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Wén cinese

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Varie forme di antichi wén cinesi.

Il wén (caratteri cinesi tradizionali: 文, inglese: cash) è stata la moneta della Cina dal VI secolo a.C. fino al 1889 ed è continuato a circolare fino al XX secolo.

Terminologia[modifica | modifica wikitesto]

Queste monete furono chiamate "cash" dagli esploratori inglesi. Il termine derivava dalla parola tamil kāsu, un'unità monetaria dell'India meridionale. La parola inglese "cash", nel significato di "contante", è un parola più vecchia che deriva dal medio francese caisse (cassa).[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tradizionalmente le monete cinesi erano fuse in rame, ottone o ferro. Alla metà dell'800, le monete erano costituite da 3 parti di rame e 2 parti di piombo[2]. Monete fuse in argento venivano prodotte episodicamente ed erano comunque abbastanza rare. Monete fuse in oro sono conosciute ma sono estremamente rare.

Le monete prendevano varie forme come zappe e coltelli e sono quindi note come monete-zappa e monete coltello. La forma più comune era circa circolare con un foro tondo o quadrato al centro. Il foro permetteva di infilare assieme le monete per creare insiemi di maggior valore, come veniva frequentemente fatto con le monete di minor valore.

Le prime monete coreane e giapponesi, il mun coreano ed il mon giapponese, derivavano dal wén. Nel 1695, lo shogunato mise il carattere giapponese gen (元), che significa "yuan" sul dritto delle monete di rame.[3]

Banconota da 2000 wén (1859)

La prima cartamoneta del mondo, emessa in Cina tra il VII ed il XV secolo era denominata in wén. Le banconote recavano la rappresentazione di monete, a volte in collane di dieci. Le banconote della dinastia Yuan subirono un'iperinflazione a causa della eccessiva produzione senza una sufficiente copertura di monete e furono ritirate. La carta monete riapparve nel XIX secolo.

Nel XIX secolo monete straniere iniziarono a circolare in grande quantità in Cina, in particolare monete d'argento come il peso messicano. Nel 1889 in Cina si diffuse il yuan e le sue frazioni. Uno yuan valeva 1000 yén.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Douglas Harper, Online Etymology Dictionary, su etymonline.com, 2001. URL consultato l'11 aprile 2007.
  2. ^ Roberts, Edmund. [1837] (1837) Embassy to the Eastern Courts of Cochin-China, Siam, and Muscat: In the U.S. Sloop-of-war Peacock. Harper & Brothers. Harvard University archive. No ISBN Digitized.
  3. ^ Titsingh, I. (1834). Annales des empereurs du Japon, p. 415.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]