Antonio Lefebvre

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Antonio Lefebvre D'Ovidio, dei conti di Balsorano (Napoli, 1913Roma, 6 febbraio 2011), è stato un giurista italiano.

Da parte del padre, Carlo Ernesto, fu erede di un'importante dinastia imprenditoriale franco-italiana, alla quale si deve la fondazione della moderna industria cartaria nel distretto del Liri subito dopo il Decennio Francese nel Regno Borbonico, e di molte altre imprese, soprattutto nella Napoli dell'Ottocento. La madre, Elvira, era figlia di Francesco D'Ovidio, eminente glottologo e dantista, senatore del Regno. La sua notorietà è legata alla redazione del codice della navigazione e al coinvolgimento nello scandalo Lockheed (che, a seguito dell'unico processo penale celebrato da organi politici, quali il Parlamento riunito in seduta comune e la Corte Costituzionale integrata da membri del Parlamento, lo ha visto condannato nel 1979 a due anni e due mesi di reclusione e al pagamento di lire 300.000 di multa). Fu coinvolto anche in altri casi noti di cronaca giudiziaria, il più significativo dei quali è stato lo scandalo Enimont (relativamente al quale è stato assolto nel 2001 [1]).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lefebvre si laureò in scienze politiche e giurisprudenza presso l'Università di Bari. Divenne una figura di spicco nel panorama giuridico italiano per la sua profonda conoscenza del diritto marittimo e commerciale. Nel 1938 risultò vincitore al primo concorso per una cattedra di Diritto della Navigazione, disciplina di cui divenne titolare di ruolo nelle università italiane a partire dal 1939. In seguito occupò le cattedre di diversi atenei, a cominciare ad quello di Bari e quindi di Napoli, insegnando Diritto della Navigazione. Parallelamente collaborò con la Rivista del Diritto della Navigazione, fondata nel 1935 dal professor Antonio Scialoja, della quale fu direttore dal 1948 al 1972. Grazie a queste credenziali venne invitato a far parte della Commissione di riforma dei codici (1939-1942), dal cui lavoro sarebbe scaturito tra gli altri il moderno Codice della Navigazione, del quale fu considerato il principale autore. Nel corso della sua carriera fu anche avvocato, titolare di studi legali a Roma, Napoli e Genova. Fu insignito nel 1975 della medaglia d'oro al valore della scienza e della cultura. Nel 2011 ha ricevuto la direzione onoraria della ricostituita Rivista del Diritto della Navigazione. Ha avuto quattro figli: Elvira, Manfredi, Francesco e Maruzza, prematuramente scomparsa, alla quale è oggi intitolata una onlus per le cure palliative: la Fondazione Maruzza Lefebvre d'Ovidio, con sede a Roma. Antonio Lefèbvre d'Ovidio è stato autore di numerose opere e articoli scientifici e di alcune opere di carattere sistematico ancora oggi fondamentali negli studi di Diritto di Navigazione come, principalmente, il Manuale di diritto della navigazione, steso in collaborazione con Gabriele Pescatore, la cui prima edizione risale al 1950 e che oggi, dopo numerose ristampe, è ancora a fondamento della disciplina. Le Istituzioni di diritto commerciale nordamericano (1945). Antonio Lefebvre ha formato alcuni fra i principali esperti di Diritto della Navigazione italiana, merito che gli è stato riconosciuto con la pubblicazione degli Studi in onore di Antonio Lefebvre D'Ovidio. In occasione dei cinquant'anni del diritto della navigazione (Giuffré) curato dalla professoressa Edda Turco Bulgherini nel 1995, libro che contiene contributi di tutti i principali esperti della materia.

Attività istituzionale[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo la fine della guerra, Antonio Lefebvre divenne consulente incaricato per la Delegazione italiana alla Conferenza della pace per i problemi della marina mercantile, settore che richiedeva ancora di essere disciplinato in base anche ai cambiamenti degli assetti internazionali. Nel corso dei tre decenni seguenti ha ricoperto cariche o incarichi in istituti di regolamento della navigazione italiana e internazionale come il Comitato superiore la la navigazione interna (1955-1965) e il Consiglio superiore della marina mercantile nella quale ha ricoperto prima la carica di vicepresidente e poi di presidente (1965-1971). Negli stessi anni, e sino al suo ritiro dalla scena istituzionale italiana, è stato continuamente chiamato a far parte della Delegazione italiana alle varie Conferenze internazionali per l'unificazione del diritto marittimo. Gli incarichi istituzionali di Antonio Lefebvre d'Ovidio s'interruppero quando venne chiamato in causa nella vicenda internazionale dell'affare Lockheed.

Attività imprenditoriali[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il suo ritiro dalla scena istituzionale italiana, Lefebvre si è dedicato ad attività di consulenza e d'imprenditoria internazionale soprattutto nel campo marittimo. In particolare fu consulente dei maggiori gruppi armatoriali italiani e internazionali e assistente del gruppo Vlaslov, proprietario della società di crociere Sitmar Cruises. Antonio assistette anche alla vendita di questo gruppo nel 1988 alla P&O. Negli anni '60 costituì, con Carlo Lolli Ghetti, due società armatoriali, la Linee Marittime dell'Adriatico s.p.a. e la Si.Re.Na. s.p.a. (poi confluite nel gruppo Adriatica di Navigazione e Si.Re.Mar.). Non fu socio bensì amministratore della Sasea, con Florio Fiorini, a partire dal 1985, uscendo dalla società nel 1990, prima che venisse dichiarata fallita [2]. Nel 2001 ha rilevato una quota del 9,6% in Acotel tramite la società off shore Medial Projects [3]. Agli inizi degli anni Novanta investì sull'idea di un figlio di creare una società di crociere attiva nella nicchia del lusso, la Silversea Cruises (attraverso la Eurosecurities, di proprietà di due figli). La compagnia fu inaugurata nel 1994 con una prima nave, la Silver Cloud, seguita da altre quattro sino al 2008.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Teoria generale delle avarie comuni (1938)
  • La nazionalità delle società commerciali (1939)
  • La riforma legislativa nel campo della navigazione' (1943)'
  • Istituzioni di diritto commerciale nordamericano (1945)
  • Manuale di diritto della navigazione (1950, ed ediz. successive) Con Gabriele Pescatore.
  • Studi per il Codice di Diritto della Navigazione (1951)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corriere della Sera: Tre anni a Prunas, assolti Calì e Lefebvre D'Ovidio (24 febbraio 2001)
  2. ^ Corriere della Sera:I Lefebvre d'Ovidio ancora nei pasticci. L'accusa è di frode (3 novembre 1993)
  3. ^ Corriere della Sera:Il ritorno dei Lefebvre. Ora puntano al Totocalcio (27 marzo 2002)