Villa San Michele (Capri)

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"La mia casa deve essere aperta al sole e al vento e alle voci del mare - come un tempio greco - e luce, luce, luce ovunque!"

Axel Munthe

Villa San Michele
Anacapri BW 2013-05-14 13-55-21.jpg
Veduta del porto di Capri dalla villa
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Campania Campania
Località Anacapri
Coordinate 40°33′26″N 14°13′30″E / 40.557222°N 14.225°E40.557222; 14.225Coordinate: 40°33′26″N 14°13′30″E / 40.557222°N 14.225°E40.557222; 14.225
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione XX secolo

Villa San Michele è un'abitazione sita nel comune di Anacapri, nell'isola di Capri. La villa prende il nome da una piccola cappella che sorgeva in epoca medioevale alla fine della Scala Fenicia nel territorio appunto di Anacapri.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1895 il medico svedese Axel Munthe si innamorò delle rovine di un'antica cappella del X secolo dedicata a San Michele, costituite da una volta sfondata ed alcuni muri diroccati, e volle acquistarla a tutti i costi.[1] Mentre eseguiva i lavori di restauro rinvenne nel vigneto adiacente il rudere la presenza dei resti di un'antica villa romana; da questi attinse per adornare la nuova villa con numerosi reperti archeologici che tuttora si possono osservare nella costruzione originale di Munthe.[2]

Il restauro durò molti anni non solo per le difficoltà di costruire senza vie di comunicazione e di approvvigionamento, che non fossero pedonali, con la vicina Capri ed il mare, ma anche per le numerose vicissitudini della vita di Munthe, che più volte dovette partire lasciando incompiuta la sua fatica. La storia della sua vita è raccontata dallo stesso Munthe in una autobiografia, che ha voluto intitolare La storia di San Michele, e con la quale ripercorre anche le varie fasi del restauro. Pubblicato nel 1929, La Storia di San Michele si è rivelato uno dei libri più letti di tutto il Novecento.[3]

Il medico svedese tuttavia non abitò per molto tempo Villa San Michele, poiché una malattia agli occhi lo costrinse a ritirarsi nella meno luminosa Torre Materita, che pure fece restaurare.[4] La villa quindi venne affittata alla marchesa Luisa Casati Stampa che vi condusse per molti anni una vita stravagante e a volte eccessiva.[5]

Alla sua morte, avvenuta a Stoccolma nel 1949, Munthe lasciò la villa in eredità allo stato svedese.[6][7]

Oggi essa è di proprietà di una fondazione svedese che l'ha trasformata in museo dove tra l'altro si svolgono, nel periodo estivo, suggestivi concerti di musica classica da camera. È inoltre, insieme alla Grotta Azzurra, il luogo più visitato di Capri.

L'edificio[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso risulta articolato su più livelli: lo studio è al primo piano mentre la loggia attraversa pergole e colonne per giungere ad un belvedere circolare che affaccia sul Golfo di Napoli. Nella Villa sono conservati reperti archeologici recuperati da Munthe a Capri, Anacapri e altrove, a volte donati da amici, come frammenti di sarcofagi, busti, pavimenti romani, marmi e colonne. Nel giardino c'è una tomba greca e una sfinge in granito domina dal belvedere tutta l'isola di Capri.[8]

La sfinge[modifica | modifica wikitesto]

La sfinge della villa

Si tratta dell'oggetto della Villa sul quale si narrano più leggende; situata in fondo al portico della cappella, essa risale al regno di Ramsete II, nel XIII secolo a.C. Tutto fa pensare che provenga dalla penisola italiana, ma non è chiaro come Axel Munthe ne fosse venuto in possesso. Ne La storia di san Michele racconta di averla trovata in campagna dove si precipitò al mattino dopo un sogno premonitore:

"Tutto quello che avvenne è troppo strano e fantastico per essere tradotto in parole scritte, e poi non mi credereste se tentassi di farlo. Non so bene io stesso dove il sogno finisse e dove avesse principio la realtà. [...] Interrogate la grande Sfinge di granito, che sta accovacciata sul parapetto della cappella di San Michele. Ma domanderete invano. La Sfinge ha mantenuto il suo segreto per 5000 anni. La Sfinge manterrà il mio."[9]

Prima che la Sfinge egizia trovasse la sua attuale collocazione, al suo posto si trovava la Sfinge etrusca che fu successivamente collocata sulla terrazza accanto all'ingresso della cappella. La scelta della Sfinge come simbolo della Villa può essere stata ispirata dal poeta tedesco Jean Paul, molto amato da Munthe, che paragonò l'isola di Capri proprio ad una sfinge.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scrittori, artisti e nobili insediatisi sull'isola, Capri.net.
  2. ^ Axel Munthe, Capri Dream.
  3. ^ Emma Strindmar Norström, La Storia di San Michele, Villa San Michele.
  4. ^ Annamaria Boniello, Per due pagnotte di pane Axel Munthe andò via da Capri, L'Isola.
  5. ^ La Storia, Villa San Michele.
  6. ^ L'Istituto di Cultura, Villa San Michele.
  7. ^ Capri & Anacapri, Goldentours.
  8. ^ Villa San Michele - Capri Tour, in Capri.it. URL consultato il 18 aprile 2017.
  9. ^ Axel Munthe, La Storia di San Michele.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tito Fiorani. Le dimore del mito. La Conchiglia.
  • Axel Munthe. La Storia di San Michele. Garzanti, 1999.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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