Ubertini

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Ubertini
Coa fam ITA ubertini3.jpg
D'oro, al leone di rosso
StatoGranducato di Toscana
TitoliConti di Chitignano
FondatoreUberto
Data di fondazione1384
Etniaoriginari del Casentino

La famiglia comitale degli Ubertini fu un'importante consorteria ghibellina toscana.

«Era quella famiglia, dopo che s'avea in un certo modo impadronita d'Arezzo, andata in guisa crescendo per lo valore del vescovo Guglielmino (il quale morì nimico di Castruccio) e per la sagacia e prudenza di Piero suo fratello (il quale essendo di maggior età e riputazione degli altri fratelli avea dietro la morte sua continuata quella grandezza) e per trovarsi la fiorentina Repubblica impacciata nelle guerre di Lucca, e nella lega di Lombardia, che era alla sua signoria pervenuta la Città di Castello, quella di Cagli, il Borgo a S. Sepolcro con tutte le sue castella, e quelle di Massa Trebara. Avea messo al fondo Neri della Fagiuola figliuolo d'Uguccione, i conti di Montefeltro, quelli di Montedoglio, il vescovo d'Arezzo con tutta la sua famiglia degli Ubertini; e in somma uscendo i termini di Toscana, e distesasi nella Marca, avea messo insieme un superbo e invidioso principato.»

(Scipione Ammirato, Istorie Fiorentine, Libro VIII, 1641)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso al castello di Gargonza

Il nucleo originario degli Ubertini faceva capo a un certo Uberto o Ubertino e ai suoi discendenti che erano originari del Casentino. Ma solo dopo il 1080 se ne hanno testimonianze certe. Cominciarono la loro ascesa come boni homines nella valle dell'Archiano e del Sova.[1]

Poi, essendo vassalli del vescovo di Arezzo, andarono pian piano allargando la loro influenze fino ad ottenere metà della signoria sul castello di Montecchio Vesponi nel 1049 e il permesso di fondare quello di Ragginopoli, oggi nel territorio del comune di Poppi, nel 1081.[2]

Sul finire dell'XI secolo costituirono una consorteria di parenti, affini, vassalli, clienti che dal 1223 permise loro di ampliare i propri domini ai castelli di Lierna (Poppi), Corezzo (Chiusi della Verna), Partina e Serravalle (Bibbiena) ed espandersi nell'aretino a Gargonza (Monte San Savino) e nel fiesolano acquisendo, tra gli altri, il dominio sul castello di Leona (Levane), su Gaville e Lucolena (Figline Valdarno). Fu allora che diventarono "gli Ubertini". Alla metà del XII secolo dominavano anche Montefatucchio (Chiusi della Verna), Gressa, Banzena, Marciano (Bibbiena), ma soprattutto Chitignano, sede del castello, di cui ottennero il titolo comitale.[3]

Ma a differenza dei conti Guidi non crearono una vera e propria signoria territoriale nel Casentino e quando si inurbarono sia in Arezzo sia in Firenze si concentrarono talmente sulla vita politica cittadina da non occuparsi di organizzare i propri possedimenti in una struttura politica compatta ed omogenea.[4] D'altra parte non erano neppure una famiglia in senso stretto ma una vera e propria gens di parenti affiliati tra loro da intricati legami familiari e dunque senza un ramo principale e un capo famiglia carismatico. Una contingenza che si rivelò fatale quando nel 1280, per il rovescio delle fortune ghibelline, furono espulsi da Firenze e vennero successivamente sconfitti a Campaldino. Persero via via i loro castelli e domini o per manu militari dei Guidi o dei fiorentini e solo in pochi casi riuscirono a vendere qualche loro feudo alla repubblica di Firenze.[5] Durante il Trecento alcuni membri della casata si distinsero come condottieri al servizio dei Visconti[6].

La contea di Chitignano (15 km², comprensiva anche dei borghi di Rosina e Taena) fu annessa nel 1779 al Granducato di Toscana, in seguito all'abolizione dei diritti feudali. L'ultimo signore fu Antonio Maria Ubertini.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cherubini, p. 151
  2. ^ Cherubini, p. 152
  3. ^ Scarini, p. 124
  4. ^ Cherubini, p. 153
  5. ^ Scarini, p. 125
  6. ^ (EN) Fabio Romanoni, DA LUCHINO A GIOVANNI: GLI ESERCITI DELLA GRANDE ESPANSIONE (1339- 1354), in Nuova Antologia Militare, 1º gennaio 2022. URL consultato il 5 febbraio 2022.
  7. ^ Cherubini, p. 168

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Cherubini, La Signoria degli Ubertini sui comuni rurali casentinesi all'inizio del Quattrocento, Olschki, 1968
  • Franco Paturzo, Arezzo medievale: la città e il suo territorio dalla fine del mondo antico al 1384, Cortona, Calosci, 2002
  • Alfio Scarini, Castelli del Casentino, Calosci, Cortona 1981
  • Chris Wickham, The Mountains and the City: The Tuscan Apennines in the Early Middle Ages, Oxford, Clarendon, 1988

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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