Torre di porcellana

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La torre di porcellana in un'illustrazione del 1665 tratta dal libro di Johan Nieuhof Het Gezantschap Der Neerlandtsche Oost-Indische Compagnie

La torre di porcellana era un edificio facente parte del complesso del tempio di Bao'en a Nanchino, in Cina[1]. Era una pagoda risalente al XV secolo, costruita al tempo della dinastia Ming, e venne quasi completamente distrutta a metà del XIX secolo durante la rivolta dei Taiping.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un'altra illustrazione della torre tratta da Les Merveilles du monde di Catherine-Joseph-Ferdinand Girard de Propiac (1832)
I pezzi originali del portale d'ingresso, ricomposti, esposti al museo di Nanchino
La nuova torre nel 2017

La torre venne progettata dall'imperatore Yongle (r. 1402-1424), e doveva simboleggiare le virtù di sua madre[2]. I lavori di costruzione presero il via nel 1413[2], e furono terminati fra il 1424 e il 1429, grazie all'interessamento di Zheng He, che era stato nominato "difensore di Nanchino" in quel periodo[3].

La torre divenne nota in Occidente quando i primi viaggiatori, come Johan Nieuhof, raggiunsero la zona, ed era annoverata fra le meraviglie del mondo fino alla sua distruzione[3].

Nel 1801, i tre piani superiori vennero distrutti da un fulmine, ma furono in breve tempo ripristinati[1]; la quasi totale distruzione della torre avvenne qualche decina di anni dopo, nel 1853, quando gli scontri della rivolta dei Taiping riaggiunsero la città di Nanchino[2][1].

Nel 2010, l'imprenditore cinese Wang Jianlin ha donato un miliardo di renminbi alla città di Nanchino per finanziare la sua ricostruzione, la più grossa donazione privata mai effettuata in Cina[4]. I lavori di costruzione della replica moderna della torre, realizzata in acciaio, sono stati ultimati nel 2015; la nuova torre, con annesso un museo a tema buddhista, è stata costruita sul sito dell'originale[5].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La torre era un edificio di nove piani[6][7], alto 200 piedi (circa 60 metri)[6] o 260 piedi (quasi 80 metri)[2][1][3]. La base, ottagonale[3][6][7], aveva il diametro di 15 metri, e ogni lato era lungo 4,87 metri[7].

Il suo nome era dovuto alle piastrelle di porcellana, decorate con vari disegni, che ricoprivano tutte le sue facce[1][2], brillando sia di giorno, per la luce del sole, che di notte, riflettendo la luce di oltre 140 lampade appese lungo l'esterno dell'edificio[1]. I vari piani erano separati da cornicioni sporgenti anch'essi fatti da piastrelle di ceramica, smaltate di verde[2]. Sulla cima stava una verga di ferro, circondata da nove anelli di ferro e sormontata da una sfera dorata; da lì si dipartivano cinque catene che scendevano oltre i bordi del tetto, e alle quali erano appese altrettante perle, che erano considerate di buon auspicio per la città: una avrebbe dovuto prevenire le alluvioni, una gli incendi, una le tempeste, una le tempeste di sabbia e l'ultima i disordini cittadini[2]. Alle sporgenze dei tetti erano infine appese 152 campanelle[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Kamath, p. 19.
  2. ^ a b c d e f g h March, p. 562.
  3. ^ a b c d Rank
  4. ^ (EN) Wanda chairman makes largest donation in China's history, in People's Daily Online, 10 novembre 2010. URL consultato il 22 luglio 2015.
  5. ^ (EN) Elaine Yu, China rebuilds a 'world wonder' in Nanjing, su CNN Travel, 22 settembre 2017. URL consultato il 21 febbraio 2019.
  6. ^ a b c Chauchard, p. 913.
  7. ^ a b c Nuova enciclopedia popolare, p. 979.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]