Abscissione

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Il termine abscissione (dal latino abscissĭo, -ōnis, taglio, recisione) è il distacco di una parte da un corpo qualsiasi. È un termine usato solitamente in botanica per indicare il processo tramite il quale una pianta perde una o più parti della sua struttura, come può essere una foglia, un frutto, un fiore o un seme.

Finalità[modifica | modifica sorgente]

L'abscissione di una parte della pianta si verifica per liberarsi di un organo non più necessario, come una foglia in autunno o il perianzio dopo la fecondazione.

La maggioranza delle piante decidue perdono le foglie prima dell'inverno, mentre quelle sempreverdi lo fanno continuamente tutto l'anno. Se una foglia è danneggiata, la pianta può decidere di perderla per preservare l'acqua e la fotosintesi. Lo strato di abscissione presenta un colore grigio-verde.

Un'altra forma di abscissione è la caduta dei frutti, che avviene quando la pianta decide di perdere quelli ancora acerbi, al fine di conservare le risorse necessarie a portare a maturazione quelli restanti.

Abscissione delle foglie[modifica | modifica sorgente]

Nelle foglie, l'abscissione è il distacco del picciolo dal ramo durante il periodo autunnale. In questo periodo avvengono dei cambiamenti alla base del picciolo, dove viene prodotto un ormone, chiamato acido abscissico, che provocherà la formazione di due strati di cellule: uno protettivo, che proteggerà la parte terminale del ramo, e uno di separazione, che dividerà il picciolo dal ramo. Così facendo, i vasi conduttori che passano sia nel ramo che nel picciolo si spezzano, impedendo il passaggio della linfa verso la lamina.

La foglia si secca e il vento ne provoca il distacco dal ramo.

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