Bull-baiting

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Bull-baiting, illustrazione del 1821.

Il Bull-baiting (letteralmente dall'inglese: Tormento di tori) era un'attività cruenta organizzata a fini di intrattenimento che metteva di fronte un toro e dei cani allevati a tale scopo. Originitasi nell'Europa medievale, godette di grandissima diffusione nel Regno Unito anche durante l'Età Moderna. Ebbe formalmente fine nel 1835 per tramite dell'azione parlamentare britannica nota come "Cruelty to Animals Act".
La popolare razza canina bulldog venne selezionata in Inghilterra espressamente per il bull-baiting.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il bull-baiting si diffuse in Inghilterra al tempo dei Plantageneti.
Le fonti storiche confermano il ricorso a simili intrattenimenti sin dal regno di Enrico II d'Inghilterra, mentre la leggenda rimanda al tempo di suo figlio, Giovanni Senzaterra (regno 1199-1216) il primo episodio "formale" di bull-baiting. Il lord Guglielmo di Warenne, signore di Stamford, si sarebbe dilettato di assistere ad un inatteso spettacolo: un toro inferocito, fuggito dal recinto, portò scompiglio con una folle carica attraverso la città fino a che non venne abbattuto in un prato dai possenti cani da guardia dei macellai cittadini. Al lord piacquero sia l'inseguimento del toro, cui aveva preso parte, sia la lotta tra il bovino ed i cani, così si accordò con la municipalità perché ogni anno, il 13 novembre, lo spettacolo venisse riproposto[1].

Durante l'Età elisabettiana, il bull-baiting venne messo in scena, a Londra, nel Beargarden. Rispetto agli altri sanguinosi intrattenimenti prevedenti l'uso di animali (combattimento di galli e bear-baiting) il bull-baiting mantenne sempre un'estrazione più prettamente plebeo-popolare.
La pratica era tanto diffusa da esser divenuta parte integrate della prassi di macellazione delle carni bovine. Si riteneva infatti che il "trattamento" del bull-baiting migliorasse il sapore della carne[2].

Al tempo della Regina Anna (1702-1714)), venuto meno il Beargarden, le lotte di cani e tori venivano messe in scena due volte a settimana ad Hockley-in-the-Hole, vicino Clerkenwell (area centrale di Londra). Simili spettacoli erano anche diffusi nei centri di provincia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Samuel Lewis [a cura di] (1848), A Topographical Dictionary of England, St. Albans, Stamfordham, pp. 175–180.
  2. ^ Griffin, Emma (2005), England's Revelry : a History of Popular Sports and Pastimes, Oxford University Press, p. 42.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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