Tomils

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Tomils
frazione
Tomils – Stemma
Tomils – Veduta
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Graubünden matt.svg Grigioni
Regione Viamala
Comune Domleschg
Territorio
Coordinate 46°45′36″N 9°27′00″E / 46.76°N 9.45°E46.76; 9.45 (Tomils)Coordinate: 46°45′36″N 9°27′00″E / 46.76°N 9.45°E46.76; 9.45 (Tomils)
Altitudine 801 m s.l.m.
Abitanti 706 (2014)
Altre informazioni
Cod. postale 7418
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 3671
Targa GR
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Tomils
Tomils
Sito istituzionale

Tomils (toponimo tedesco; in romancio "Tumegl"[1]) è una frazione di 706 abitanti del comune svizzero di Domleschg, nella regione Viamala (Canton Grigioni), del quale è capoluogo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Tomils è situato nella Domigliasca, alla destra del Reno Posteriore ("Hinterrhein"); dista 20 km da Coira.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Tomils prima degli accorpamenti comunali del 2009
Il territorio del comune di Tomils prima degli accorpamenti comunali del 2015

Fino al 31 dicembre 2014 è stato un comune autonomo. Il 1º gennaio 2009 aveva inglobato i comuni soppressi di Feldis, Scheid e Trans, aveva assunto il nome ufficiale di Tumegl/Tomils (dove "Tumegl" è il toponimo romancio e "Tomils" quello tedesco, unico ufficiale fino al 1943) ed era passato da un'estensione di 3,20 km² a una di 30,56 km². Il 1º gennaio 2015 è stato a sua volta accorpato agli altri comuni soppressi di Almens, Paspels, Pratval e Rodels per formare il nuovo comune di Domleschg.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Principale monumento e luogo d'interesse del comune è il castello di Ortenstein.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Dista 2,5 km dalla stazione ferroviaria di Rothenbrunnen e 3 km dall'uscita autostradale di Rothenbrunnen, sulla A13/E43.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tomils, in Dizionario storico della Svizzera, 6 dicembre 2016. URL consultato il 1 maggio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Storia dei Grigioni, 3 volumi, Collana «Storia dei Grigioni», Edizioni Casagrande, Bellinzona 2000.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN314890276
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