Bis(difenilfosfino)metano

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Bis(difenilfosfino)metano
Schema di struttura del dppm
Modello a sfere e bastoncini del dppm da dati cristallografici
Nomi alternativi
dppm
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C25H22P2
Massa molecolare (u) 384,39
Aspetto polvere cristallina bianca
Numero CAS [2071-20-7]
Numero EINECS 218-194-2
Proprietà chimico-fisiche
Solubilità in acqua insolubile
Temperatura di fusione 118-119 °C (391-392 K)
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
irritante
Frasi H 315-319-335
Consigli P 261-305+351+338-302+352-321-405-501

Il bis(difenilfosfino)metano è una fosfina con formula Ph2P-CH2-PPh2 (Ph = fenile). Il nome è generalmente abbreviato come dppm. In condizioni normali è un solido cristallino di colore bianco sensibile all'ossigeno atmosferico. Viene comunemente usato come legante bidentato in chimica inorganica e chimica metallorganica. Il dppm funziona nella maggior parte dei casi come legante a ponte, portando alla formazione di complessi bimetallici, ma può fungere anche da legante chelato.[1]

Sintesi e reattività[modifica | modifica sorgente]

Per preparare il dppm si parte da trifenilfosfina (PPh3) e sodio, che formano difenilfosfuro di sodio (NaPPh2); quest'ultimo viene quindi trattato con diclorometano (CH2Cl2) per ottenere dppm:[2]

PPh3 + 2Na → NaPPh2 + NaPh
2NaPPh2 + CH2Cl2 → Ph2PCH2PPh2 + 2NaCl

Il gruppo metilene (CH2) è leggermente acido nel dppm e specialmente nei suoi complessi. Il legante può essere ossidato per arrivare ai corrispondenti ossidi e solfuri Ph2P(E)CH2P(E)Ph2 (E = O, S). In questi derivati il gruppo metilene è ancora più acido.

Chimica di coordinazione[modifica | modifica sorgente]

Modello a sfere e bastoncini di [Pd2Cl2(dppm)2] da dati cristallografici.[3]

Come legante chelato il dppm può formare cicli a quattro termini MP2C che sono alquanto tensionati. Il legante preferisce legarsi a ponte formando complessi bimetallici; in tal caso si formano cicli a cinque termini M2P2C termodinamicamente favoriti. Un esempio è il dimero di palladio Pd2Cl2(dppm)2. Il ddpm dà luogo ad una famiglia di composti di coordinazione noti come complessi con struttura ad A.[4]

Indicazioni di sicurezza[modifica | modifica sorgente]

Il composto è disponibile in commercio. È irritante per gli occhi, la pelle e le vie respiratorie. Non ci sono dati che indichino proprietà cancerogene. È considerato poco pericoloso per l'ambiente.[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cotton et al. 1999
  2. ^ Hewertson e Watson 1962
  3. ^ Besenyei et al. 2002
  4. ^ Albéniz ed Espinet 2006
  5. ^ Alfa Aesar, Scheda di dati di sicurezza del dppm. URL consultato il 21 novembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. C. Albéniz e P. Espinet, Palladium: Inorganic & Coordination Chemistry in Encyclopedia of Inorganic Chemistry, Wiley, 2006, DOI:10.1002/0470862106.ia178.
  • G. Besenyei, L. Párkányia, E. Gács-Baitza e B. R. James, Crystallographic characterization of the palladium(I) dimers, syn-Pd2Cl2(dppmMe)2 and Pd2Cl2(dppm)2; solution conformational behavior of syn- and anti-Pd2Cl2(dppmMe)2 and their (μ-Se) adducts [dppmMe=μ-1,1-bis(diphenylphosphino)ethane, and DPPM=μ-bis(diphenylphosphino)methane] in Inorg. Chim. Acta, vol. 327, nº 1, 2002, pp. 179–187, DOI:10.1016/S0020-1693(01)00682-X.
  • F. A. Cotton, G. Wilkinson, C. A. Murillo e M. Bochmann, Advanced Inorganic Chemistry, 6ª ed., Wiley, 1999, ISBN 978-0471199571.
  • W. Hewertson e H. R. Watson, 283. The preparation of di- and tri-tertiary phosphines in J. Chem. Soc., 1962, pp. 1490–1494, DOI:10.1039/JR9620001490.
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