Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia

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L'Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia (abbreviato in UCOII) è la più diffusa e radicata organizzazione islamica italiana. Essa riunisce 122 associazioni sia territoriali che di settore e gestisce circa 80 moschee e 300 luoghi di culto non ufficiali[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione nasce dalla fusione di diverse componenti, tra cui quella siriana e palestinese degli ex studenti dell'Unione degli studenti musulmani in Italia (USMI) assieme ad altri dirigenti provenienti da diverse esperienze, come ad esempio quella delle donne musulmane del collettivo Islam donne o quella di Hamza Roberto Piccardo, ex militante di Autonomia Operaia convertito alla religione islamica oltre vent'anni fa, attuale direttore della casa editrice Al Hikma (che in arabo significa "La saggezza").

Inizialmente la presidenza è stata assunta da Nour Dachan, molti anni fa leader della componente siriana dei Fratelli Musulmani, e la segreteria da Ali Abu Shwaima, leader di quella palestinese, mentre Roberto Piccardo ha ricoperto la carica di segretario nazionale. Nel corso degli anni si è formata una nuova generazione di dirigenti UCOII, tra cui alcuni musulmani italiani come Patrizia Khadigia Del Monte, collaboratrice del sito Islam Online e vicepresidente dell'UCOII, Ahmad Alessandro Paolantoni, e il nuovo presidente il palestinese Ezzedine El Zir, imam di Firenze. Si sono aggiunti anche la livello locale musulmani che non hanno mai avuto esperienze politiche precedenti nei paesi arabi e che vengono dal cristianesimo o da altre tendenze. Il cambiamento generazionale è stato positivo per l'immagine dell'UCOII, che è molto migliorata sulla stampa ed ha cominciato ad avviare il dialogo con la comunità ebraica e con istituzioni locali e nazionali.

Qualche mese fa si è aperto un dibattito nelle moschee UCOII sul nuovo ruolo dell'Associazione, sul suo impegno sociale sindacale e forse anche politico, e sui problemi più scottanti della comunità islamica.

Finalità[modifica | modifica wikitesto]

L'UCOII nasce con l'intenzione di fornire alla comunità e ai musulmani orientamento e servizi:

  1. unicità di rappresentanza di fronte alle istituzioni dello Stato
  2. orientamento tecnico legale e amministrativo
  3. organizzazione di attività e mediazioni culturali
  4. convegni, congressi e campeggi
  5. raccolta e distribuzione di informazioni
  6. attività sociali e umanitarie
  7. produzione e distribuzione di materiali stampati e audio-visivi
  8. studio ed elaborazione di programmi e proposte generali nei settori dell'istruzione tradizionale, tecnica e della formazione professionale.

Organigramma[modifica | modifica wikitesto]

  • Izzeddin Elzir - Presidente
  • Youssef Sbai - Vicepresidente, responsabile del dialogo, della formazione e della comunicazione
  • Alessandro Paolantoni - Segretario
  • Mohamed Ibrahim - Tesoriere
  • Hamza Roberto Piccardo - Dipartimento nuovi musulmani e comunità non arabofone
  • Sami Trablesi - Dipartimento rapporti con i centri
  • Abdelhafid Kheit - Dipartimento rapporti con i centri
  • Fouad Selim - Dipartimento scuola[2]
  • Mohamed Nour Dachan - Presidente emerito

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Fra le moschee della UCOII numerose sono quelle i cui dirigenti in qualche modo si ispirano all'ideologia dei Fratelli Musulmani, e per tali legami l'associazione è stata aspramente contestata. A sua volta l'associazione sostiene che tale legame è limitato alla militanza di alcuni suoi dirigenti nei rispettivi paesi d'origine, in periodi ormai remoti nel tempo, e che l'UCOII attuale fa piuttosto riferimento al Consiglio Europeo della Fatwa (organismo che è a sua volta accusato di essere vicino ai Fratelli Musulmani) e a ʿulamāʾ, come il Mufti d'Egitto Ali Goma, all'Islam europeo, a Tariq Ramadan, alle elaborazioni delle femministe islamiche, agli scritti degli affiliati italiani e al lavoro giovanile e studentesco[3].[senza fonte]

Nell'estate 2006 l'Ucoii acquistò alcune inserzioni a pagamento su diversi quotidiani italiani, in cui paragonò il bombardamento su Gaza alla strage di Marzabotto[4]. A seguito di tale annuncio i senatori di Forza Italia Lucio Malan e Giorgio Stracquadanio hanno sporto denuncia presso la Procura della Repubblica di Roma per istigazione all'odio razziale[5].

Da queste accuse sia il presidente Ucoii Dachan che il segretario Piccardo sono stati prosciolti in due diversi procedimenti penali: in istruttoria a Bologna[senza fonte] e davanti al tribunale di Roma, che ha disposto non luogo a procedere con la motivazione "il fatto non sussiste"[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ CESNUR, L'Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia (UCOII), cesnur.org. URL consultato il 28 settembre 2009.
  2. ^ UCOII, Il direttivo UCOII, ucoii.org.
  3. ^ La Fratellanza Musulmana è stata duramente condannata da al-Qāʿida, che ne contesta l'ispirazione strutturale all'Occidente che l'organizzazione terroristica guidata da Bin Laden e Ayman al-Zawāhirī vede come una delle principali radici del "male" che aggredisce e corrode l'identità culturale del mondo islamico. Si veda in proposito il lavoro dello studioso dell'Institut d'Etudes Politiques di Parigi, Jean-Pierre Filiu, Les frontières du jihad, Parigi, Fayard, 2006
  4. ^ *Ucoii, inserzione a pagamento sui giornali: "Stragi israeliane come quelle naziste", Repubblica.it, 20 agosto 2006
  5. ^ *La procura indaga sull'annuncio dell'Ucoii, Repubblica.it, 25 agosto 2006
  6. ^ Ucoii contro Israele, gup Roma proscioglie tutti gli accusati

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]