Per soddisfare questi requisiti, l'azienda conta con un Laboratorio Centrale delle Acque dotato delle tecnologie più moderne, e di 30 stazioni di vigilanza automatica, che realizzano il campionamento e l'analisi in tempo reale dell'acqua in tutti i punti nevralgici della rete di approvvigionamento.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Per assicurare la fornitura di acqua nella Comunità di Madrid, il Canal dispone di 22 grandi depositi e 240 di minori dimensioni, così come di 18 stazioni di elevazione che permettono la fornitura alle zone più alte della Comunità. Oggi, la rete di distribuzione è formata da più di 14.500 chilometri di condutture.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sito ufficiale
  2. ^ Sito ufficiale
  3. ^ Storia dell'azienda

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]