Tramvie Elettriche Bergamasche

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Tramvie Elettriche Bergamasche
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione2000 a Bergamo
Sede principaleBergamo
Persone chiaveFilippo Simonetti (Presidente)
Settoretrasporti pubblici
Prodottitrasporti tranviari
Sito webwww.teb.bergamo.it/

La Tramvie Elettriche Bergamasche S.p.A (TEB) è una società per azioni controllata da ATB Mobilità, dalla Provincia e dalla Camera di commercio di Bergamo. Il suo oggetto sociale è la progettazione, la costruzione e l'esercizio di linee tranviarie nel territorio della provincia orobica[1]. Gestisce l'unica linea tranviaria realizzata, la Bergamo-Albino (T1).

Rete tranviaria[modifica | modifica wikitesto]

Al 2012, la rete tranviaria è composta da un'unica linea in esercizio, la metrotranvia T1, che collega il capoluogo orobico alla cittadina di Albino[2].

Altre due linee sono in fase di studio o di progettazione:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu costituita nel 2000 con quote paritarie conferite dall'amministrazione comunale e da quella provinciale di Bergamo[1].

L'anno seguente indisse la gara per la costruzione del tronco Bergamo – Alzano Centro della tranvia Bergamo-Albino, la quale fu aggiudicata dal Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna. A seguito del fallimento del consorzio, nel luglio 2005 la TEB dovette ripetere la gara, comprendente in questo caso anche il tratto Alzano Centro – Albino. I nuovi lavori furono assegnati a un'associazione temporanea di imprese comprendenti diverse società di costruzioni, mentre la direzione degli stessi fu affidata dalla TEB alla Metropolitana Milanese[3]. Durante lo stesso 2005, il comune di Bergamo cedette le sue azioni ad ATB Mobilità[4].

La Bergamo-Albino fu aperta nel corso del 2009. Da quell'anno, la società tranviaria esercisce provvisoriamente il servizio tranviario in attesa che sia assegnato tramite gara all'impresa, o a un gruppo di imprese, che dovrebbe gestire il servizio di trasporto pubblico nella provincia di Bergamo o in una delle sue sottoreti[5][6].

Al 2011, un decimo del capitale sociale risulta essere detenuto dalla Camera di commercio di Bergamo[4].

Materiale rotabile[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Tram TEB serie 001-014.
Un Sirio della TEB in sosta ad Albino

La TEB possiede un unico deposito, posto a servizio della Bergamo-Albino e sito all'interno del comune di Ranica[7].

I tram in esercizio sono quattordici AnsaldoBreda Sirio a cinque elementi con sessantadue posti a sedere e centosettantasette in piedi. Gli allestimenti interni sono curati da Krizia, mentre quelli esterni sono curati da Pininfarina[8].

Sono presenti inoltre un carro di manutenzione e soccorso (Unimog) e un rimorchio tranviario per la manutenzione di linea[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Beria & Borlini (2011), p. 6.
  2. ^ a b c Profilo della Tramvie Elettriche Bergamasche SpA (DOC), su teb.bergamo.it, 2009. URL consultato il 27 luglio 2012.
  3. ^ Beria & Borlini (2011), pp. 6-7.
  4. ^ a b Redazione, Chi siamo, in Tramvie Elettriche Bergamasche SpA, 2011. URL consultato il 1º agosto 2012.
  5. ^ Convenzione tra Regione Lombardia, Provincia di Bergamo e Comune di Bergamo per la riorganizzazione del servizio di Trasporto Pubblico Locale nel Bacino di Bergamo con l'entrata a regime della Tramvia delle Valli tratta Bergamo Albino[senza fonte]
  6. ^ Comunicato Stampa ATB, Convenzione TEB, in ATB Mobilità, 23 marzo 2012. URL consultato il 1º agosto 2012.
  7. ^ a b Comunicato stampa TEB, 1 anno in Tram, 2 milioni di passeggeri. L'ambiente ringrazia!, in Tramvie Elettriche Bergamasche SpA, 24 aprile 2010. URL consultato il 27 luglio 2012.
  8. ^ Redazione, Il tram Sirio, in Tramvie Elettriche Bergamasche SpA, 2011. URL consultato il 27 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Beria, Alex Borlini, Il nuovo tram di Bergamo. Valutazione ex-post delle stime di domanda e dell’analisi costi benefici, Milano, TRASPOL Working Paper TWP1/2011, 2011. Disponibile su www.traspol.polimi.it

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