Adriano di Nicomedia

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Sant'Adriano
Disegno di Hans Holbein il Giovane, Parigi, Louvre
Disegno di Hans Holbein il Giovane,
Parigi, Louvre
Martire
Morte 306
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Santuario principale Chiesa di Sant'Adriano al Foro a Roma
Argyropolis (Costantinopoli);
Geraardsbergen, Belgio;
Ricorrenza 8 settembre (Chiesa cattolica)
26 agosto (Chiesa orientale)
Attributi in abiti di soldato romano; spada e incudine; arti spezzati;
Patrono di macellai, Matelica

Adriano (278 circa – Nicomedia, 4 marzo 306) era una guardia dell'imperatore romano Massimiano. Dopo essersi convertito al cristianesimo con la moglie Natalia, fu martirizzato a Nicomedia nel 306.

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

Adriano era un ufficiale pagano alla corte imperia­le di Nicomedia: doveva montare la guardia ai primi cristiani condannati a morte i quali, come se niente fosse, cantavano felici. Adriano si chiedeva come delle persone che sapevano di morire potessero cantare felici, e fu così che anche lui si convertì al cristianesimo come la moglie (già convertita parecchio tempo prima).

Fu subito imprigionato e poi giustiziato, mediante il taglio degli arti. Più tardi, i cristiani presero il corpo di Adriano e lo seppellirono nella periferia di Bisanzio, ad Argyropolis.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Nella Chiesa ortodossa orientale, sant'Adriano condivide un giorno di festa con la moglie l'8 settembre, oltre ai giorni della sua ricorrenza del 4 marzo e 26 agosto. Nella Chiesa cattolica romana è venerato da solo, senza la moglie, l'8 settembre: dal Martirologio Romano: "A Roma, commemorazione di sant’Adriano, martire, che a Nicomedia in Bitinia, nell’odierna Turchia, subì il martirio e in suo onore il papa Onorio I trasformò in chiesa la curia del Senato Romano".

Sant'Adriano è protettore contro le epidemie di peste, è patrono dei soldati veterani, dei commercianti di armi e dei macellai. Fu il principale santo guerriero del nord Europa per molti secoli, secondo solo a san Giorgio, ed è molto venerato nelle Fiandre, in Germania e il nord della Francia. Le reliquie di Natalia e di Adriano furono trasferite nel 1110 da Costantinopoli al monastero di Grammont, in Belgio.

Egli è di solito rappresentato armato, con un'incudine in mano o ai suoi piedi.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ercolano Marini, S. Adriano martire, protettore di Matelica: traduzione degli atti del suo martirio descritti dal Surio e brevi cenni storici del suo culto, Castelplanio 1921
  • Matteo Parrini, Vita e origini del culto di S. Adriano martire di Nicomedia, (Questioni matelicesi di storia e di letteratura; 2) Matelica 1999

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